I giornalisti del quotidiano La Stampa sono scesi in sciopero per protestare contro la possibile vendita, da parte della famiglia Agnelli, del gruppo editoriale che comprende La Repubblica e tre emittenti radiofoniche nazionali a un magnate greco.
Giovedì il quotidiano non è arrivato in edicola e il sito web non è stato aggiornato.
La scelta di non andare in stampa è stata «una decisione sofferta, presa al termine di una lunga assemblea che chiude una giornata drammatica nella storia del nostro giornale», ha dichiarato il Comitato di redazione in una nota.
La mobilitazione è scattata dopo che l’azienda ha confermato ai dipendenti, nella giornata di mercoledì, che Gedi — il gruppo che detiene gli asset editoriali — è ufficialmente in vendita.
Le notizie riguardanti trattative avanzate ed esclusive con Antenna Group, la più grande organizzazione mediatica privata della Grecia, sono emerse questa settimana dopo che Exor, la holding degli Agnelli, è stata costretta a smentire l’esistenza di colloqui separati con il trentenne miliardario italiano Leonardo Maria Del Vecchio.
Del Vecchio ha dichiarato di aver «messo sul piatto 140 milioni di euro per [acquistare] Gedi» e di essere pronto a rilanciare, ma ha aggiunto che Exor «alla fine ha fatto una scelta diversa».
Antenna è stata fondata nel 1989 dal magnate dei media Minos Kyriakou ed è oggi guidata dal figlio Theodore. Il core business della famiglia è il settore armatoriale, ma il gruppo è attivo anche nell’immobiliare e nella gestione patrimoniale.
Secondo quanto riferito da Gedi, i colloqui con Antenna sono iniziati durante l’estate e dovrebbero concludersi entro il primo trimestre del 2026.
Il Comitato di redazione di Repubblica si è detto «sconcertato» per aver appreso delle trattative in corso solo dalle notizie di stampa.
«Si tratta della stessa azienda che, per mesi e a fronte delle nostre ripetute richieste, ha costantemente negato l’esistenza stessa di trattative di vendita», si legge nel comunicato.
Sebbene Gedi rappresenti una percentuale minima dell’impero da 36 miliardi di euro di Exor, La Stampa, fondata nel 1867 con sede a Torino, è di proprietà della famiglia Agnelli dagli anni ’20.
La testata ha sempre rappresentato un asset altamente simbolico nel portafoglio della famiglia proprio per la sua sede torinese, la stessa città che ospita il quartier generale della casa automobilistica Fiat (ora parte del gruppo Stellantis, quotato a Parigi, di cui la famiglia è principale azionista).
Le partecipazioni editoriali della famiglia si erano ampliate nel 2019, quando Exor aveva rilevato dal miliardario Carlo De Benedetti una quota del 43% di Gedi — che possedeva La Repubblica, una dozzina di quotidiani locali e tre popolari radio commerciali — per 102 milioni di euro.
Exor, presieduta da John Elkann, ha finito per acquisire l’intero gruppo in seguito a un’OPA che ha portato al delisting di Gedi dalla Borsa di Milano nel 2020.
La Repubblica, quotidiano di centrosinistra, è il secondo giornale italiano per tiratura. Sindacati e politici temono che la potenziale vendita di Gedi sia un segnale del progressivo disimpegno della famiglia dal Paese d’origine.
Il fatturato del gruppo è in caduta libera da alcuni anni ed Exor, che è anche azionista del settimanale The Economist, sta cercando di razionalizzare le proprie partecipazioni cedendo gli asset minori e non strategici.
Nel 2024 il gruppo ha registrato una perdita di 15 milioni di euro e un fatturato di 224 milioni, cifra che si confronta con i 900 milioni di euro del 2015.
Fonte: Financial Times