Editoria, De Benedetti getta la spugna: presidenza di Gedi al figlio Marco

L'Ingegnere ritraccia. La combinazione tra Espresso e Itedi porta alla fusione delle operazioni tra i quotidiani "La Repubblica" e "La Stampa".

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Carlo De Benedetti lascia la presidenza di Gedi al figlio Marco. La decisione in vista della finalizzazione, settimana prossima, della fusione della holding editoriale con Itedi. La combinazione tra Espresso e Itedi in Gedi, porta alla fusione delle operazioni riguardanti anche La Repubblica e La Stampa.

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GEDI Gruppo Editoriale S.p.A

Effettivo il cambio di denominazione sociale

GEDI Gruppo Editoriale S.p.A. rende noto che in data odierna è stata iscritta presso il Registro delle imprese di Roma la delibera dell’Assemblea degli azionisti della Società che, lo scorso 27 aprile 2017, ha approvato in sede straordinaria la modifica della denominazione sociale da “Gruppo Editoriale L’Espresso S.p.A.” in “GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.”.

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(28 aprile 2017)

All’indomani dell’assemblea del Gruppo Espresso che ha sancito ufficialmente la nascita di Gedi, dando il via libera non solo all’aumento di capitale per la fusione con Itedi, ma anche al cambio di nome della società, la nascita del nuovo gruppo editoriale è stata in parte protagonista dell’incontro di oggi con gli azionisti di Cir. All’apertura dei lavori, il presidente della holding, Rodolfo De Benedetti ha sottolineato come l’integrazione tra le due realtà ha dato vita a “uno dei principali gruppi europei nella informazione quotidiana e multimediale, in grado di fronteggiare con maggiore forza una situazione del mercato particolarmente sfidante”, inserendo l’operazione ”le iniziative di lungo periodo” intraprese dal gruppo “che porteranno i frutti nei prossimi anni”.

Rodolfo De Benedetti (foto Olycom)

La combinazione tra Espresso e Itedi in Gedi, “salvaguardando l’identità dei vari prodotti editoriali, si propone di rafforzare ulteriormente la tradizione di qualità e innovazione che caratterizza le due società e di creare il player più competitivo in un mercato nazionale molto difficile, caratterizzato negli ultimi dieci anni da una contrazione di quasi il 50% della diffusione dei quotidiani e di oltre il 60% degli investimenti pubblicitari”, ha aggiunto invece l’ad Monica Mondardini, ricordando che la holding resterà azionista di controllo della nuova Gedi con una quota del 43,4%. Per l’amministratore delegato si tratta di una iniziativa di “grande valore industriale” che “conferma l’impegno di lungo termine di Cir nel settore editoriale”.

Guardando nello specifico all’andamento del gruppo Cir nel primo trimestre Mondardini ha poi detto “mi rende fiduciosa dei risultati dell’intero anno, dal quale ci attendiamo una crescita del fatturato e dell’utile netto consolidati rispetto al 2016, fatti salvi eventi straordinari al momento non prevedibili”. Secondo la manager i risultati del 2016 confermano la validità di un percorso che “dovrebbe in futuro condurre la società, già dal 2017. a ben più rilevanti performance e livello operativo e netto”.

Leggi o scarica la nota del gruppo con i risultati trimestrali (.pdf)

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1 commento

  1.   

    Da che brutta gente siamo governati, e quante frottole hanno detto scritto inventato in 30 anni. Non li sooporto proprio più, nemmeno adolfino mi fa venire il voltastomaco così, sarò censurato?