OpenAI, troppo grande per fallire? Di più

La pressione su Altman e il rischio che un passo falso dell'azienda di ChatGPT contagi l'intera economia per un crash dell'AI.

Il CEO di OpenAI Sam Altman sente la pressione esercitata da Google e dalle cause legali delle famiglie, con oltre mille miliardi di dollari in promesse di spesa in gioco. Il creatore di ChatGPT è così centrale per l’intera economia dell’AI che altre aziende e investitori potrebbero trovarsi esposti a un rischio significativo.

OpenAI sta infatti affrontando costi crescenti, una logorante guerra per i talenti e l’incertezza sulla strategia rivolta ai consumatori, tanto che, secondo il Wall Street Journal, Altman ha dichiarato un “codice rosso” per rifocalizzare l’azienda sul miglioramento di ChatGPT e dei nuovi modelli che lo alimentano. Sebbene un fallimento tecnico sia improbabile, dato che l’azienda continua a fare progressi con ChatGPT a dispetto delle sfide competitive, accordi sempre più complessi e interconnessi tra un ristretto gruppo di aziende, uniti all’impatto di un mercato del lavoro in indebolimento, stanno iniziando ad agitare gli investitori.

La semplice ipotesi che alcuni data center che Oracle sta costruendo per OpenAI potessero subire ritardi è stata sufficiente a muovere al ribasso i titoli tecnologici. Se OpenAI dovesse vacillare, le fondamenta dell’intero settore dell’AI diventerebbero fragili, ha dichiarato ad Axios Daleep Singh, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale e attuale capo della ricerca macroeconomica globale presso PGIM, sottolineando che bisogna considerare il contagio finanziario in quanto esiste un moltiplicatore sul fallimento di OpenAI che si ripercuoterebbe a cascata attraverso l’ecosistema.

A titolo di esempio, Singh sostiene che Microsoft e Meta stiano correndo ad acquistare chip per evitare di essere lasciate indietro, quindi se OpenAI dovesse inciampare, la FOMO (Fear Of Missing Out) dell’acquisto di chip svanirebbe. Il venture capitalist e ricercatore del MIT Paul Kedrosky spiega che il dominio di OpenAI è in parte dovuto al sentiment, poiché OpenAI e ChatGPT hanno introdotto l’idea dell’AI alle masse, sia utenti che investitori, e ora essa fa parte dello zeitgeist, radicata in tutte le nostre vite, anche per coloro che la usano raramente.

Nonostante ciò, il portavoce di OpenAI Steve Sharpe ha detto ad Axios che tutto quello che vedono dà loro fiducia nella traiettoria futura, citando la forte posizione finanziaria dell’azienda e la lunga lista di investitori, tra cui Khosla Ventures, Thrive Capital, a16z e altri.

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