Banche, lista dei 30 istituti “a rischio sistemico” 2017. In Italia solo UniCredit

I mega marchi globali che potrebbero comportare pericoli per una o più economie e stati nazionali. Quelli "troppo grandi per fallire".

234 1
234 1

Pubblicata la nuova lista delle banche sistemiche mondiali, o global systemically important banks (G-SIBs), quelle che potrebbero comportare rischi sistemici a una o più economie e stati nazionali, la categoria delle banche troppo grandi per fallire. Una lista che viene stilata ogni anno ed è eredità della crisi finanziaria del 2008 (lista sotto, aggiornata al novembre 2017).

Ci ha pensato il Financial Stability Board (nella foto un meeting), con la consulenza del Comitato di Basilea, senza molte modifiche rispetto all’anno passato e sulla base dei bilanci delle banche a fine 2016. Alle banche sistemiche, infatti, vengono richieste maggiori cautele e requisiti più stringenti di capitale e patrimonializzazione.

Le banche sistemiche sono 30 e fra le italiane figura solo Unicredit. La classificazione delle banche è in “5 fasce”: la fascia più bassa richiede un surplus di capitale solo dell’1%, che aumenta al 2,5% nella fascia 4 ed al 3,5% nella fascia 5.

Leggi anche: Rischio sistemico globale per 30 banche, tra cui Unicredit

Unicredit appartiene alla classe più bassa (meno a rischio) mentre nella quinta fascia (la piu’ a rischio) non c’è alcuna banca.

La fascia da monitorare attentamente è la 3 dove si collocano mega istituti globali come Citigroup, Deutsche Bank e HSBC.

***

G-SIBs as of November 20179 allocated to buckets corresponding to required levels of additional capital buffers.
Bucket10 G-SIBs in alphabetical order within each bucket

5 (3.5%)

(Empty)

4 (2.5%)

JP Morgan Chase

3  (2.0%)

Bank of America
Citigroup
Deutsche Bank
HSBC

2 (1.5%)

Bank of China
Barclays
BNP Paribas
China Construction Bank
Goldman Sachs
Industrial and Commercial Bank of China Limited
Mitsubishi UFJ FG
Wells Fargo

1 (1.0%)

Agricultural Bank of China
Bank of New York Mellon
Credit Suisse
Groupe Crédit Agricole
ING Bank
Mizuho FG
Morgan Stanley
Nordea
Royal Bank of Canada
Royal Bank of Scotland
Santander
Société Générale
Standard Chartered
State Street
Sumitomo Mitsui FG
UBS
Unicredit Group

 

Note:
Compared with the list of G-SIBs published in 2016, the number of banks identified as G-SIBs remains the same. One bank (Royal Bank of Canada) has been added to and one bank (Groupe BPCE) has been removed from the list. Two banks moved to a higher bucket: both Bank of China and China Construction Bank moved from bucket 1 to 2. Three banks moved to a lower bucket: Citigroup moved from bucket 4 to 3, BNP Paribas moved from bucket 3 to 2, and Credit Suisse moved from bucket 2 to 1.
In this article

Scrivi un commento

1 commento

  1.   

    Della lista dei primi cento debitori scrive oggi in prima pagina il Corriere della Sera. Chi sono? Ci sono i proprietari degli hotel di lusso e quelli delle catene di abbigliamento, gli imprenditori alimentari e quelli sportivi, gli industriali tessili e immobiliari. Nel settore alberghi e tessile troviamo “il Gruppo Statuto, che è stato proprietario di alberghi come il Four Seasons e il Mandarin di Milano oppure il Danieli di Venezia, e che nel dicembre 2016 ha ottenuto oltre 77 milioni di euro. E poi la catena Boscolo con più di 22 milioni di euro concessi nel dicembre 2016. E la Maritalia con i suoi resort e i 14 milioni ottenuti nel novembre di due anni fa”.
    E ancora il gruppo Ferrarini e il gruppo Bialetti. Scrive ancora il Corriere: “La società Lotto Sport Italia, specializzata nell’abbigliamento sportivo, ha potuto contare su 14 milioni e mezzo di euro nel dicembre 2013, ben più elevata è la cifra che il Gruppo Bettega, che fa capo al campione Roberto, ha incassato nel dicembre 2016: 17 milioni e 800 mila euro. Due volte il Gruppo Stefanel ha potuto accedere ai finanziamenti: nel dicembre 2013 quando ha ottenuto 11 milioni e 230 mila euro e due anni dopo quando la cifra è stata addirittura più alta, arrivando a 16 milioni e 300 mila euro”.
    “Ma ciò che maggiormente desta sospetto – conclude Fiorenza Sarzanini – sono quei finanziamenti che appaiono come una partita di giro. È il caso dei 36 milioni e 700 mila euro concessi al Fondo Litheia, controllato dalla stessa banca. Ma anche dei quasi 40 milioni di euro elargiti a Pietro D’Aguì, nel novembre del 2015: l’ex manager di Banca Intermobiliare è imputato per aggiotaggio e ostacolo alla Vigilanza con i vertici dell’istituto di credito e negli ultimi tre mesi ha presentato due esposti contro Bankitalia alla Procura di Roma.
    http://www.stopeuro.news/veneto-banca-indovina-chi-sono-i-cento-debitori-eccellenti/