Guerra e pace al Country Club: il resort di Miami che ha scippato il ruolo a Ginevra

Nel club esclusivo di Witkoff e Kushner le delegazioni di nove paesi trattano in segreto i dossier Ucraina e Gaza, lontano dai riflettori di Washington.

Dimenticate le sale felpate di Ginevra o i palazzi governativi di Parigi. Lo scorso fine settimana il baricentro della diplomazia mondiale si è spostato in un esclusivo country club alla periferia di Miami, lo Shell Bay, co-proprietà di Steve Witkoff, il capo negoziatore del Presidente Trump per i conflitti in Ucraina e a Gaza. È qui che delegazioni di alto livello provenienti da almeno nove nazioni sono confluite per condurre negoziati paralleli su due dei fronti più caldi del pianeta.

Da quando si è unito alla squadra di Trump a gennaio, Witkoff ha diviso il suo tempo tra gli uffici della Casa Bianca e il suo club in Florida, utilizzando il proprio jet privato e a proprie spese per fare la spola con le capitali europee e mediorientali, trattando su tutto, dal nucleare iraniano alla guerra nell’Est Europa. Già in ottobre, in vista dell’accordo su Gaza, funzionari di tutto il Medio Oriente avevano iniziato a frequentare il sud della Florida per incontrare Witkoff e Jared Kushner, anch’egli residente a Miami, e più di recente il club ha ospitato diversi round di colloqui riservati sull’Ucraina.

La location offre un vantaggio strategico non indifferente: situato a circa un’ora di auto a sud di Mar-a-Lago e mezz’ora a nord di Miami Beach, lo Shell Bay garantisce una distanza di sicurezza dagli occhi indiscreti della stampa di Washington, offrendo un ambiente ovattato – al caldo della Florida – dove i diplomatici raccontano di essersi imbattuti in amministratori delegati di grandi aziende impegnati sul campo da golf. Con una quota d’iscrizione che si dice superi il milione di dollari, il club è diventato, nelle parole di un diplomatico occidentale, chiaramente il posto dove bisogna essere, scandendo l’agenda internazionale tra un venerdì dedicato a Gaza e un sabato riservato all’Ucraina.

Proprio allo Shell Bay è stata abbozzata la prima stesura del piano di pace di Trump per l’Ucraina, redatta da Witkoff e Kushner insieme all’inviato russo Kirill Dmitriev, e sempre lì, due settimane dopo, il consigliere per la sicurezza nazionale ucraino Rustem Umerov è stato informato dei dettagli, mentre anche il Segretario di Stato Marco Rubio ha utilizzato la struttura per negoziati formali con una delegazione di Kiev.

L’attività ha raggiunto il culmine venerdì scorso, quando il club brulicava di diplomatici: i consiglieri per la sicurezza nazionale di Ucraina, Francia, Germania e Regno Unito hanno discusso con i padroni di casa il piano di pace americano e le garanzie di sicurezza per Kiev, mentre contemporaneamente il primo ministro del Qatar, il capo dell’intelligence egiziana e il ministro degli esteri turco trattavano il dossier Gaza. La maratona diplomatica si è conclusa sabato con l’arrivo a Miami di Kirill Dmitriev, atterrato per ricevere da Witkoff e Kushner l’ultima versione del piano di pace e consegnare la risposta di Mosca.

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