In un’epoca in cui i social media sembrano dominare la distribuzione dei contenuti, Substack è un’alternativa concreta per chi vuole raccontare storie, analisi, expertise e visioni di lungo periodo. A una lettura semplice, parrebbe un “altro canale di newsletter”: invece, è un’infrastruttura che unisce editing semplice, distribuzione diretta via email e un modello di relazione proprietaria con i lettori.
In Italia il fenomeno è meno esteso rispetto agli Stati Uniti ma già misurabile e in crescita. Substack è utilizzato come tecnologia per newsletter con abbonamenti, e la presenza di autori italiani con audience consolidata dimostra l’adozione della piattaforma anche nel nostro mercato. Tra i casi più noti:
· Selvaggia Lucarelli – Vale Tutto: newsletter con oltre 208.000 iscritti totali e un’elevata quota di abbonati paganti, tra le più popolari in Italia e competitive a livello internazionale.
· Stefano Feltri – Appunti: newsletter editoriale con oltre 27.000 iscritti, utilizzata per approfondimenti su economia e attualità, con piani di abbonamento attivi.
· Daniela Collu – Micelio: newsletter con più di 12.000 iscritti, che ha raccolto oltre 4.500 iscritti in un solo giorno alla sua attivazione.
· Alessandro Di Battista ha costruito una base di abbonati superiore ai 30.000 con la sua newsletter su Substack.
· Altri autori italiani presenti e apprezzati includono Luca Ciarrocca (Utopie & Distopie) con oltre 12.000 iscritti, più le varie newsletter collocate nella directory italiana di Substack.
Questi numeri non solo testimoniano la presenza di pubblico per contenuti long form e verticali anche nel mercato italiano, ma indicano anche che esiste una domanda di contenuti che gli algoritmi social non soddisfano, spingendo creator, giornalisti e professionisti a cercare relazioni dirette con la propria audience.
