Dal Mossad agli 007 di Mosca e Qatar, le Olimpiadi dei servizi segreti

Manca poco meno di una settimana all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, ma la polemica che ruota intorno alla sicurezza non accenna a placarsi. Non ci saranno solo i federali della famigerata ICE.

Manca poco meno di una settimana all’inizio delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, ma la polemica che ruota intorno alla sicurezza infuria già da diversi giorni. Sono molte, infatti, le critiche relative alla presenza dell’Immigration and custom enforcement (Ice), la forza di polizia statunitense che a Minneapolis si è resa responsabile delle uccisioni di Renee Good e Alex Pretti, che vedrà la sua componente investigativa, la Homeland security investigations, supportare il servizio di sicurezza diplomatica a tutela della delegazione americana. Un distaccamento di agenti, però, che non potrà svolgere alcuna operazione di sicurezza e che, come tutte le altre forze straniere, sarà sotto il controllo delle autorità italiane.

Agenti Ice a Minneapolis

Agenti ICE a Minneapolis

“L’ICE non potrà replicare quello che sta facendo a Minneapolis”

“Fermo restando che saranno le forze dell’ordine italiane a garantire la sicurezza degli atleti – ha detto Raffaele Marchetti, direttore del Centro studi internazionali e strategici della Luiss (Ciss) –, non deve stupire che alcune delegazioni, particolarmente sensibili, usufruiscano di un servizio d’intelligence o di sicurezza aggiuntivo. Questo può valere per gli Stati Uniti, ma anche per Israele, Cina, Francia o per alcuni Paesi del Medio Oriente. Ma è chiaro che l’Ice non potrà replicare quello che sta facendo a Minneapolis”.

Critiche per la possibile presenza per l’Iran dei pasdaran: l’ambasciata a Roma esclude l’ipotesi

La polemica si è estesa anche ad altre delegazioni. Perché se da una parte preoccupa la presenza dell’Ice, che avrà eventualmente solo compiti di security per atleti e personalità istituzionali Usa, dall’altra sono arrivate le critiche per la possibile presenza per l’Iran dei pasdaran – un’ipotesi che però l’ambasciata iraniana a Roma ha escluso –, ovvero le guardie della Rivoluzione del regime degli ayatollah. “Capisco che ipotesi di questo genere possano preoccupare – ha spiegato Marchetti -, ma non è certo un fatto nuovo. Ogni ambasciata, soprattutto quelle di un certo livello, hanno addetti alla sicurezza, alla difesa e all’intelligence stabilmente in Italia e che magari, in vista di un evento così importante, sia stato richiesto un rinforzo per un supporto pratico e operativo. Ma questo avviene in coordinamento con le autorità italiane”.

Dal Mossad agli 007 di Mosca e Qatar, le Olimpiadi dei servizi segreti: non solo i federali dell’Ice a Milano-Cortina

Gli agenti di Israele e le spie russe

Tra i novanta Paesi che parteciperanno ai Giochi olimpici di Milano Cortina, inoltre, figura Israele, che potrebbe essere protetto dal Mossad, e gli atleti russi che in passato sono stati difesi dal Comitato per la sicurezza dello Stato, ovvero il Kgb (oggi sostituito dal Servizio federale di sicurezza). Intanto a Milano sono arrivati i veicoli speciali della Qatar’s internal security force, a bordo di grossi suv blindati dalla wrappatura mimetica, per affiancare l’apparato di sicurezza.

Secondo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la polizia qatarina partecipa alle olimpiadi “per un momento di formazione, vogliono vedere come svolgiamo le misure di sicurezza”. Ecco, perché oltre alla presenza delle forze di sicurezza straniere, c’è anche il tema delle informazioni. “Non credo esistano rischi per le fughe di informazioni – ha spiegato Marchetti –, dato che sono generalmente ben protette dalle forze di sicurezza e di intelligence. La collaborazione tra gli 007 ha una dinamica sensibile, dove il passaggio di notizie non è mai totale e poggia su un rapporto gerarchico. Molto spesso si ha il problema inverso, ovvero che le informazioni non vengono condivise perché troppo segrete”.

Fonte: Il Giorno

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