Bitcoin, pesanti sell affossano il mercato delle criptovalute

Il prezzo oscilla intorno a quota $100.000 ed è crollato di oltre il 20% rispetto al massimo record toccato appena un mese fa. Un crollo che, se si parlasse di azioni, configurerebbe un mercato ribassista ("bear market").

Bitcoin ha visto cancellato il suo rally estivo, con un calo fino al 6,5% che lo ha portato martedì a quota 99.963 dollari. È la prima volta che la moneta digitale scende sotto la soglia dei 100.000 dollari dallo scorso giugno.

Il valore è crollato di oltre il 20% rispetto al massimo record toccato appena un mese fa – un crollo che, se si parlasse di azioni, configurerebbe un mercato ribassista (“bear market”). Anche Ether ha perso fino al 9,6% e diverse cosiddette “altcoin” hanno registrato cali simili, portando le perdite per molti token meno facilmente negoziabili e liquidi a oltre il 50% da inizio anno.

Perché tutte queste cattive notizie per le “monete virtuali”? La svolta c’è stata a metà ottobre, quando un’ondata brutale di liquidazioni ha spazzato via miliardi di dollari in posizioni rialziste. Da allora, i trader sono rimasti ai margini del mercato. L’interesse aperto sui futures Bitcoin rimane ben al di sotto dei livelli pre-crollo e, nonostante i costi di finanziamento siano diventati favorevoli, pochi sono disposti a rientrare.

“L’indecisione della Fed, un FOMC diviso e un dollaro in rafforzamento stanno rimodellando il contesto di liquidità che ha alimentato i rally precedenti”, ha osservato 10x Research. “Gli investitori istituzionali non inseguono più il rischio; aspettano un chiaro segnale monetario, che potrebbe non arrivare quest’anno”.

Ottobre ha visto un’ondata di liquidazioni di criptovalute, la più grande delle quali si è verificata quando il presidente Trump ha minacciato ulteriori dazi sulla Cina, oltre a significativi deflussi di ETF. La minaccia dei dazi ha innescato ben 19,16 miliardi di dollari di liquidazioni l’11 ottobre, secondo i dati di CoinGlass. Nelle ultime 24 ore, le liquidazioni totali hanno raggiunto 1,76 miliardi di dollari.

Gli ETF spot su bitcoin ed ether hanno registrato deflussi costanti nell’ultima settimana. Lunedì gli ETF su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 566,4 milioni di dollari, mentre i deflussi netti degli ETF su ether hanno raggiunto i 219,4 milioni di dollari, secondo Farside Investors.

Nel frattempo, il Crypto Fear & Greed Index è attualmente a 23, il che segnala una “paura estrema” nel mercato.

Il risultato? Bitcoin registra un guadagno di meno del 10% dall’inizio dell’anno, un rendimento che sottoperforma quello delle azioni e che segna, ancora una volta, il suo fallimento come copertura per i portafogli. Il mercato totale delle criptovalute rimane poi ridicolmente piccolo, con una capitalizzazione globale di tutto il sistema crypto pari oggi a 3,50 miliardi di dollari.

Per fare un raffronto, il mercato valutario (Forex) ha un volume medio giornaliero di scambi (daily trading volume) – che indica l’attività e la liquidità del mercato – che si avvicina ai 10 trilioni di dollari.  Le stime più recenti per aprile 2025 indicano che la media giornaliera supera i 9,6 trilioni di dollari USA al giorno. Rispetto alle piccole cifre del mercato crypto,  super speculato e quindi soggetto a grande volatilità con piccoli scambi, questo volume enorme per gli scambi sulle valute ufficiali riflette l’alta liquidità del mercato Forex, che è guidato da banche centrali, istituzioni finanziarie, banche commerciali e d’affari, società multinazionali e trader individuali.

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