Destra, terremoto alle testate di Angelucci: Cerno al Giornale, Capezzone al Tempo

Questa riorganizzazione del gruppo Angelucci, che tocca anche la gestione tecnica, ridefinisce gli equilibri in un panorama che include anche testate come La Verità (mentre Il Secolo d'Italia è di Fratelli d'Italia). Ma Tosinvest (la finanziaria di Angelucci) smentisce: ricostruzioni infondate sui cambi alla guida delle testate.

Il panorama editoriale di destra in Italia è in fermento, con un significativo valzer di poltrone che ridefinisce gli equilibri ai vertici di alcune delle testate con il brand migliore (anche se con poche copie vendute). Al centro di questo risiko editoriale c’è il Gruppo Angelucci, imprenditore delle cliniche private romane, deputato della Lega (con il record assoluto di assenteismo) ed editore di testate come Il GiornaleLibero e Il Tempo, che sta orchestrando una profonda riorganizzazione non solo delle direzioni ma anche della gestione tecnica delle sue redazioni.

La novità più rilevante – secondo le ultime voci che si rincorrono negli ambienti politici di Roma – riguarda Il GiornaleAlessandro Sallusti, figura storica e attuale direttore editoriale di Libero, dovrebbe assumere lo stesso prestigioso incarico nel quotidiano fondato da Indro Montanelli. Questo passaggio libererebbe la poltrona di direttore responsabile de Il Giornale, che verrebbe affidata a Tommaso Cerno. Cerno, giornalista di lungo corso con esperienze in diverse testate nazionali, lascerebbe così la direzione de Il Tempo, quotidiano romano anch’esso parte della galassia Angelucci.

A cascata, la direzione de Il Tempo sarebbe destinata a Daniele Capezzone. Noto commentatore e opinionista, già parlamentare e portavoce di Forza Italia, Capezzone lascerebbe a sua volta l’incarico di direttore editoriale di Libero. Questa posizione, in un ritorno significativo, verrebbe ripresa da Vittorio Feltri, fondatore e anima storica di Libero, che aveva recentemente lasciato un ruolo analogo proprio al Giornale per fare spazio, si ipotizzava, allo stesso Sallusti. Si chiude così un cerchio di avvicendamenti incrociati tra le principali testate del gruppo.

Da questo complesso gioco di incastri resterebbero, al momento, immutate alcune direzioni chiave. Mario Sechi manterrebbe saldamente la guida di Libero come direttore responsabile, garantendo continuità alla linea editoriale del quotidiano. Anche Osvaldo De Paolini proseguirebbe il suo lavoro al timone del settimanale Moneta, la nuova testata economico-finanziaria lanciata di recente dal gruppo Angelucci, distribuita sia in abbinamento ai quotidiani del gruppo sia venduta separatamente, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento nel settore.

Al di fuori della sfera diretta del gruppo Angelucci, ma sempre nell’ampio e variegato panorama della destra italiana, altre testate osservano questi movimenti. La Verità, diretta da Maurizio Belpietro, continua a rappresentare una voce fortemente identitaria e spesso critica, con un focus su inchieste e retroscena. Il Secolo d’Italia, storico organo di partito ora testata online di Fratelli d’Italia, prosegue nel solco della tradizione della destra nazionale. Non va dimenticata l’influenza di portali e siti d’opinione che, pur non avendo la struttura di quotidiani cartacei, contribuiscono significativamente al dibattito, come Atlantico Quotidiano o le piattaforme legate a figure intellettuali e politiche di riferimento per l’area.

Questo riassetto ai vertici delle testate del gruppo Angelucci non è solo una questione di nomi, ma si inserisce in una strategia più ampia di profonda riorganizzazione tecnica della gestione editoriale. Ciò potrebbe significare una maggiore integrazione tra le redazioni, l’adozione di nuove piattaforme tecnologiche e una razionalizzazione dei processi produttivi, con l’obiettivo di rendere le testate più competitive e agili in un mercato dell’informazione in continua evoluzione e sempre più orientato al digitale. Resta da vedere come questi cambiamenti influenzeranno le linee editoriali e gli equilibri di potere all’interno del vivace e spesso frammentato mondo dell’informazione di destra in Italia.

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Tosinvest smentisce: ricostruzioni infondate sui cambi alla guida delle testate

“In merito alle notizie circolate su presunti cambi alla guida delle testate editoriali, Finanziaria Tosinvest” – holding attiva nei settori immobiliare, media e facility management di proprietà della famiglia Angelucci, che controlla tra l’altro i quotidiani Libero, Il Tempo e il Giornale – in una nota ripresa dalle agenzie di stampa “precisa che si tratta di informazioni completamente prive di fondamento. Nessuna modifica è stata decisa né è oggetto di discussione da parte della proprietà o degli organi competenti”.

La nota sottolinea che “si tratta di ricostruzioni arbitrarie e infondate, frutto di illazioni senza riscontro. L’Azienda diffida dunque chiunque dal continuare a diffondere tali notizie, lesive dell’immagine delle testate e dei professionisti che vi operano”

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