di Roberta De Monticelli
Un illuminista oscuro si aggira per il mondo tenendo lezioni sull’Anticristo e sulla sua prossima venuta. Si chiama Peter Thiel e tutti ormai ne hanno sentito parlare: arriva per un ciclo di lezioni a Roma, non all’Angelicum come si credeva, perché la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino ha smentito di averlo invitato. Il copyright dell’ossimoro “illuminismo oscuro” è del filosofo Nick Land, che ha dato questo titolo a un suo libro in cui “sistematizza” una gran quantità di bui concetti emersi dagli abissi mentali e digitali della galassia neo-reazionaria e filotrumpiana, una delle cui stelle nere è Curtis Yarvis, definito da alcuni l’intellettuale organico dell’attuale Casa Bianca, e un’altra, appunto, Peter Thiel: più noto come ideatore, assieme a Musk, di Paypal e come fondatore di Palantir, l’azienda che sviluppa software di analisi dei dati utilizzati da governi, intelligence e apparati di difesa – e aiuta Israele nel genocidio, come appare dai report di Francesca Albanese.
E cos’ha da dire, Peter Thiel, sull’Anticristo? Lo ha riassunto su Il Manifesto Guido Caldiron, recensendo il libro di Luca Ciarrocca L’anima nera della Silicon Valley. «L’Anticristo tornerà sfruttando la paura dell’Armageddon, o di una crisi imminente, per consolidare il controllo politico e imporre un “governo mondiale”» (il manifesto, 5 marzo). E questa è la sola cosa chiara, nella sua brutale semplicità, che emerge dall’oscurità profonda, più ancora logica che morale, di questo movimento che chiamano Illuminismo solo perché esalta la tecnologia informatica e ne rivendica orgogliosamente la volontà di potenza, al punto da essersi guadagnato l’appellativo corrente di tecnofascismo. Per il resto, con la luce della ragione pratica e di Kant questi Trasimachi della Silicon Valley (giunti alla conclusione che la libertà transumana, quella di diventare immortali e di colonizzare Marte, non è più compatibile con la democrazia) hanno a che fare quanto i programmi della filosofia postmoderna in auge nelle università americane dove alcuni di loro hanno studiato: Derrida, Deleuze, Guattari, Lyotard, l’ombra di Nietzsche. Cioè meno che zero.
In compenso, Peter Thiel ha una curiosa versione dell’Anticristo: figuratevi che somiglia a Greta Thunberg. Anzi sono tre le ideologie che sostengono questa modernità “decadente”, che va bombardata realmente e metaforicamente, perché la guerra è tornata ad essere l’igiene dei popoli e il bellissimo azzardo che risveglia dal sonno del declino. Sono l’ecologia, la Sharia e lo stato comunista totalitario. Ditemi voi se non assomiglia a un Cerbero più che all’Anticristo: traducendo in linguaggio comune, possiamo immaginare che si tratti di bombardare la sinistra europea, l’Iran e la Cina, e pazienza se qui si fa una certa confusione fra le parole e le bombe vere.
«In tutto l’Impero Romano, uno solo è l’uomo libero: e sono io. Rallegratevi. Vi è arrivato alla fine un imperatore ad insegnarvi la libertà… Ma che è mai dopo tutto, un dio, perché io debba desiderare di essere uguale a lui ? Quello che oggi io desidero è più su degli dèi. Voglio mischiare il cielo con il mare; confondere la bruttezza e la bellezza; far zampillare il riso dalla pena. Farò a questo secolo il dono dell’equivalenza». Ecco, tutto si chiarisce se lo guardiamo con gli occhi del Caligola di Camus, questo “pensiero” che rifiuta il dono dei vincoli, legali, etici e logici. In cambio ne riceviamo «il dono dell’equivalenza». Ed è forse il solo punto che vale la pena di capire.
Violare tutti i vincoli – del diritto, dell’etica, della logica – non è ancora abolirli. Per abolirli, e tornare allo stato pre-umano, o accedere finalmente a quello post-umano, occorre cancellare le distinzioni con le quali nasce o muore la nostra stessa mente: fra il vero e il falso, il giusto e l’ingiusto, la bellezza e il caos. Tutte le idee sono figlie di queste distinzioni. L’anima forse non è che respiro: ma senza idee, la mente non respira. Soffoca e muore. Eccolo, il dono dell’equivalenza. L’indifferenza. Con cui l’imperatore può passare dall’annuncio che la guerra è finita allo sterminio di sempre nuovi innocenti. Con cui dalle ossa frantumate di Gaza zampillerà il riso dei miliardari.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato da Il Manifesto, che ringraziamo
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