Giudice blocca la decisione del Pentagono di escludere i giornalisti non ossequienti

La sentenza rigetta l'obbligo per i reporter di firmare un 'codice di condotta' per ottenere l'accredito ai briefing del Ministero della Guerra USA guidato da Pete Hegseth: viola il Primo Emendamento, è anticostituzionale. Vittoria del New York Times, che aveva denunciato l'illegalità.

Un giudice federale ha stabilito che le restrizioni del Pentagono nei confronti dei giornalisti costituiscono una violazione del Primo Emendamento: si tratta di una vittoria per il New York Times, che aveva citato in giudizio il Dipartimento della Guerra sulla questione, come riportato da Sara Fischer di Axios.

Sean Parnell, portavoce del Pentagono, guidato dall’ex anchor di Fox News Pete Hegseth, ha risposto: “Non siamo d’accordo con la decisione e stiamo procedendo con un appello immediato”.

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti Paul Friedman ha concesso al Times un’ingiunzione che impedisce al Pentagono di imporre la direttiva, la quale prevedeva che i reporter firmassero un impegno formale a rispettarne le regole per mantenere i propri accrediti stampa.

La maggior parte delle principali organizzazioni giornalistiche, incluse le testate di orientamento conservatore Fox News e Newsmax, si è rifiutata di firmare. Friedman, nominato dal presidente Clinton, ha affermato che la politica “non fornisce un preavviso equo su quali pratiche giornalistiche di routine e lecite comporteranno il diniego, la sospensione o la revoca” degli accrediti stampa del Pentagono.

Il Times ha sostenuto che “il Primo Emendamento proibisce categoricamente al governo di concedersi il potere illimitato di limitare la libertà di parola, poiché la sola esistenza di tale autorità arbitraria può portare all’autocensura”.

Fonte: Axios

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