“L’Italia è un rischio per i mercati”. Si prepara un assalto ai bond stile 2012?

“Crescita debole, banche che hanno in pancia prestiti in sofferenza, un debito pubblico a livelli stellari”. Gli speculatori guardano alle elezioni presidenziali in Francia con preoccupazione. Il risultato …

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“Crescita debole, banche che hanno in pancia prestiti in sofferenza, un debito pubblico a livelli stellari”.

Gli speculatori guardano alle elezioni presidenziali in Francia con preoccupazione.

Il risultato potrebbe essere motivo di turbolenza per i mercati. Ma il vero fattore di rischio resta l’Italia. Un’analisi del Wall Street Journal ha messo in luce che, se è vero che obbligazioni e titoli francesi sono stati messi sotto pressione sulla base dei timori di una vittoria di Marine Le Pen, anche i bond italiani subiscono la stessa sorte, per lo più a causa dei problemi che affliggono l’Italia, la terza maggiore economia dell’Eurozona.

E se i Btp dovessero essere ristrutturati, anche aggressivamente?

Secondo il quotidiano finanziario, gli investitori “vedono una preoccupante lista di problemi: crescita debole, banche che hanno in pancia prestiti in sofferenza, un debito pubblico a livelli stellari”. Non solo. Anche se i bond italiani sono stati sostenuti dal programma di acquisto di titoli della Banca centrale europea, molti analisti prevedono che il piano sarà ridotto nel 2017. Questo potrebbe incidere in modo negativo sui titoli di stato italiani. La vittoria della Le Pen potrebbe addirittura peggiorare l’andamento di piazza Affari.

Gli spread italiani si amplierebbero molto sulla possibilità di una frantumazione dell’euro, è il ragionamento di Paul Griffiths, responsabile degli investimenti di First State Investments, società che per il momento evita scommesse sulle banche italiane e, in generale, mantiene una bassa esposizione in Europa nel suo complesso.

Secondo il Wall Street Journal, il ritmo lento a cui procedono le riforme strutturali e la bassa produttività “hanno frenato la crescita per anni” e “l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi si è dimesso a dicembre dopo che gli italiani hanno votato un referendum per respingere misure volte ad aumentare la capacità del Governo di approvare riforme”.

Come già con il Front National in Francia, il quotidiano finanziario mette sotto la lente d’ingrandimento le correnti politiche bollate come “populiste”. “I sondaggi – si legge – indicano che il Movimento 5 Stelle vincerebbe con ampio margine le elezioni parlamentari, che si terranno probabilmente quest’anno o nel 2018″.

In linea più generale, gli analisti sono convinti che l’Italia non sia l’unico Paese a fare le spese di una eventuale vittoria della Le Pen. Per il mondo della Finanza, che vede nella leader del Front National il male supremo, ci sarebbero ricadute negative in tutto il Vecchio Continente, con choc politici che si andrebbero ad aggiungere alle turbolenze già create dalla Brexit.

Uno scenario apocalittico non diverso da quello tratteggiato prima della vittoria di Donald Trump alla Casa Bianca e, poi, disatteso da Wall Street che da mesi viaggia su numeri da record.

“L’Italia sembra l’anello debole della catena, con problemi economici di vecchia data che si combinano allo stallo politico”, ha detto James Athey, gestore di portafoglio di Abardeen Assset Management.

La Commissione europea prevede che il pil italiano salirà dello 0,9% nel 2017, il passo più lento tra tutti i Paesi dell’Unione europea, mentre il rapporto tra debito pubblico e pil dovrebbe salire al 133,3%, tra i Paesi dell’Unione europea inferiore solo a quello della Grecia.

Fonte: Il Giornale

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1 commento

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    Sicuramente quando ci avviciniamo alle elezioni il pericolo spread o altro artificio economicofinanziario per manovrare sia le elezioni, che l’eventuale decisione sul premier da poltronare è di previsione facile. Da noi funzionano meglio degli attentati, anzi sono questi gli attentati, ma nessuno lo dice. Che sarà mai se qualche potenza straniera da sempre controlla la nostra politica e impone i nostri governi non eletti, mica si tratta di Putin, o no? Sappiamo già dai media governativi e non che Lega e M5* sono manovrati da Putin, ergo quelli non andranno mai al governo e localmente sono un fallimento (forse perchè solo incapaci e non ladri, il binomio incapacità disonestà deve essere inscindibile per andare bene al NWO).