Gli investitori retail continuano a comprare azioni SpaceX (SPCX) ogni singolo giorno dalla quotazione a Wall Street. Nemmeno il primo tonfo del titolo dopo i conti trimestrali li ha fermati, spingendoli anzi ad raddoppiare la posta.
Nella sola prima ora di contrattazioni di mercoledì, i piccoli risparmiatori hanno acquistato un netto di 22,7 milioni di dollari in azioni SpaceX, secondo i dati di Vanda Research. Si tratta di un valore tre volte superiore al flusso medio in apertura e del terzo picco più alto nelle 37 sedute della società da quando è sbarcata in Borsa.
Gli acquisti dei piccoli speculatori sono schizzati in concomitanza con il crollo delle azioni dopo la pubblicazione della trimestrale. La giornata di mercoledì ha così allungato una striscia positiva ininterrotta: da quando è debuttata sul listino il 12 giugno, SpaceX non ha ancora registrato una singola giornata di vendite nette da parte del pubblico dei piccoli investitori.
L’entusiasmo si era in realtà un po’ raffreddato nel tempo: dai 405 milioni di dollari acquistati nelle prime cinque sedute si era passati a 103 milioni nelle cinque giornate precedenti la pubblicazione dei risultati. Ciononostante, i piccoli investitori non sono mai passati dalla parte dei venditori.
Space Exploration Technologies Corp. (SPCX)
Prezzo di chiusura (5 agosto): 108,27 $ | -17,06 (-13,61%)
Pre-market: 110,63 $ | +2,36 (+2,18%)
Una fedeltà che finora si è rivelata molto costosa. Le azioni SpaceX erano infatti schizzate dal prezzo dell’offerta pubblica iniziale (IPO) di 135 dollari fino al picco intra-giornaliero di 225,64 dollari il 16 giugno. Da quel massimo, il titolo ha restituito oltre la metà del proprio valore, scivolando al di sotto del prezzo di collocamento.
Secondo la società di analisi Vanda Research, gli investitori retail stanno guardando ben oltre le scadenze dei prossimi conti trimestrali. I piccoli continuano a considerare SpaceX come una scommessa di trasformazione sull’intelligenza artificiale, piuttosto che come un semplice titolo legato all’esplorazione spaziale o ai viaggi interplanetari.
I primi risultati finanziari di SpaceX da società quotata hanno offerto argomenti a entrambe le fazioni di Borsa. Il fatturato e gli utili rettificati hanno superato le attese, ma i quasi 16 miliardi di dollari spesi nel trimestre in infrastrutture di intelligenza artificiale e data center hanno mostrato il costo enorme della sua espansione.
Gli investitori privati hanno letto queste spese come un anticipo sulla crescita futura, ma sul mercato l’azione è stata travolta dalle vendite.
Ora si prospetta l’arrivo di una nuova ondata di potenziali venditori. Fino a 912 milioni di azioni in mano ai dipendenti e ai primi finanziatori della società sbloccheranno il vincolo di vendita (lockup), diventando negoziabili a partire da giovedì. Questo evento potrebbe più che raddoppiare il flottante attuale, ossia la quota di azioni liberamente scambiabili sul mercato.
La scadenza del blocco non costringe nessuno a vendere. Rimuove semplicemente la restrizione per i detentori degli asset, compresi i lavoratori e i primi soci che avevano acquistato le quote a prezzi ben inferiori a quello di collocamento. Un aumento dell’offerta di azioni che incombeva sul titolo fin dai primi giorni dal debutto.
Gli investitori retail cercano titoli con il potenziale di moltiplicare per dieci il valore iniziale del capitale, e per i piccoli risparmiatori in questo momento SpaceX è proprio uno di quei titoli.
La giornata di giovedì rappresenterà un test decisivo: la domanda dei piccoli acquirenti sarà in grado di assorbire l’impatto e la potenziale offerta di quasi un miliardo di nuove azioni sbloccate?