Eurobarometro: per il 60% degli italiani l’Ue è il nostro “male”

Sondaggio del Parlamento Ue, in Europa siamo il popolo più “scettico”. Spaventano terrorismo, immigrazione, disoccupazione e povertà.

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Cresce la fiducia dei cittadini europei nell’Ue, ma l’Italia è diventata lo Stato membro dove il minor numero di persone ritiene che l’appartenenza al progetto comunitario sia un bene per il paese. Sono questi in sostanza i risultati di un sondaggio Eurobarometro pubblicato dall’Europarlamento.

Solo il 39% degli intervistati in Italia ha risposto che l’appartenenza all’Unione europea è un bene per il paese contro il 90% in Irlanda, l’89% a Malta, l’88 in Lituania. La media europea è del 64 %. Nel Regno Unito, malgrado il voto a favore della Brexit, il 55% degli intervistati ha risposto che la “membership” ha portato benefici al paese.

Per l’Italia i dati sono particolarmente sconfortanti sul piano dei benefici dell’Ue per l’economia. Solo il 19% degli italiani ritiene che il contribuisca alla crescita economica contro una media europea del 36%. Solo il 12% degli italiani – secondo Eurobarometro – dice che l’Ue abbia migliorato gli standard di vita contro il 19% della media europea. Gli italiani he ritengono che la propria voce “abbia un peso” nell’Ue sono appena il 28% contro il 47% della media europea.

Migliorano invece i dati sulla fiducia degli italiani nel Parlamento europeo, con un 36% di opinioni positive: il dato è sopra la media europea (33%) e registra una risalita del 6% rispetto allo scorso anno. Secondo Eurobarometro, scende anche la percentuale di italiani che hanno una percezione negativa dell’Europarlamento (dal 32 al 24%). Quasi la metà degli italiani chiede un ruolo più forte del Parlamento europeo (47%), in crescita di 3 punti rispetto a un anno fa, mentre il 52% è interessato all’appuntamento delle elezioni europee del 2019.

In generale, in linea con i precedenti sondaggi di Eurobarometro, i cittadini europei continuano a manifestare un sentimento di vulnerabilità e insicurezza, legato a quattro fenomeni percepiti come “minacce”: terrorismo (58%), disoccupazione (43%), povertà e esclusione (43%) e immigrazione (35%). Tra le preoccupazioni seguono il cambiamento climatico (23%), il fondamentalismo religioso (23%), il crimine organizzato (22%), i conflitti armati (21%), gli estremismi politici (20%), le epidemie (10%), i cyber-attacchi, il dumping sociale e privacy (9% ciascuno).

Il sondaggio è stato realizzato tra il 23 settembre e il 2 ottobre su un campione di 27.881 europei di età superiore ai 15 anni intervistati in tutti e 28 gli Stati membri.

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