Stellantis ha finalmente chiuso il processo di ricerca dell’erede di Carlos Tavares. Il consiglio di amministrazione ha, scelto come nuovo amministratore delegato Antonio Filosa, attuale responsabile operativo delle Americhe e chief quality officer del gruppo.
La scelta di un candidato interno, italiano e profondo conoscitore del marchio Jeep di cui è stato a capo, mira a rilanciare il cruciale business statunitense e a guidare l’azienda attraverso le turbolenze di un settore sconvolto dalle politiche protezionistiche e dai dazi minacciati o imposti dall’amministrazione Trump.
La decisione del consiglio di amministrazione, comunicata mercoledì dal presidente John Elkann, arriva dopo le dimissioni improvvise di Carlos Tavares a dicembre. La sua uscita era seguita a mesi di crescenti preoccupazioni per il calo delle vendite sia negli Stati Uniti – mercato storicamente fondamentale per marchi come Jeep e Ram – sia in Europa, dove la concorrenza cinese sui veicoli elettrici e le incertezze sulla transizione green avevano iniziato a pesare sui bilanci. Già nei mesi autunnali, analisti e stampa specializzata avevano evidenziato come Stellantis faticasse a mantenere le quote di mercato precedentemente consolidate, soprattutto nel segmento dei pick-up e SUV in Nord America, a fronte di una strategia sull’elettrico percepita come meno aggressiva rispetto ad alcuni competitor e a tensioni con i sindacati culminate in scioperi significativi.
Stellantis, nata dalla fusione tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e il gruppo francese PSA, è uno dei maggiori produttori automobilistici al mondo, con Exor – la holding della famiglia Agnelli-Elkann – come principale azionista. Il suo vasto portafoglio comprende una gamma diversificata di marchi iconici che spaziano dall’heritage italiano di Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Maserati, ai brand americani Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, fino ai francesi Peugeot, Citroën e DS Automobiles, oltre al tedesco Opel e al britannico Vauxhall. Questa ampia costellazione di marchi conferisce al gruppo una presenza globale significativa, ma ne aumenta anche la complessità gestionale in un’era di profonde trasformazioni industriali.
“La profonda comprensione che Antonio ha della nostra azienda, incluse le nostre persone che considera la nostra forza principale, e del nostro settore, lo equipaggiano perfettamente per il ruolo di CEO nella prossima e cruciale fase di sviluppo di Stellantis,” ha dichiarato Elkann. Il riferimento alla “fase cruciale” sottolinea le sfide imminenti: dalla complessa elettrificazione della gamma, che richiede ingenti investimenti e una ricalibrazione delle catene di approvvigionamento, all’adattamento a un contesto geopolitico instabile.

Solo il mese scorso, il gruppo aveva ritirato le sue previsioni finanziarie per l’intero anno. Questa mossa, insolita per un colosso della sua stazza, era stata motivata dalla crescente incertezza scatenata dalla “guerra commerciale” e dalle recenti dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, che avevano ventilato ulteriori dazi sui veicoli importati, in particolare quelli provenienti dall’Europa o assemblati con componenti cinesi. Negli ultimi 6-12 mesi, i commentatori economici avevano più volte sottolineato come le aziende automobilistiche globali, e Stellantis in particolare data la sua forte esposizione transatlantica, fossero particolarmente vulnerabili a un’escalation delle tensioni commerciali e a politiche industriali sempre più nazionalistiche. La nomina di Filosa, con la sua esperienza diretta nel mercato USA, è vista come un tentativo di navigare queste acque agitate con una guida esperta del contesto locale.