Fiducia dei consumatori USA crolla ai minimi da 12 anni: pesano inflazione e timori sull’occupazione

Collasso a gennaio - L’incertezza del quadro politico e il carovita zavorrano le aspettative delle famiglie, già allarmate da un mercato del lavoro stagnante e dalla contrazione del potere d’acquisto.

A gennaio la fiducia dei consumatori statunitensi è precipitata ai livelli più bassi degli ultimi dodici anni, zavorrata dal crescente pessimismo degli americani sullo stato dell’economia, sulla tenuta del mercato del lavoro e sulla persistenza delle pressioni inflattive.

Secondo i dati diffusi martedì, l’indice elaborato dal Conference Board è sceso a quota 84,5, in netto calo rispetto al dato rivisto al rialzo di 94,2 del mese precedente. Il risultato, oltre a rappresentare il minimo dal maggio 2014, ha deluso le aspettative di tutti gli analisti consultati in un sondaggio Bloomberg.

Un mercato del lavoro stagnante

Esaurita la breve parentesi di ripresa registrata a dicembre, il sentiment degli americani ha ripreso la sua traiettoria discendente. Per l’anno in corso, le proiezioni degli economisti indicano un mercato del lavoro sostanzialmente stagnante, caratterizzato da limitate opportunità di inserimento.

Dana Peterson, capo economista del Conference Board, ha sottolineato come nelle risposte aperte del sondaggio i consumatori abbiano citato con frequenza i prezzi di carburanti e generi alimentari. Sono inoltre aumentate le preoccupazioni relative allo scenario politico e ai costi dell’assicurazione sanitaria.

Revisione dei piani di spesa

Il report evidenzia segnali di indebitamento nel morale delle famiglie:

  • Difficoltà occupazionali: La quota di intervistati che ritiene difficile trovare un impiego ha toccato i massimi dal febbraio 2021.

  • Redditi e consumi: Con meno americani che prevedono un aumento del proprio reddito nei prossimi mesi, le famiglie iniziano a tagliare il budget destinato alle vacanze.

  • Beni durevoli: Cresce la cautela per gli acquisti impegnativi (i cosiddetti big-ticket items), come le auto nuove, segno che l’incertezza economica sta già frenando i consumi reali.

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