Maire-Tecnimont, assedio da 2,2 miliardi: l’offensiva russa passa per l’India

L'Alta Corte di Mumbai blocca il colosso italiano: congelate le manovre finanziarie per garantire la maxi-sentenza di Mosca.

La battaglia legale tra la russa EuroChem (attraverso la sussidiaria ECSZ-2) e l’italiana Tecnimont (punta di diamante del Gruppo Maire) si è spostata nei giorni scorsi nel cuore finanziario dell’India, trasformando l’Alta Corte di Bombay nel teatro di uno scontro miliardario. Al centro del contendere c’è una sentenza del Tribunale Arbitrale di Mosca che ha condannato Tecnimont a risarcire oltre 171 miliardi di rubli — circa 2,2 miliardi di dollari — a favore della società russa, ha commentato Prateek Bagaria, avvocato presso Singularity Legal, che rappresenta EuroChem Severo-Zapad-2 presso l’Alta Corte di Bombay.

Il 13 gennaio, i giudici indiani hanno preso una decisione che complica sensibilmente la strategia difensiva del gruppo italiano. Accogliendo le ragioni dei russi, il tribunale ha imposto a Tecnimont un vero e proprio “congelamento” operativo in territorio indiano: la società non potrà trasferire i propri beni fuori dal Paese né spostare fondi se non per le ordinarie attività quotidiane.

In termini semplici, la Corte ha alzato un muro per impedire che Tecnimont possa svuotare le proprie casse indiane prima che venga decisa l’esecuzione della sentenza russa.

Questa mossa neutralizza, almeno per il momento, il tentativo di Tecnimont di giocare la carta della protezione internazionale a Londra. L’azienda italiana stava infatti cercando di ottenere nel Regno Unito un’azione “anti-esecuzione” per bloccare il procedimento, ma l’ingiunzione indiana congela lo status quo. Al momento, asset per oltre 300 milioni di euro situati in India restano “bloccati” e potenzialmente pronti per essere pignorati e consegnati ai russi.

La fase preliminare della causa può dirsi conclusa. Ora il tempo stringe: la prossima udienza è fissata per lunedì 19 gennaio 2026. In quell’occasione, i giudici entreranno nel vivo della questione, esaminando la richiesta di sequestro preventivo dei beni presentata da EuroChem e valutando due nuove istanze depositate dai legali di Tecnimont per tentare di sbloccare la situazione.

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