Pier Paolo Celeste da Mosca: “Italiani, è il momento di investire in Russia”

L’Italia ha compiuto uno scatto in avanti importante nel 2016 ma non bisogna sedersi, ma anzi “fare di più”, perché “i nostri competitor avanzano più di noi”. Il …

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L’Italia ha compiuto uno scatto in avanti importante nel 2016 ma non bisogna sedersi, ma anzi “fare di più”, perché “i nostri competitor avanzano più di noi”. Il diavolo infatti si annida nei dettagli e se è vero che il nostro Paese a gennaio 2017 ha messo a segno un +39,1% nelle esportazioni verso la Russia, la Francia può vantare un bel +57,2% e la Germania un +53,7%. Con davanti il segno più, naturalmente.

Pier Paolo Celeste è il direttore dell’Ice di Mosca e a colloquio con l’Ansa sprona gli imprenditori italiani ad avere “coraggio” e a rispolverare “lo spirito imprenditoriale dei padri”. Il momento è propizio, o s’investe adesso o si rischia di perdere un treno che non ripasserà tanto presto. “I grandi colossi del passato sovietico – spiega – sono stati spezzettati e ora molti sono ripartiti dopo la crisi: se la Russia vuole vincere la sfida del presente c’è bisogno di una nuova classe imprenditoriale e l’Italia in questo senso può fare molto, non soltanto offrendo al mercato il suo know-how tecnologico ma anche quello gestionale”. Tutti i comparti sono infatti ripartiti e alcuni segnano numeri importanti, come il chimico-farmaceutico (+51%) o quello dei semilavorati (+68,6%). “Dall’Italia entrano in Russia 20 milioni di euro di merci al giorno, 365 giorni l’anno”, nota Celeste.

Esempio plastico della forza dei prodotti italiani. Ma, appunto, non basta. “Noi, all’Ice, abbiamo vagliato 96 progetti d’investimento in Russia, completi di due diligence, attuabili fin da subito per le aziende, tutti compatibili con il profilo delle Pmi italiane”. Le opportunità, dunque, non ci sono solo per i giganti, i ‘soliti noti’ dell’economia tricolore. “Investire in Russia non è un salto nel buio”, spiega ancora Celeste. “L’Ice ha una task-force dedicata alle imprese che vogliono entrare nel mercato e che prevede l’accompagnamento fisico nelle regioni”. Persino la leva finanziaria è lì a portata di mano.

“La cassa Depositi e Prestiti ha un Fondo Strategico da 500 milioni, al quale si sommano altri 500 milioni garantiti dal governo russo; sia Banca Intesa che Gazprom Bank hanno poi fondi dedicati alle imprese”. Senza contare la Sace, che in Russia alloca, in percentuale sul totale, la fetta “più cospicua” delle sue risorse. (Ansa)

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