Lo IOR di Papa Leone XIV: utili record e trasparenza per dimenticare i “tempi bui”

Oltre 24 milioni di euro per le opere di carità del Pontefice e investimenti rigorosamente etici certificano la definitiva metamorfosi dell'Istituto bancario del Vaticano.

CITTÀ DEL VATICANO – La “Banca del Vaticano” volta pagina e lo fa con numeri che segnano l’inizio di una nuova epoca. Il primo bilancio dell’era di Papa Leone XIV si chiude con un risultato storico: l’Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha registrato nel 2025 un utile netto di 51 milioni di euro, un balzo del 55,5% rispetto all’anno precedente che rappresenta il punto più alto raggiunto nell’ultimo decennio.

Questo successo finanziario si traduce in un sostegno concreto alla missione della Chiesa: al Santo Padre sarà consegnato un “dividendo” di oltre 24 milioni di euro (in crescita del 76%), fondi che verranno destinati direttamente alle opere di carità e ai progetti religiosi in tutto il mondo.

Un’istituzione che cerca il riscatto

Quella che oggi appare come una macchina finanziaria solida ed etica è la stessa istituzione che, per decenni, è stata al centro delle cronache più oscure d’Italia e del mondo. È impossibile dimenticare gli anni in cui lo IOR era sinonimo di misteri e traffici illeciti: dall’era del cardinale Marcinkus ai legami con il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Scandali che per lungo tempo hanno offuscato l’immagine del Vaticano, trasformando la banca in un simbolo di opacità.

Oggi, però, il panorama sembra radicalmente mutato. Il rapporto 2025 descrive un Istituto che opera in piena conformità con i principi dell’etica cattolica, filtrando ogni investimento secondo i dettami della dottrina sociale della Chiesa.

I numeri della solidità

Al di là dei tecnicismi bancari, i dati raccontano di un ente estremamente sicuro. La raccolta complessiva dai clienti (composta principalmente da ordini religiosi e istituzioni cattoliche) sfiora i 6 miliardi di euro. L’Istituto viene confermato dai revisori di Deloitte & Touche come uno dei più solidi al mondo sotto il profilo del patrimonio, garantendo una stabilità che mette al riparo i risparmi degli enti ecclesiastici da turbolenze di mercato.

Nuova leadership e modernizzazione

Il 2025 segna anche un passaggio di testimone al vertice: Jean-Baptiste de Franssu lascia la presidenza dopo anni dedicati alla “pulizia” e alla riorganizzazione dei conti. Al suo posto subentra François Pauly, che eredita una banca profondamente modernizzata, dotata di servizi di online banking e procedure di controllo rigorose, ormai allineate ai migliori standard internazionali.

In un mondo finanziario spesso privo di bussola morale, lo IOR di Leone XIV prova così a proporsi come un modello di “finanza pulita”, dove il profitto non è il fine ultimo, ma lo strumento per sostenere gli ultimi.

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