Alitalia ha perso centinaia di milioni con i derivati

“I 678 milioni di minusvalenze nei bilanci del triennio 2014-2016 per i contratti di copertura dal rischio di variazioni del prezzo del carburante richiedono un’accurata ed immediata verifica …

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“I 678 milioni di minusvalenze nei bilanci del triennio 2014-2016 per i contratti di copertura dal rischio di variazioni del prezzo del carburante richiedono un’accurata ed immediata verifica da parte dei commissari straordinari”.

La definizione letterale è “contratti di copertura dal rischio di variazioni del prezzo del carburante”. Si tratta di prodotti finanziari derivati con i quali le aziende, soprattutto nel settore dei trasporti, si cautelano da improvvisi rialzi del prezzo del carburante. Se il prezzo sale troppo, si incassa un premio che consente di coprire i costi aggiuntivi.

Il premio lo si paga alla banca, e si perdono quindi soldi, se il prezzo scende, come è avvenuto negli ultimi anni, che hanno visto crollare il prezzo del petrolio. E simili contratti potrebbero essere tra le cause dell’enorme buco di bilancio di Alitalia, ha spiegato all’AGI Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt Cgil, che chiede una verifica ai commissari nominati dal governo per traghettare il vettore verso una nuova cessione, di verificare.

“678 milioni di minusvalenze”

“I 678 milioni di minusvalenze nei bilanci dell’Alitalia nel triennio 2014-2016 per i contratti di copertura dal rischio di variazioni del prezzo del carburante richiedono un’accurata ed immediata verifica da parte dei commissari straordinari dell’aviolinea (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari) prima di tutto per accertare se le stime sui rischi siano state congrue”, spiega il sindacalista, “la vicenda è tutta da chiarire con la massima urgenza visto che ad assicurare l’azienda – e ad incassare i premi – erano le banche azioniste e creditrici della stessa Alitalia“.

Secondo quanto riferiscono fonti dell’Alitalia, il consumo annuo di carburante è di circa 600 milioni di euro. Su tali basi i 198 milioni ‘non risparmiati’ nel 2014 e, ancor più, i 350 milioni di minusvalenze del 2015 su questo capitolo di spesa assumono un valore enorme. È come dire che nel 2014 l’Alitalia avesse pagato il carburante un terzo in più della quotazione di mercato e nel 2015 tale maggiorazione ha superato il 50% .

A incassare sono state le banche azioniste

“Dopo i 198 milioni di minusvalenze per i contratti di hedging registrati nel bilancio 2014 e i 350 per l’anno 2015”; osserva il dirigente della Cgil, “sembra che il management non abbia fatto tesoro dell’esperienza se anche per il 2016 la copertura dal rischio carburante verrebbe a costare, in termini di minusvalenze, altri 128 milioni. È bene che i commissari indaghino in maniera puntuale e severa anche perché le controparti che hanno guadagnato e vorrebbero continuare ad incassare i ricchi premi assicurativi sono proprio le banche azioniste”.

“Una commistione che, peraltro mi sembra sia stata molto poco opportuna”, prosegue Cortolillo, “sai primi contatti che abbiamo avuto con i commissari ho l’impressione che intendano fare un’accurata relazione sulla gestione che hanno ereditato così come la procedura di amministrazione straordinaria prevede e noi auspichiamo che avvenga senza fare sconti a nessuno. Sappiamo che senza amministrazione straordinaria Alitalia sarebbe stata destinata ad una probabile liquidazione e siamo impegnati affinché continuità di cassa ed operativa siano condizione essenziale affinché la ricerca di nuovi investitori si realizzi. E, quindi, non possiamo che vedere positivamente un’operazione di trasparenza dopo una gestione molto poco chiara che vedeva nel taglio di occupazione e salari la panacea per risolvere tutti i problemi”. (AGI)

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