Crisi Groenlandia, effetto Trump: vendite su Wall Street e dollaro

L’ipotesi di una guerra commerciale transatlantica pesa sul greenback e sulla borsa americana. Il Nasdaq Composite, l'indice ad alta componente tecnologica, ha ceduto il 2,4% per le sparate dell'uomo di Mar-a-Lago.

I listini azionari statunitensi e il dollaro hanno registrato una flessione dopo che Donald Trump ha dichiarato che “non si torna indietro” nella campagna per assumere il controllo della Groenlandia, pur offrendo l’apertura di negoziati su una vicenda che ha spinto Washington e i suoi alleati europei ai ferri corti.

Martedì, la valuta statunitense è calata dello 0,8% rispetto a un paniere di sei divise concorrenti, mentre l’indice azionario S&P 500 è scivolato del 2,1% tra le crescenti tensioni transatlantiche e le minacce di una guerra commerciale. Il Nasdaq Composite, l’indice ad alta componente tecnologica, ha ceduto il 2,4%

La posizione di Washington

Il Presidente Trump ha comunicato tramite la piattaforma Truth Social di aver accettato un vertice in Svizzera a seguito di un colloquio con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Trump, atteso al World Economic Forum mercoledì, ha tuttavia definito l’annessione dell’isola artica un processo irreversibile.

Sui canali social del Presidente è comparsa un’immagine elaborata dall’intelligenza artificiale che ritrae Trump insieme al vice-presidente JD Vance e al segretario di Stato Marco Rubio in territorio groenlandese. L’illustrazione (foto sotto) mostra una bandiera americana e un’insegna recante la scritta: “Territorio USA – 2026”.

La risposta europea e le truppe danesi

Copenaghen ha reagito lunedì inviando un contingente di soldati e il vertice delle forze armate nel territorio autonomo, rafforzando la presenza militare già esistente di oltre 200 unità. La minaccia americana di imporre dazi del 10% contro gli Stati europei aggrava la crisi diplomatica transatlantica.

A Davos, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato che Bruxelles risponderà in modo fermo e proporzionato alla pressione statunitense. Von der Leyen ha evidenziato la necessità di una nuova indipendenza europea, mettendo in dubbio la validità dell’accordo commerciale siglato lo scorso anno.

Diplomazia e frizioni alleate

Il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha esortato i partner commerciali a mantenere la calma ed evitare ritorsioni contro gli Stati Uniti. Bessent ha confermato il valore dell’alleanza con l’Europa e il sostegno alla Nato. Lunedì, tuttavia, lo stesso segretario aveva minimizzato la capacità di reazione di Bruxelles, definendola limitata a sterili gruppi di lavoro.

Trump ha inoltre criticato il governo del Regno Unito per la gestione dell’isola di Diego Garcia. Egli ha citato il recente accordo sulla sovranità delle isole Chagos come un’ulteriore ragione di sicurezza nazionale per procedere all’acquisizione della Groenlandia. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso il proprio sconcerto per l’iniziativa americana e ha proposto di convocare un G7 straordinario a Davos, allargato a rappresentanti di Ucraina, Danimarca, Siria e Russia.

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