Giornalisti “processati” dall’intelligenza artificiale. L’ultima start-up di Thiel

Peter Thiel, "L'anima nera" della tecno-destra, dichiara guerra alla stampa. La sua ultima start-up serve a mettere alla gogna i giornalisti: il patron di "Palantir" sta finanziando lo sviluppo di un software (basato sull'AI) che, su commissione, giudica il lavoro dei cronisti. Chiunque si senta attaccato da un articolo può pagare duemila dollari per utilizzare l'algoritmo per "smontare" il lavoro del giornalista, che verrà "processato" da un sistema di AI. La "sentenza" verrà pubblicata, dopo 72 ore, in un registro online accessibile a chiunque. In campo ci sono ex agenti di FBI, CIA e NSA. Gli esperti credono che sia "un racket ad alta tecnologia per ricchi e potenti".

Con soli duemila dollari, chiunque può rivolgersi alla struttura virtuale realizzata sotto l’egida del patron di Palantir per “giudicare” il lavoro di un reporter. In campo ci sono ex agenti di Fbi, Cia e Nsa, ma i modelli utilizzati vengono da OpenAI, Anthropic, Google, xAI e Mistral. Lo chiamano «il tribunale dell’intelligenza artificiale per la verità»: il verdetto arriva entro 72 ore. In pratica, si tratta di una gogna ad uso e consumo dei potenti.

>>> leggi l’articolo di Luca Ciarrocca

Tag

Partecipa alla discussione