di Luca Ciarrocca
L’America delle Big Tech ha smesso di fingere di avere una morale. L’ultimo esempio degli eccessi del capitalismo dei tecno-oligarchi viene da Meta, la holding che controlla Facebook. Per Meta, la truffa è parte integrante del business. Documenti aziendali interni, visionati da Reuters, dipingono un quadro sconcertante.
Alla fine dello scorso anno, l’azienda di Zuckerberg ha messo a bilancio, in via previsionale, circa 16 miliardi di dollari – il 10 per cento del fatturato annuo totale – provenienti dalla pubblicità di prodotti vietati e da vere e proprie frodi. Il colosso dei social media (oltre 3 miliardi di utenti attivi al mese) ha scientemente evitato di bloccare una valanga di annunci “tossici”, esponendo miliardi di utenti di Facebook, Instagram e WhatsApp a schemi di e-commerce fraudolenti, casinò online illegali, truffe con criptovalute, offerte sessuali e vendite di farmaci proibiti.
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