Questa tecnologia a laser, studiata a Edimburgo da una equipe di ricercatori guidati da un fisico italiano, permette la localizzazione anche dietro ai muri con l’acquisizione delle immagini in soli 3 secondi
Per la prima volta una telecamera può riconoscere e svelare la posizione di oggetti nascosti, tracciando i loro movimenti oltre l’angolo di visuale: una capacita’ cruciale che potrà avere numerose ricadute nella vita di tutti i giorni, dai sistemi di sorveglianza ai soccorsi in caso di emergenza, passando per la sicurezza stradale delle automobili senza pilota. Questa invenzione, presentata su Nature Photonics, porta la firma del gruppo di ricerca dell’Università di Edimburgo coordinato dal fisico italiano Daniele Faccio. La strumentazione che permette di vedere “cosa c’è dietro l’angolo” è composta da due elementi: un laser e una camera ultra sensibile e veloce nelle riprese. Quando il laser viene puntato sul pavimento, poco più avanti rispetto al bordo dell’angolo oltre cui si vuole vedere, la luce si diffonde in ogni direzione e arriva a colpire l’oggetto nascosto. La luce che viene riflessa dall’oggetto rimbalza come una eco e viene rilevata dalla videocamera: così sensibile da percepire singoli pacchetti di luce (fotoni), può fare una videoregistrazione della eco laser con 20 miliardi di frame al secondo, che permette poi di ricostruire la posizione esatta dell’oggetto nascosto.