Brasile in caduta libera: usd/real -6%, crash per il future Bovespa -17%

In chiusura, l’indice brasiliano Bovespa ha recuperato rispetto al crollo iniziale di -10% ma ha comunque incassato -8%, la seduta peggiore dal 22 ottobre 2008. L’indice iShares MSCI Brazil …

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In chiusura, l’indice brasiliano Bovespa ha recuperato rispetto al crollo iniziale di -10% ma ha comunque incassato -8%, la seduta peggiore dal 22 ottobre 2008.

L’indice iShares MSCI Brazil Capped ETF (EWZ), un paniere molto scambiato tra i fondi di investimento, rappresentativo del mercato azionario in Brasile, ha chiuso con un crollo record di -16.3% dopo aver toccato un picco al ribasso di -18% in apertura. Per questo ETF, idem, peggior seduta da ottobre 2008.

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Il mercato finanziario del Brasile sta per cominciare una giornata di trading difficile, con tutti i principali asset venduti a piene mani e in fase di crollo: la moneta, il mercato azionario e i bond accusano, prima dell’apertura delle contrattazioni, cali molto pesanti, per la crisi politica dovuta agli scandali per corruzione a livello del governo di Brasilia.

Le autorita’ di borsa hanno bloccato le contrattazione sul Forex della moneta carioca, nel momento in cui il real ha toccato la soglia di un crollo di -6% nei confronti del dollaro.

L’indice iShares MSCI Brazil Capped ETF (EWZ), un ETF molto seguito (e posseduto dai fondi) che esprime un paniere di titoli azionari quotati alla Borsa di San Paolo, accusa un crash di -17%  nel premarket. Il sell-off condiziona in negativo tutti i mercati emergenti.

La Banca centrale brasiliana ha assicurato che nella seduta odierna monitorera’ i mercati finanziari per assicurarne il corretto funzionamento dopo le accuse di corruzione al presidente Michel Temer.

Secondo indiscrezioni della stampa brasiliana infatti due imprenditori, ovvero i fratelli Joesley e Wesley Batista, magnati della Jsb, hanno consegnato alla giustizia delle registrazioni dalle quali risulterebbe che il Capo dello Stato autorizzo’ il pagamento di tangenti all’ex presidente dlla Camera, Eduardo Cunha.

Demonstrators protest against Brazil's President Michel Temer in Sao Paulo, Brazil, May 17, 2017. The banner reads: "Out Temer."

L’obiettivo di Temer (nella foto sotto), secondo i rumors, era quello di comprare il silenzio del suo ex alleato politico in carcere, per evitare delazioni nell’ambito dell’inchiesta “Lava Jato”. Il Governo ha smentito le accuse.

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I principali partiti dell’opposizione brasiliana hanno chiesto oggi le dimissioni del presidente Michel Temer, dopo la diffusione di un audio nel quale approvava il pagamento di una tangente ad un suo ex alleato politico, per evitare che riveli dettagli di casi di corruzione.

“Sarebbe meglio se Temer si dimettesse il prima possibile, ma dubito che abbia la dignità necessaria per farlo”, ha detto oggi Alessandro Molon, senatore del partito Rete di Sostenibilità aggiungendo che il suo partito ha già pronta una richiesta di impeachment.

Il Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano ha sospeso oggi dal suo incarico parlamentare il senatore ed ex candidato presidenziale Aecio Neves e la Procura Generale ha chiesto all’alta corte di ordinare il suo arresto, nel quadro di un’inchiesta sul pagamento di tangenti.

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Aggiornamento:

Lo scandalo che ha investito il presidente del Brasile Michel Temer ha travolto, oltre alla Borsa di San Paolo, in caduta di oltre nove punti percentuali, anche la valuta carioca e i titoli di Stato del Paese sudamericano.
Il real, riporta Bloomberg, ha perso fino al 6% sul dollaro e oltre il 7% sull’euro, facendo anche scattare uno stop alle contrattazioni, come accaduto alla Borsa in avvio di seduta.
Cadono anche i valori dei titoli di Stato facendo impennare i rendimenti: il decennale denominato in dollari con scadenza aprile 2026 è sceso da 111 a 107 mentre il rendimento è aumentato di circa 50 punti base dal 4,5 al 5% circa.
Il costo dei credit-default-swap a cinque anni, che misurano il costo per assicurarsi contro il rischio di mancato rimborso delle obbligazioni, sono saliti di oltre 60 punti base, ai massimi da gennaio.

 

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