Il grande azzardo dell’inflazione: BlackRock e Pimco scommettono contro il resto del mondo

Mentre l'Europa si illude, i giganti della finanza americana blindano i portafogli contro il disastro annunciato di un nuovo shock dei prezzi alimentato dalle mosse di Trump e dall'intelligenza artificiale.

BlackRock e Pimco vedono rischi di inflazione di cui il resto del mercato dubita — I gestori di fondi di BlackRock Inc., Bridgewater Associates e Pacific Investment Management Co. (Pimco) stanno rafforzando i propri portafogli contro una nuova ondata inflattiva.

Un fondo di BlackRock sta accumulando posizioni corte sui Treasury statunitensi e sui Gilt britannici, nel caso in cui i tanto attesi tagli ai tassi di interesse non dovessero concretizzarsi. Bridgewater preferisce le azioni alle obbligazioni, mentre Pimco punta sul “cuscinetto” offerto dai Treasury che incorporano un aggiustamento per l’inflazione nel loro rendimento.

I segnali che la loro preoccupazione sia fondata aumentano: il differenziale tra i rendimenti dei Treasury ordinari e quelli dei titoli protetti dall’inflazione è salito bruscamente a gennaio, raggiungendo i livelli più alti da mesi. Anche gli inflation swap, un altro indicatore delle aspettative del mercato, sono in rialzo.

Si tratta di una visione motivata dalla previsione che un’economia statunitense robusta possa riaccendere la crescita dei prezzi, in particolare se Kevin Warsh — nominato venerdì dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump come prossimo presidente della Federal Reserve — spingerà i responsabili politici verso tagli dei tassi più rapidi o profondi. A livello globale, l’aumento dei prezzi delle materie prime, l’indebitamento pubblico massiccio e l’impennata della spesa per l’intelligenza artificiale aumentano la pressione.

Un “boom inflazionistico” guidato dagli Stati Uniti è il rischio maggiore sottovalutato dagli investitori quest’anno, secondo Ben Pearson, senior trader di UBS Group AG. Se ciò dovesse accadere, la Fed rimarrebbe “completamente alla finestra” nella prima metà dell’anno e costringerebbe i mercati a prevedere rialzi dei tassi per la seconda metà, ha affermato Pearson. Steven Barrow, responsabile della strategia G-10 presso Standard Bank, prevede che il rendimento del bond a 10 anni potrebbe balzare fino al 5% (rispetto al 4,25% attuale) se la fame di tagli dei tassi della Casa Bianca venisse ostacolata.

Tutto ciò prefigura un inizio difficile per Warsh, che succederebbe a Jerome Powell alla scadenza del suo mandato a maggio, se confermato dal Senato. Gli investitori dovranno soppesare la storica reputazione di Warsh come “falco dell’inflazione” rispetto alla sua disponibilità a concedere i tagli dei tassi cercati da Trump. Lunedì, i mercati monetari scontavano 54 punti base di tagli entro fine anno, sei in più rispetto alla chiusura di giovedì.

La cautela di questi grandi gestori contrasta con la convinzione più diffusa del mercato che l’inflazione, che ha azzoppato i rendimenti obbligazionari negli anni post-pandemia, sia ormai ampiamente sotto controllo. Nell’Eurozona, gli investitori sono convinti che la crescita dei prezzi rimarrà ferma al target previsto o addirittura scenderà al di sotto di esso. Sebbene le aspettative di inflazione a lungo termine siano salite seguendo gli indicatori statunitensi, restano ancora di un soffio sopra l’obiettivo del 2% della Banca Centrale Europea.

Fonte: Bloomberg

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