Nvidia e AMD: il 15 % dei ricavi dalla vendita di chip AI in Cina finirà nelle casse USA

Un accordo insolito segue l'incontro tra il CEO di Nvidia Jensen Huang e Trump alla Casa Bianca.

In una mossa senza precedenti che ridisegna i rapporti tra governo e industria tecnologica, i colossi americani dei chip Nvidia e AMD hanno stretto un accordo decisamente insolito con l’amministrazione Trump. Per poter continuare a vendere i loro chip per l’intelligenza artificiale (IA) in Cina, le due aziende verseranno al governo statunitense una quota pari al 15% dei loro ricavi generati da queste vendite.

Questo accordo, che potrebbe fruttare miliardi di dollari alle casse dello Stato, rappresenta la condizione necessaria per ottenere le licenze di esportazione per i modelli H20 di Nvidia e MI308 di AMD. Si tratta di una tattica innovativa e controversa, quasi come se le aziende dovessero “pagare una tassa” per poter accedere a un mercato estero, e arriva dopo mesi di forti tensioni commerciali e restrizioni. L’esportazione di questi specifici chip era stata bloccata lo scorso aprile, e da allora il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha condotto un’intensa attività diplomatica sia con Washington che con Pechino per sbloccare la situazione.

È fondamentale sottolineare che questi chip non sono i più potenti sul mercato. L’H20 di Nvidia, ad esempio, è stato sviluppato appositamente per il mercato cinese nel 2023, dopo che l’amministrazione Biden aveva già imposto limiti sui semiconduttori più avanzati. Non sono abbastanza potenti per addestrare da zero i complessi modelli di IA, ma sono molto utili per le cosiddette funzioni di “inferenza”, ovvero per permettere ai modelli già addestrati di analizzare nuovi dati e trarre conclusioni.

Nonostante ciò, l’accordo ha sollevato le critiche dei “falchi” della sicurezza nazionale americana, preoccupati che questa tecnologia possa comunque rafforzare l’ecosistema dell’IA e l’apparato militare di Pechino. Tuttavia, i funzionari dell’amministrazione Trump sostengono che i chip non sono di primissima fascia e che l’obiettivo strategico è duplice: permettere a Nvidia e AMD di competere globalmente con giganti cinesi come Huawei e, al contempo, fare cassa. L’accesso ai semiconduttori rimane una delle massime priorità per la Cina e uno dei maggiori vantaggi strategici per gli Stati Uniti.

Questa mossa si inserisce in una strategia più ampia dell’amministrazione: fare dell’intelligenza artificiale americana lo standard di riferimento a livello mondiale, contrastando la crescente influenza dei modelli cinesi sviluppati da aziende come DeepSeek e Alibaba, che stanno guadagnando sempre più terreno in molti paesi.

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