di Pier Luigi Pisa
Un saggio dell’imprenditore Matt Shumer – CEO di Otherside IA – ha scosso la rete e il settore tecnologico, paragonando l’attuale accelerazione dell’intelligenza artificiale alle settimane che hanno preceduto l’ultima pandemia globale.
Shumer sostiene che l’opinione pubblica oggi stia sottovalutando “qualcosa di grande”, in modo pericolosamente simile a quanto accaduto nel febbraio 2020, quando le prime notizie su un nuovo virus apparivano ancora come una minaccia lontana e gestibile.
Shumer ha raccontato la sua esperienza personale: improvvisamente si è sentito inutile. Sam Altman, annunciando il nuovo modello per la programmazione di @OpenAI, Codex basato su Gpt-5.3, aveva usato più o meno le stesse parole.
Shumer riferisce che, per la prima volta nella sua carriera di imprenditore, non è più necessario il suo intervento per i compiti tecnici: descrive un obiettivo all’IA, si allontana dal computer per ore e, al suo ritorno, trova il lavoro completato con un livello di precisione superiore a quello umano.
Il suo saggio evidenzia come il rischio di automazione non riguardi più solo i compiti di basso profilo, ma l’intero spettro delle professioni intellettuali che operano attraverso uno schermo. Avvocati, analisti finanziari, medici e programmatori potrebbero vedere le proprie funzioni trasformate o ridimensionate in tempi brevissimi.
Ho ripreso le riflessioni di Shumer nella mia storia per La Repubblica e Italian Tech. La trovate nei commenti, insieme al post originale dell’imprenditore.
Questo post è stato tratto dall’account LinkedIn di Pier Luigi Pisa
