Catalogna pronta a dichiarare l’indipendenza, Madrid minaccia

Nel pomeriggio la proclamazione del presidente catalano Puigdemont, la vice di Rajoy: “Se lo farà, dobbiamo essere pronti a tutto”.

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Monta l’attesa per il discorso che il presidente catalano Carles Puigdemont terrà nel pomeriggio di fronte al Parlamento di Barcellona. Dove è previsto che prenderà atto del risultato del referendum sull’indipendenza della regione dalla Spagna dello scorso primo ottobre. Una dichiarazione unilaterale di indipendenza creerebbe a detta degli osservatori una situazione esplosiva nei rapporti con il governo di Madrid. Intanto nel pomeriggio il Parlamento sarà circondato da indipendentisti e unionisti che animeranno due manifestazioni contestuali. La seduta era inizialmente prevista per ieri, ma ne è stata decisa la sospensione da parte della Corte costituzionale spagnola lo scorso 5 ottobre.

Madrid lancia ultimatum

Madrid impedirà con ogni mezzo l’indipendenza catalana. Lo ha ribadito la numero due dell’esecutivo spagnolo, Soraya Saenz de Santamaria, avvertendo che se il presidente dell’esecutivo della Catalogna, Carles Puigdemont, dichiarerà l’indipendenza della regione, “bisogna essere pronti a tutto” per “il ripristino della legge e della democrazia”.

“Se sarà proclamata l’indipendenza, la dichiarazione non avrà effetti. E se questo signore – ha scandito la vice di Mariano Rajoy, riferendosi a Puigdemont – dichiarerà unilateralmente l’indipendenza, bisognerà prendere delle misure e questa sarà la decisione del governo spagnolo, una risposta ci sarà”. Il leader catalano interverrà davanti al ‘Parlament’ di Barcellona oggi alle 18, ufficialmente per “informare della situazione politica locale”, ma la convinzione è che approfitterà della situazione per la dichiarazione di indipendenza.

L’associazione indipendentista Assemblea nazionale catalana (Anc) ha convocato una manifestazione davanti al parlamento di Barcellona in coincidenza con l’atteso discorso del presidente della Generalitat. L’annuncio arriva dopo la grande manifestazione unionista di domenica a Barcellona. All’insegna dello slogan “Hola repubblica” (buongiorno repubblica), l’Anc esorta i secessionisti a manifestare per “procedere assieme alle istituzioni catalane nella difesa del risultato” del referendum indipendentista del primo ottobre. L’associazione della società civile, che ha già organizzato diverse manifestazioni indipendentiste, prevede anche di installare due maxi schermi per poter seguire in diretta il discorso di Puigdemont. Se proclamerà l’indipendenza, il presidente dell’esecutivo della Catalogna rischia l’arresto, ha minacciato il portavoce del Partito Popolare al governo, con un chiaro riferimento a LLuis Company, che nel 1934 declarò l’indipendenza catalana e fu subito arrestato per ordine di Madrid.

“Speriamo che non verrà dichiarato nulla, perchè chi la dichiarerà finirà come chi l’ha dichiarata 83 anni fa”, ha detto Pablo Casado, riferendosi a Company. Il paragone è molto infelice perché quattro anni dopo l’arresto, avvenuto prima della guerra civile, Company fu fatto fucilare da Francisco Franco. Casado ha poi dovuto precisare che si riferiva all’arresto, non all’esecuzione, ma comunque le sue parole non hanno contribuito a calmare gli animi. Intanto la sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha esortato Puigdemont a non proclamare l’indipendenza. In una dichiarazione istituzionale sulla crisi, ripresa dai media spagnoli, la sindaca si è rivolta anche al primo ministro Rajoy perchè non faccia ricorso all’articolo 155 della costituzione per imporre la sua autorità sulla Catalogna. Chiedo a Rajoy e Puigdemont che “non prendano nessuna decisione che possa minare la possibilità di uno spazio di dialogo”, ha affermato davanti ai giornalisti.

“Ci troviamo davanti alla crisi istituzionale più grave in questo paese dall’avvento della democrazia”, ha detto la Colau, aggiungendo che i risultati del referendum del primo ottobre “non possono essere un avallo per proclamare l’indipendenza”. “Non possiamo mettere a rischio la coesione sociale”, ha aggiunto, invitando Puigdemont a non dichiarare unilateralmente la secessione dalla Spagna.

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