Deutsche Bank (DB) ha affermato che il calo del bitcoin (BTC) a circa 80.000 dollari del 21 novembre, circa il 35% al di sotto del picco di inizio ottobre, mostra quanto rapidamente le pressioni macroeconomiche e una struttura di mercato fragile possano cancellare i guadagni delle criptovalute, spazzando via quasi 1.000 miliardi di dollari di valore prima che il token sia rimbalzato verso gli 87.000 dollari.
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La criptovaluta più grande al mondo era quotata circa 86.000 dollari al momento della pubblicazione. La banca ha attribuito il calo a un mix di avversione al rischio, aspettative di tassi di interesse più alti e prolungati, slancio regolatorio in diminuzione, flussi istituzionali in indebolimento e realizzi di profitti da parte di detentori a lungo termine, sostenendo che queste forze hanno messo alla prova il ruolo del bitcoin nei portafogli e hanno riportato in vita il suo “effetto Tinkerbell”, per cui una convinzione guidata dal sentimento sostiene la valutazione.
Crolla il bitcoin ed è già un bagno di sangue: i fan si dannano ma gli sta bene
Mentre le azioni scendevano a causa delle preoccupazioni fiscali statunitensi, delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Cina e delle valutazioni eccessive nel settore dell’IA, il bitcoin si è mosso più come un’azione tech ad alto beta che come una copertura, con le correlazioni con i principali indici salite a livelli da periodo di stress, hanno scritto le analiste Marion Laboure e Camilla Siazon nel rapporto di lunedì.
Le analiste hanno anche evidenziato i messaggi hawkish della Federal Reserve, nonostante un taglio dei tassi, come un fattore scatenante che ha rafforzato la sensibilità negativa del bitcoin alle mutevoli aspettative sui tassi. I progressi normativi si sono bloccati, ha osservato la banca, con i ritardi nell’attuazione del CLARITY Act che hanno eroso l’ottimismo per una struttura di mercato più chiara e una liquidità più profonda.
Nel frattempo, i flussi istituzionali si sono invertiti bruscamente, con i libri degli ordini che si assottigliano amplificando le vendite di massa e i deflussi degli ETF spot che alimentano un ciclo di liquidità negativo. I detentori a lungo termine hanno venduto pesantemente con l’impennata della volatilità, aggiungendo ulteriore pressione.
Il rapporto sostiene che la maturazione di lungo termine del bitcoin rimanga intatta, ma ha avvertito che l’incertezza, la leva finanziaria e l’ambiguità politica continuano ad amplificare i ribassi, anche se una futura chiarezza normativa e una più ampia adozione istituzionale potrebbero sostenere le fasi future del mercato.