Bitcoin crolla a $65.000: bruciati tutti i guadagni della vittoria di Trump

Il timore per la nomina di Kevin Warsh alla Fed scatena un’ondata di vendite che travolge tutto il mercato delle criptovalute. Bitcoin ha perso il 50% dai massimi di ottobre.

Il Bitcoin ha rotto in un crash senza precedenti tutti i supporti, prima sotto la soglia psicologica dei 70.000 dollari, alle 3:30 pm ora di New York era poco sopra quota $63.000. La valuta digitale ha perso giovedì oltre il 13% toccando il livello più basso dal novembre 2024, quando la vittoria di Donald Trump aveva riacceso le speranze del settore grazie alle sue promesse elettorali pro-crypto.

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La perdita percentuale del Bitcoin dal massimo storico di ottobre (126.000 dollari) al valore di 63.000 dollari è di circa il 50%. La maggiore delle criptovalute si è praticamente DIMEZZATA in poche settimane.

I mercati temono il “falco” Warsh

Secondo gli analisti, l’ultima violenta correzione è stata innescata dalla nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. Gli investitori temono che Warsh possa ridurre drasticamente il bilancio della Fed; le criptovalute, infatti, hanno storicamente beneficiato di un mercato inondato di liquidità, reagendo positivamente ogni volta che la banca centrale ha sostenuto gli asset speculativi.

“Il mercato teme il profilo da falco di Warsh”, ha dichiarato Manuel Villegas Franceschi del team di ricerca di Julius Baer. “Un bilancio della Fed più snello non offrirà certo vento a favore per il mondo crypto”.

Una fuga di capitali da 1.900 miliardi

Dal picco di 4.379 miliardi di dollari raggiunto a inizio ottobre, il valore globale del mercato crypto è crollato di quasi 1.900 miliardi di dollari, di cui ben 800 miliardi volatilizzati solo nell’ultimo mese (dati CoinGecko). Il settore soffre ancora per i postumi del crash record dello scorso ottobre, che ha visto il Bitcoin crollare dai massimi a causa della chiusura forzata delle posizioni a leva.

Questa fragilità ha reso gli investitori istituzionali molto cauti. “Riteniamo che questo declino sia guidato principalmente dai massicci riscatti degli ETF istituzionali“, spiegano gli analisti di Deutsche Bank. Solo a gennaio, gli ETF spot sul Bitcoin negli Stati Uniti hanno registrato deflussi per oltre 3 miliardi di dollari, dopo i 9 miliardi complessivi persi tra novembre e dicembre.

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