Geopolitica e scenari globali

Analisi, news e link di politica interna e internazionale. Pagina alimentata dagli utenti. Tesi ufficiali, ufficiose e teorie della cospirazione.

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Analisi, news e link di politica interna e internazionale. Pagina al 100% alimentata dagli utenti di Italia.co, per capire dove va il mondo, anticipando cambiamenti e trend con cui paesi e individui dovranno confrontarsi. Tesi ufficiali, ufficiose e teorie della cospirazione. Poteri forti, contro-poteri, rivoluzioni, fermenti, capitalismo, socialismo, economia, religione, filosofia, futuro.

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787 commenti

  1. ronin

      

     
    L’Eurozona è condannata, non importa cosa facciano Francia e Germania, avverte un funzionario della Bank of America
     
    http://vocidallestero.it/2017/07/17/leurozona-e-condannata-non-importa-cosa-facciano-francia-e-germania-avverte-un-funzionario-della-bank-of-america/
     
    Il britannico Daily Mail intervista un funzionario della Bank of America Merrill Lynch, che espone dei punti molto semplici sull’insostenibilità dell’eurozona, punti che la stampa extra-UE e le banche d’affari danno per assodati, ma che nei nostri media sono ancora tabù: l’euro ha essenzialmente prodotto divergenze tra i paesi dell’eurozona fin dal momento in cui è stato creato; nell’attuale scenario di totale assenza di solidarietà intra-eurozona i paesi della periferia sono sulla traiettoria dell’uscita, ma in uno scenario ipotetico di trasferimenti interni sarebbero i paesi centrali a dover probabilmente uscire per ragioni di insostenibilità politica.
     
      di James Salmon, corrispondente del Daily Mail – 15 luglio 2017
     
     L’eurozona è probabilmente destinata a crollare, non importa quanti tentativi vogliano fare la Francia e la Germania per cercare di salvarla: così avverte una delle più grandi banche di investimento del mondo. 
     
    Un impiegato di alto grado della Bank of America Merrill Lynch ha detto che il blocco di paesi della moneta unica ha iniziato a cadere a pezzi fin dal momento stesso in cui è stato fondato quasi 20 anni fa.
     
    ecc…

     

  2.   

    Svezia: 86% dei bambini migranti che hanno subito un test medico sono in realtà adulti.
    Il Consiglio Nazionale Svedese di Medicina Legale (RMV) ha rilasciato nuovi dati che mostrano che la maggior parte dei casi controversi di migranti apparentemente “minori” sono in realtà adulti.
    RMV ha pubblicato i dati di questa settimana dopo aver testato medicalmente 1481 migranti per determinare se avessero mentito o non essere minorenni. E ‘stato rivelato che 1215 casi o 86% degli individui testati sono stati in realtà gli adulti.
    I test coprono un periodo di tre mesi tra marzo e giugno di quest’anno e prevede un risonanza magnetica del ginocchio e una radiografia dei denti del giudizio. I risultati sono stati poi esaminati da medici che hanno determinato se i migranti fossero adulti o minori.
    Di tutti i migranti testati, solo 49 persone, o 3,3%, erano donne (33 dei quali sono stati più di 18 anni). Le figure mostrano la stragrande maggioranza dei migranti uomini che sostengono di essere minorenni.
    http://lesobservateurs.ch/2017/07/11/suede-86-des-migrants-mineurs-qui-ont-subi-un-test-medical-sont-en-realite-des-adultes/

  3.   

    Fratelli Musulmani 
    ISLAM/ Il progetto “dimenticato” dei Fratelli musulmani per conquistare l’occidente
    Porta la data del 1982. “Il Progetto” venne scoperto nella villa svizzera di un importante affiliato ai Fratelli musulmani, all’indomani degli attacchi dell’11 settembre. SOUAD SBAI durante una perquisizione della polizia confederale all’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001..
    http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2016/10/25/ISLAM-Il-progetto-dimenticato-dei-Fratelli-musulmani-per-conquistare-l-occidente/729928/
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  4. ronin

      

     
    Tutte le domande sul terrorismo che l’Occidente non si pone mai
     
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-tutte_le_domande_sul_terrorismo_che_loccidente_non_si_pone_mai/5871_20824/
     
    “Qualcuno è in grado di dare risposte convincenti a tutte queste domande? Sono interessati le nostre signorie e i nostri media a far conoscere, e a dire qualcosa di vero?”
    ……………………………..
    ecc…

     

  5. ronin

      

     
    “Contro l’Iran il primo colpo nucleare è talmudicamente etico”
    Maurizio Blondet
     
    http://www.maurizioblondet.it/liran-primo-colpo-nucleare-talmudicamente-etico/
     
    Un attacco nucleare preventivo contro l’Iran è perfettamente morale  per il Talmud. Lo ha sancito Moshe Halbertal, “stimatissimo studioso del Talmud”,  co-autore del Codice Etico dell’IDF – l’esercito israeliano  –  la cui purezza delle armi ci stupisce ogni giorno.
     
     
    Moshe Halbertal è anche  cattedratico della New York University Law School,  la più eccelsa facoltà di diritto statunitense, dove insegna metà dell’anno. L’altra metà Moshe insegna alla Hebrew University of  Jerusalem.  Dunque una figura di peso  nei due mondi. Egli è  “uno dei pensatori più rispettati sui dilemmi morali della guerra moderna”.
     
     
    Anche chi ha intervistato il  moralista di Tsahal per la rivista “culturale” Slate, Ron Rosenbaum,  ha  una psicologia ebraicamente esemplare.  Giornalista letterario, storico ebraico, autore di libri su Hitler, dal dicembre 2015, “quando pubblicò l’articolo Thinking the Unthinkable [pensare l’impensabile] è cosciente che esiste al spaventosa possibilità che Israele possa non sopravvivere come nazione. Egli  ha scritto: I palestinesi vogliono uno stato hitleriano “judenrein” [senza ebrei] per quanta violenza occorra ad ottenerlo. Non separazione, ma eliminazione. I palestinasi sono impegnati nell’incessante incitazione religiosa di assassinare ebrei. L’intifada dei coltelli non è una insurrezione, ma assassinio rituale di ebrei”:  insomma un perfetto esponente dei sintomi psichici, complessi  di colpa, proiezioni  freudiane del  piccolo popolo.  Fra questi grumi psichiatrici, c’è ovviamente la sindrome che Gilad Atzmon ha felicemente identificato come “Stress pre-traumatico” (pre-TSS).
     
     
    Come “monta”  lo Stress Pre-Traumatico
     
     
    E’  il disturbo per cui l’ebreo  si sente traumatizzato  in anticipo  da una  minaccia futura, e per lo più immaginaria, di essere sterminato come razza, e per questo, in quanto vittima, si sente autorizzato a sterminare  anticipatamente il nemico immaginario.
     
    Rosenbaum sa che Israele ha 200  bombe atomiche,  mentre l’Iran non ne ha nessuna.   Però, gli è venuto in mente che…………………..
    …………
    ecc…

     

  6. ronin

      

     
    Antifascismo come schermo per distogliere l’attenzione
     
    http://www.controinformazione.info/antifascismo-come-schermo-per-distogliere-lattenzione/
     

    In questi giorni si stanno svolgendo in varie città d’Italia manifestazioni più o meno spontanee contro la la legge sullo Jus Soli che rischia di essere approvata a breve scadenza in Parlamento. Le persone che manifestano, comuni cittadini il più delle volte e non militanti dei vari partiti, hanno compreso il pericolo di una legge che metterebbe la parola requiem sulla identità italiana e concorrerebbe ad attirare altre nuove masse africane in cerca di stabilizzarsi e filiare sul suolo italico.
     
     
    I nuovi nati e gli altri, una volta cittadini italiani, richiamerebbero i loro numerosi parenti e tutti sarebbero a carico delle casse pubbliche e dell’asssitenza italiana e dell’INPS, con buona pace delle scempiaggini dette dall’ex bocconiano presidente dell’INPS, Tito Boeri, nella sua incaute dichiarazioni.
     
    Una di queste manifestazioni (contro lo Jus Soli ) fra le più significative per il luogo e le modalità, si è svolta a Modena , feudo del PD da sempre, ove cresce il malcontento fra gli stessi cittadini che una volta erano i fedeli seguitori del “partitone” ed oggi vedono crescere il degrado e l’insicurezza nella loro città. La manifestazione di Modena è stata promossa, ieri 10 Luglio, da varie associazioni e partiti di destra da F.lli d’Italia a Forza Italia, fino a Forza Nuova ed associazioni come “La Terra dei Padri” (quella data alle fiamme da elementi della sinistra). Una fiaccolata di protesta senza simboli di partito fatta da comuni cittadini.
     
    La cosa sorprendente, in apparenza, è la contromanifestazione che è stata indetta da partiti e associazioni della sinistra, fra cui il PD, la CGIL, Rifondazione, Circoli Sociali vari e l’immancabile ANPI, svoltasi presso il sacrario dei caduti partigiani alla “Ghirlandina” di Modena. Una forma di ribadire con l’occasione la “vigilanza antifascista” ed il collegamento fra antifascismo, resistenza ed accoglienza immigratoria di massa. Un modo per affermare che chi si oppone all’africanizzazione dell’Italia ed al meticciato culturale debba essere iscritto dalla sinistra “ipso facto” alla categoria dei “fascisti”.
     
    Alcuni commentatori si sono giustamente domandati quale sia il nesso tra antifascismo, resistenza e Jus Soli e molti opinionisti si sono “arrampicati sugli specchi” per invocare l’allarme per le infiltrazioni di gruppi fascisti o pseudo fascisti fra i manifestanti che, secondo loro, piloterebbero le manifestazioni.
     
    Contemporaneamente in questi giorni, il noto esponente del PD, Emanuele Fiano, ha presentato un progetto di legge per sanzionare in modo pesante le manifestazioni nostalgiche o parafasciste, dal saluto romano alla vendita dei gadget di Mussolini e calendari con fascio in particolare nelle vicinanze di Predappio, paese natale di Mussolini, dove si svolge un frequente turismo nostalgico e dove lo stesso paese trae benefici economici di questo turismo in termini di ristorazione e piccolo commercio.
     
    Inutile dire che anche questo fenomeno viene intravisto dal Fiano e soci come “un pericolo per la democrazia”. Per non parlare del progetto di mettere il bavaglio sul web e sanzionare quanti si richiamano al ventennio ed al “duce”, considerati “perniciosi” per la propaganda e dannosi per l’ordine democratico. Un progetto già previsto ed auspicato da elementi come la Laura Boldrini, presidente della Camera o da Pisapia, ex sindaco di Milano e lo stesso Sala, attuale sindaco.
     
    In sostanza un giro di vite contro il “pericolo di risorgenza neofascista” a cui gli esponenti della sinistra dedicano molta più attenzione . Da notare che non altrettanta attenzione viene dedicata dagli stessi esponenti della sinistra ai fenomeni certamente più concreti e inquietanti della insorgenza di estremismo e terrorismo islamista di marca wahabita e salafita. Qesti esponenti escludono qualsiasi collegamento fra immigrazione ed infiltrazioni terroristiche così come smentiscono che l’aumento dell’immigrazione incontrollata porti ad un aumento della criminalità. In questo caso il nesso fra terrorismo, criminalità in aumento ed immigrazione viene platealmente negato dallo stesso Fiano e compagni ad onta della cruda realtà riscontrata da masse crescenti di cittadini.
     
    Qualcuno potrebbe chiedersi come mai dopo circa 72 anni torni alla ribalta il “pericolo fascista” conquistando spazi di attenzione sui media e nelle proposte dei parlamentari della sinistra, gli stessi che trascurano i ben più gravi e concreti problemi che sta attraversando il paese.
     
    La spiegazione esiste ed è da ricercarsi nel terrore della sinistra mondialista di essere scavalcata e smascherata presso l’opinione pubblica per le sue responsabilità voler ridurre l’Italia ad un grande campo profughi per migranti economici e per l’africanizzazione strisciante che diventa la prospettiva reale di questo paese.
     
    In realtà la sinistra mondialista cerca di alzare lo schermo dell’antifascismo per occultare la sua subordinazione ai potentati finanziari ed alle centrali di potere sovranazionale che pilotano verso la destabilizzazione sociale del paese.
     
     
    Non è un mistero che vi sono direttive precise che arrivano da organismi internazionali dalla Commissione Europea al FMI, all’ONU, all’Open Society di George Soros, come da altri organismi perchè l’Italia favorisca l’importazione di masse di nuovi schiavi in italia che siano la mano d’opera di riserva del grande capitale e delle varie mafie che speculano su tale fenomeno.
     
     
    Per nascondere il ruolo servile di utili idioti del grande capitale, gli esponenti della sinistra hanno ideato il nuovo grande schermo, sempre efficace, dell’antifascismo vecchia maniera che, oltre a giustificare i finanziamenti pubblici all’ANPI, viene utilizzato dai “compagni di merende” dei Soros, dei Monti, dei Marchionne, della Clinton e dei grandi speculatori, per coprirsi le spalle e denunciare fantasiosi pericoli di risorgenza fascista e deviare l’attenzione dalla svendita del paese alle centrali del potere finanziario.
     
     
    Un vecchio gioco ormai screditato in cui buona parte dell’opinione pubblica, in parte la stessa vecchia base elettorale del PD, ormai non crede più. Facile pensare che ci saranno presto “provocazioni”ben studiate per alimentare il fenomeno che tanto conviene al PD ed alle forze della sinistra da essere disponibili loro stessi a mascherarsi con camicia nera e fez per creare l’allarme sociale che gli tornerebbe molto utile allo stato attuale.
     
     

  7. ronin

      

     
    Perchè Washington si trova in guerra da oltre 16 anni?
     
    http://www.controinformazione.info/perche-washington-si-trova-in-guerra-da-oltre-16-anni/
     
    di  Paul  Craig  Roberts
     
    Da oltre sedici anni gli Stati Uniti si trovano immersi in guerra nel Medio Oriente, nel Nord Africa ed in Asia (Afghanistan), dilapidando trilioni di dollari, commettendo crimini di guerra e causando la fuga di milioni di rifugiati verso l’ Europa ed altri paesi. Contemporaneamente Washington afferma di non potersi permettere di finanziare le obbligazioni della Social Security e del sistema Medicare o di non poter sostenere i costi di un servizio sanitario nazionale.
     
    Considerando le enormi esigenze che non possono essere soddisfatte per causa dell’enorme costo di queste guerre, si potrebbe pensare che il popolo americano si chieda quale sia lo scopo di queste guerre. Cosa si stia realizzando a fronte di questi enormi costi. La verità è che le esigenze domestiche dellla popolazione statunitense sono trascurate in modo che il complesso militare/ industriale/sicurezza  possa alimentarsi ed ingrassare sui guadagni di guerra.
     
     
    La mancanza di curiosità da parte del popolo americano, dei media e del Congresso sulla vera finalità di queste guerre, fondate interamente su menzogne, è straordinaria. Qual è il motivo di tale incredibile disinteresse per lo spreco di soldi e vite umane?
     
    I cittadini sembrano accettare queste guerre in quanto  considerate una risposta del governo all’11 settembre. Il che è anche peggio, dato che Iraq, Libia, Siria, Yemen, Afghanistan ed Iran (non ancora attaccato ma minacciato e sanzionato) non hanno nulla a che fare col 9/11. Ma questi paesi sono mussulmani, e il regime Bush e la propaganda dei media prostituti al potere sono riusciti ad associare questi paesi con  l’11 settembre e con gli islamici in generale.
     
    Forse, se gli americani e i loro “rappresentanti” al Congresso comprendessero per cosa si fanno realmente  le guerre, allora  si opporrebbero. Perciò voglio dire il motivo della guerra in Siria e della futura guerra contro l’ Iran. Siete pronti?
     
    Ci sono tre ragioni per cui Washington (non l’America ma Washington, che non riflette l’America) fa guerra in Siria. La prima ha a che fare con i profitti del complesso militare (“military/industrial complex”).
     
    Quest’ultimo apparato mastodontico è una combinazione di potenti interessi privati e governativi che necessitano di una minaccia per giustificare un budget che supera il PIL di molti paesi. La guerra assolve a questa funzione, e per essa si stanziano enormi somme pagate dai contribuenti, che sono vent’anni che vedono salire i propri debiti.
     
    La seconda ragione ha a che fare con l’ideologia neocon dell’egemonia mondiale americana. Secondo i neoconservatori, che sono tutto tranne che conservatori, il crollo del comunismo e del socialismo significa che la Storia ha scelto il “capitalismo democratico”, che non è né democratico né capitalistico, come il sistema socioeconomico-politico mondiale: è dunque responsabilità di Washington imporre l’americanismo in tutto il mondo. Paesi come la Russia, la Cina, la Siria e l’Iran, che respingono l’egemonia americana, devono essere destabilizzati in quanto ostacoli all’unilateralismo yankee.
     
    La terza ragione ha a che fare col fatto che Israele ha bisogno delle risorse idriche del Libano meridionale. Due volte Israele ha inviato l’esercito ad occupare quella regione e per due volte è stato cacciato dagli Hezbollah, milizia sostenuta da Siria e Iran.
     
    Per dirla tutta, Gerusalemme sta utilizzando l’America per eliminare i governi siriano e iraniano, che forniscono sostegno militare ed economico agli Hezbollah. Se i fornitori di Hezbollah venissero eliminati dagli americani, gli israeliani potrebbero occupare il sud del Libano, proprio come hanno fatto con la Palestina e parti della Siria.
     
    Ecco i fatti: per 16 anni l’insopportabile popolo americano ha consentito al governo corrotto di Washington di buttare trilioni di dollari necessari a livello nazionale, ma assegnarli  ai profitti del complesso militare/industriale, al servizio dei neocon e di Israele.
     
     
    La democrazia americana è chiaramente una farsa. Serve tutti, tranne gli americani.
     
     
    Quali saranno le probabili conseguenze?
     
    La peggiore prospettiva  è quella della povertà per tutti, quella più catastrofica è l’armageddon nucleare.
     
     
    Washington ignora totalmente alcuni fatti incontrovertibili.
     
    L’interesse di Israele a rovesciare Siria ed Iran è totalmente incompatibile con l’interesse nazionale russo di impedire l’invasione del jihadismo nel proprio paese ed in Asia centrale. Di conseguenza, Israele ha messo gli U.S.A. in diretto conflitto militare con Putin.
     
    Gli interessi finanziari del military/security complex americano di circondare la Russia con siti missilistici sono incompatibili con la sovranità di quel paese, così come lo è l’enfasi neocon sull’egemonia mondiale statunitense.
     
    Trump non controlla Washington. Il complesso citato (vedasi il discorso di Eisenhower), la lobby israeliana ed i neocon sì. Questi tre gruppi sovrastano di fatto  il popolo americano, privo di voce in capitolo.
     
    Da notare che tutti i parlamentari del Congresso che hanno parlato male di Israele sono stati sconfitti nella loro campagna di rielezione. Questo è il motivo per cui, se Israele vuole qualcosa, questa passa all’unanimità al Congresso. Come pubblicamente dichiarato dall’ammiraglio Tom Moorer, capo delle operazioni navali e chairman dei Joint Chiefs of Staff: “Nessun presidente americano può andar contro Israele”. Israele ottiene ciò che vuole, a prescindere dalle conseguenze per l’America.
     
     
    L’ammiraglio Moorer aveva ragione. Gli Stati Uniti ogni anno danno ad Israele abbastanza soldi per acquistarne il governo. E quelli lo fanno. Il governo americano risponde molto più ad Israele che al proprio popolo. I voti di Camera e Senato lo dimostrano.
     
     
    Incapace di resistere ad un paese minuscolo ma influente, Washington pensa di poter travolgere Russia e Cina. Continuare a provocarle è evidente segno di demenza. Invece di intelligenza vediamo hybris e arroganza, segni distintivi degli stupidi.
     
    Il pianeta ha invece bisogno di leader occidentali intelligenti, con coscienza morale, che rispettino la verità e che comprendano i limiti del proprio potere.
     
    Paul Craig Roberts
     

  8. belfagor

      

    peterone supersimpatico, questa foto dovrebbe essere l’avatar del nostro ‘amico’, un travesti della politica, campione del predica bene e razzola di schifo, ah ah ah. Alltro che il tipo in bretelle che ci sta propinando… Certo, ridiamoci su!!
     
     

    Originariamente inviato da peter pan:


     

    Ah! caro belfagor, ricorda che nessuno è perfetto….. (ma mulder sarà quello di destra…. o di sinistra?)

    Originariamente inviato da belfagor: ah ah ah, Mulder il cospirazionista DOC 100% anti-mercati e anti-Nato che fa trading di valute e specula sulla sterlina (dice che ha fatto profitti!): ma va a dar via i ciapp, come direbbe l’ottimo monzese peter !! che coerenza, ragazzi!!  ARGHHHH    

    Originariamente inviato da Mulder:   Caro Nerio… Nonostante i gufi, ieri il GBP ha recuperato i valori del 9 Giu scorso…ragalandoci un bel profitterol.. Adesso aspettiamo le cavallette, i rettiliani e la peste nera….chissa’..   Intanto $oro$, l’uomo  amato da milioni di persone, finanziatore primario di HRC  ( non la squadra corse di Honda eh..!) segna la rotta dei Padroni del Mondo, trilaterali e pentagonali , ben coadiuvato da media, saltimBanchi e camerieri  mentre , nel tempo libero  permette la piu’ grande invasione africana in Europa.. Che vogliamo di piu’..

     

     

     

  9. Mulder

      

     Petev…Ma quello di Centvo…tesovo…!!
     
    Ahh…BelfaTroll..ridiamoci su fin che possiamo..!!

  10. peter pan

      

    Ah! caro belfagor, ricorda che nessuno è perfetto….. (ma mulder sarà quello di destra…. o di sinistra?)

    Originariamente inviato da belfagor: ah ah ah, Mulder il cospirazionista DOC 100% anti-mercati e anti-Nato che fa trading di valute e specula sulla sterlina (dice che ha fatto profitti!): ma va a dar via i ciapp, come direbbe l’ottimo monzese peter !! che coerenza, ragazzi!!  ARGHHHH  
     

    Originariamente inviato da Mulder:
     
    Caro Nerio… Nonostante i gufi, ieri il GBP ha recuperato i valori del 9 Giu scorso…ragalandoci un bel profitterol.. Adesso aspettiamo le cavallette, i rettiliani e la peste nera….chissa’..   Intanto $oro$, l’uomo  amato da milioni di persone, finanziatore primario di HRC  ( non la squadra corse di Honda eh..!) segna la rotta dei Padroni del Mondo, trilaterali e pentagonali , ben coadiuvato da media, saltimBanchi e camerieri  mentre , nel tempo libero  permette la piu’ grande invasione africana in Europa.. Che vogliamo di piu’..

     

     

  11. belfagor

      

    ah ah ah, Mulder il cospirazionista DOC 100% anti-mercati e anti-Nato che fa trading di valute e specula sulla sterlina (dice che ha fatto profitti!): ma va a dar via i ciapp, come direbbe l’ottimo monzese peter !! che coerenza, ragazzi!!  ARGHHHH
     

    Originariamente inviato da Mulder:


     

    Caro Nerio… Nonostante i gufi, ieri il GBP ha recuperato i valori del 9 Giu scorso…ragalandoci un bel profitterol.. Adesso aspettiamo le cavallette, i rettiliani e la peste nera….chissa’..   Intanto $oro$, l’uomo  amato da milioni di persone, finanziatore primario di HRC  ( non la squadra corse di Honda eh..!) segna la rotta dei Padroni del Mondo, trilaterali e pentagonali , ben coadiuvato da media, saltimBanchi e camerieri  mentre , nel tempo libero  permette la piu’ grande invasione africana in Europa.. Che vogliamo di piu’..

     

  12. Mulder

      

    Caro Nerio… Nonostante i gufi, ieri il GBP ha recuperato i valori del 9 Giu scorso…ragalandoci un bel profitterol.. Adesso aspettiamo le cavallette, i rettiliani e la peste nera….chissa’..
     
    Intanto $oro$, l’uomo  amato da milioni di persone, finanziatore primario di HRC  ( non la squadra corse di Honda eh..!) segna la rotta dei Padroni del Mondo, trilaterali e pentagonali , ben coadiuvato da media, saltimBanchi e camerieri  mentre , nel tempo libero  permette la piu’ grande invasione africana in Europa.. Che vogliamo di piu’..

  13.   

    SOROS = DELIRIO DI ONNIPOTENZA non saprei come altro definirlo…..
    http://yournewswire.com/george-soros-brexit-reversed/

  14.   

    “L’Europa deve prendere il suo destino nelle proprie mani”, sentenziò furiosa contro Donald  Angela Merkel un mese  fa al vertice di Taormina. Meno di un mese dopo, il suo ministro delle Finanze Schauble ha implorato Donald Trump,  anzi l’intera America, di non ritirarsi dal suo ruolo di superpotenza egemone,  perché il suo ritiro sarebbe la fine del “nostro ordine mondiale liberale”. Il quale per Schauble è “il migliore esistente per ragioni etiche, politiche ed economiche. E noi vorremmo che continuasse ad essere  così”, ha detto. Aveva le lacrime agli occhi?   Certo è stata (secondo Bloomberg) “la più forte espressione di preoccupazione fra i dirigenti politici europei”   di fronte  ad  una presidenza Trump che “disimpegna gli Usa dal commercio globale, dal cambiamento climatico e dalla sicurezza”.
    L’invocazione  dell’arcigno contabile va gustata parola per parola: difendici, America! Noi siamo “i tuoi mercati”! Il libero mercato armato è il migliore e il più morale. Il nostro ordine liberale globale è, come vedono tutti, un mare di equità, calma, armonia e stabilità…vorremmo continuare così! Ti abboniamo il deficit commerciale!  Non lasciarci in mano a  Russia e Cina…!
    Come nota giustamente il sito Dedefensa, il panico del duo Merkel-Schauble, le li fa proclamare l’uno il contrario dell’altro  in  un mese  dev’essere  reso più acuto dal fatto che da  Washington non è venuta assolutamente risposta alcuna. Né dalla proclamazione d’indipendenza di Merkel, condita di insulti (“Non ci si può più fidare” di Trump), né dall’implorazione ed dichiarazione di servaggio di Schauble.
    Nulla.  Trump , sotto attacco quotidiano dal Deep State  come agente di Putin, ha ben  altro di cui preoccuparsi. Ma anche gli anti-Trump, dai democratici ad Hillary alla Cia al Deep State, non viene alcuna risposta.  Evidentemente, nota Dedefensa, “il  Congresso  si infischia completamente degli europei, dei loro interessi, dei loro umori, e di aiutarli a salvare la faccia della  loro pretesa indipendenza di fronte alla loro opinione pubblica”.
    Perché gli Usa sono impegnati nella guerra civile,  “nave dei folli con sopra una  clinica per alienati, condotta da un miliardario che naviga senza bussola” a forza di tweet,  “un equipaggio che naviga in funzione del fatto assolutamente provato  e dimostrato che il capitano è in collegamento-radio con un sottomarino russo”.
     
    http://www.maurizioblondet.it/nel-panico-servi-stringono-le-viti-delleuropa/

  15. ronin

      

     
    STRAGE DI USTICA: ISRAELE, ITALIA, FRANCIA, STATI UNITI D’AMERICA…
     
    http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/06/strage-di-ustica-israele-italia-francia.html
     
     di Gianni Lannes
     
     
    Io non dimentico mai. Ora vediamo se a qualcuno torna la memoria. Non è un mistero come vogliono far credere alla gente ignara dei giochi di potere sempre in atto. Correva l’anno 1980, la sera del 27 giugno per l’esattezza, quando i governanti dello Stato tricolore (Cossiga corresponsabile con Andreotti dell’uccisione di Aldo Moro) sacrificarono la vita di 81 persone, compresi 11 bambini e 2 neonati, a bordo del DC9 Itavia, per salvaguardare certi affari nucleari imbottiti di petrodollari in comune accordo con Parigi. L’aereo civile decollato da Bologna precipitò in mare al largo delle Isole Pontine. Il nome della fuorviante località di Ustica fu il primo depistaggio messo in atto dall’Aeronautica militare italiana e dalla NATO. Quella notte furono prontamente salvati i piloti USA finiti in mare, ma non si prestò soccorso ai civili italiani. Insomma, quelle persone innocenti dovevano morire, così allora non furono realizzate autopsie, mentre l’indagine giudiziaria passò in un baleno da Palermo (pm Guarino) a Roma (grazie anche a certi ufficiali dell’arma dei carabinieri, fu insabbiata a dovere dal giudice Giorgio Santacroce – figlio di un magistrato militare – promosso alla presidenza della Cassazione). 
    Chi parla ancora di Mig libico e Gheddafi mente spudoratamente. Da allora le autorità non hanno fatto altro che propinare menzogne all’opinione pubblica, ed assassinare testimone scomodi. Niente di tutto ciò che è stato detto e scritto corrisponde alla verità dei fatti. Dopo 37 anni la magistratura nazionale non ha fatto luce su questa strage di Stati alleati. Nessuno ha mai indagato sulle macroscopiche responsabilità politiche. Provate a chiedervi perché questa verità è ancora indicibile. Gli attori principali sono quelli indicati nel titolo. Ora tirate le somme. Comunque, nel 2018 darò alle stampe la mia inchiesta risolutiva.
     

  16. ronin

      

     
     
    di Manlio Dinucci* – Il Manifesto
     
     
    Che cosa avverrebbe se l’aereo del segretario Usa alla Difesa Jim Mattis, in volo dalla California all’Alaska lungo un corridoio aereo sul Pacifico, venisse intercettato da un caccia russo dell’aeronautica cubana? La notizia occuperebbe le prime pagine, suscitando un’ondata di preoccupate reazioni politiche. 
    Non si è invece mossa foglia quando il 21 giugno l’aereo del ministro russo della Difesa Sergei Shoigu, in volo da Mosca all’enclave russa di Kaliningrad lungo l’apposito corridoio sul Mar Baltico, è stato intercettato da un caccia F-16 statunitense dell’aeronautica polacca che, dopo essersi minacciosamente avvicinato, si è dovuto allontanare per l’intervento di un caccia Sukhoi SU-27 russo. Una provocazione programmata, che rientra nella strategia Nato mirante ad accrescere in Europa, ogni giorno di più, la tensione con la Russia.


    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-manlio_dinucci__strategia_nato_della_tensione/5871_20655/
     


     

  17. ronin

      

     
    Chiudere i porti, respingere i barconi e ultimatum all’UE sui ricollocamenti. O qui sarà guerra civile
    Di Mauro Bottarelli
     
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/chiudere-porti-respingere-barconi-ultimatum-allue-sui-ricollocamenti-sara-guerra-civile.html
     
    Prima di tutto, facciamoci due risate, perché di materiale e di tempo per incazzarsi che ne saranno a bizzeffe. Vi ricordate questa bambina,



    Ma qui non si tratta di fermare qualche malato di mente prestato al jihadismo, comodissimo per certe finalità interne, qui si tratta di un problema reale e, guarda caso, da Ventimiglia non filtra nemmeno l’aria. Oltretutto, c’è anche il rischio che se per caso qualcuno di quei sudanesi riuscisse a varcare il confine, la Francia ci denunci in sede UE perché non evitiamo che chi sbarca da noi, in ossequio a quella sesquipedale cagata che è il trattato di Dublino, poi tenti di entrare illegalmente altrove. Lasciamo stare che con i ricollocamenti il resto d’Europa si è finora sontuosamente pulita il culo, lasciando soli noi e la Grecia a gestire questa sorta di apocalisse: 13.500 persone in due giorni a fine giugno, significa che da qui alla fine dell’estate – se non si interviene drasticamente, con le maniere cattive – saremo letteralmente al collasso.

    la quale immortala il blocco stradale posto in essere da alcune centinaia di ospiti del CARA di Mineo lungo la statale Catania-Gela, in segno di protesta contro l’applicazione di norme di sicurezza all’interno della struttura. Qualcuno, però, fa sapere che il blocco sarebbe anche una forma rivendicativa per ottenere pass gratis per le piscine e i lidi della zona, perché fa troppo caldo. E hanno ragione, porca troia! Fa caldo, è giusto che vadano in spiaggia gratis: sdraio o lettino con l’ombrellone? Vista mare o un po’ più in dietro sulla battigia, vicino al bar? E poi, come cazzo si permettono di voler imporre misure di sicurezza nella struttura? Quello mica è territorio italiano, è la più colossale autogestione illecita e moltiplicatrice di atti criminosi che si sia mai vista, a cielo aperto e senza che l’autorità faccia un beato cazzo.

    Perché il ministro Minniti invece di far manganellare la gente che prende l’aperitivo a Torino non fa sgomberare queste risorse dalla strada, visto che si configura come reato? Non mi ricordo tanta pazienza verso i blocchi degli allevatori del Nord che protestavano per le multe sulle quote latte, lì si spaccavano teste che era un piacere. D’altronde, quelli erano solo dei somari che si alzano alle 5 del mattino, lavorano 12-14 ore al giorno e pagano le tasse, giusto legnarli se provano a ribellarsi? Questi, invece, non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, salvo delinquere in grossa quota parte, mangiano, bevono e dormono spesati, quindi è giusto avere un occhio di riguardo, povere anime che fuggono dalla guerra. Quanto può durare la pazienza degli italiani, visto che ora Matteo Renzi ha anche ribadito la sua intenzione di proseguire spedito su quell’incitazione alla partenza che è la legge sullo ius soli?

    Ripeto, serve chiudere i porti con militari e carabinieri armati, avvertendo in sede europea, senza possibilità di mediazione al ribasso, che l’Italia da oggi non accoglie più nessuno, si pulisce il culo con Frontex e i diritti dei migranti e che se entro 48 non partono i ricollocamenti di chi è già qua, alle frontiere potrebbe innescarsi qualche tensione stile muro divisorio di Guantanamo, perché noi apriremmo le nostre, spingendo qualche centinaio di persone alla volta nella terra di nessuno tra le due vecchie dogane e poi chiudendo i nostri confini. Per il resto, a livello interno, requisizione di aerei charter – e il primo privato che parla, perde gli slot – e rimpatri di massa da subito. Non mi dici da dove arrivi? Ti spedisco in Libia e lì arrangiati. Perché, signori miei, mettendo da parte il buonismo dei miei coglioni, se i 4,6 miliardi che buttiamo al cesso annualmente per garantire a quelli del CARA di Mineo di potersi rifocillare e dormire prima di bloccare le statali, li avessimo promessi al regime libico giusto – ovvero quello del generale Haftar – state sereni che non partiva più nemmeno il caldo dalla Libia, passavamo l’estate con la felpa chiusa.

    Ma siccome noi siamo coglioni e in Libia sosteniamo il pupazzo di USA e ONU, ecco che siamo nelle merda fino al collo. E senza nessuno che ci dia una mano a livello comunitario: ci vuole tanto a reagire? Certo, ci vorrebbero le palle e temo che il governo in carica conosca solo quelle usate dalla sua squadra del cuore per fare gol la domenica. Occhio però, perché l’aria si sta facendo davvero pesante in giro. E non limitatevi a dotte analisi del voto a favore del centrodestra: prendete un tram, cari politici, andare al bar a bere il caffè o al super a fare la spesa. Per quanto gli italiani siano buoni, la corda ormai non regge più: o si fa un passo indietro e si prova a tamponare la situazione o si cade in avanti. Verso la guerra civile. E non stupiamoci se, una volta capito che da perdere non c’è davvero più nulla, la gente smetterà di darsi fuoco per disperazione negli uffici dell’INPS. E deciderà di dare fuoco all’ufficio.
     
     

  18. ronin

      


    Gli Stati Uniti hanno bombardato la Siria pur sapendo che non c’era stato alcun attacco chimico ad opera di Damasco, ha spiegato, il giornalista Premio Pulitzer, Symur Hersh, dopo aver consultato diverse fonti statunitensi.
     
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_premio_pulitzer_seymour_hersh_gli_usa_hanno_bombardato_la_siria_senza_che_ci_fosse_stato_un_attacco_chimico_di_damasco/82_20625/
     

    ecc…
     

  19. ronin

      

     
    Emergenza sbarchi e programma di invasione sempre più accelerato. Enorme giro d’affari per trafficanti di persone
     
    http://www.controinformazione.info/emergenza-sbarchi-e-programma-di-invasione-sempre-piu-accelerato-enorme-giro-daffari-per-trafficanti-di-persone/
     
    di Luciano Lago
     
    Sulle coste del sud Italia è ormai emergenza sbarchi con strutture portuali e centi di accoglienza al collasso. Dai porti della Sicilia fino a a Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia è un susseguirsi di arrivi di navi delle ONG, barconi e navi della Marina che traghettano masse di migranti clandestini in Italia prelevati dalle coste del Nord Africa.
    Ormai il sistema di attendere la chiamata dei trafficianti, mentre le navi delle ONG stazionano davanti alle coste libiche, a volte a poche continaia di metri, assicura un flusso costante che a sua volta garantisce il business del traffico di carne umana alle varie mafie, somale, nigeriane, libiche che speculano sul fenomeno, con successivi alloggiamenti dei migranti nei centri di accoglienza in Italia e assegnazione alle cooperative di accoglienza, l’ultimo terminale del business.
     
     
    Un giro d’affari impressionante che assicura lauti guadagni per tutti gli operatori nelle varie fasi del fenomeno (meglio che il traffico della droga).
    Circa 8 mila persone risultano già scaricate nei primi due giorni della settimana in vari porti italiani, soprattutto della Sicilia e della Calabria, dalle numerose navi che fanno la spola, senza sosta, da una parte all’altra del Mediterraneo alimentando lo tsunami che sta sommergendo il nostro Paese. Altre 8.500 circa sembra che sarebbero quelle ancora in viaggio sulle altre unità navali adibite a taxi del mare. Numeri immensi, impressionanti, mai visti prima che segnano l’invasione voluta e favorita del nostro paese sullo sfondo del progetto di sostituzione etnica imposto dai vari organismi transnazionali come la Commissione Europea, l’FMI, l’ONU, il Vaticano, ecc. con la per collaborazione di pericolosi personaggi, speculatori ed affaristi che decidono i destini del mondo, come George Soros, con la piena complicità di governi come quello italiano.
     
    Si tratta ormai di un esodo biblico dietro cui si muovono enormi interessi e che viene favorito anche dal passa parola in Africa dell’accoglienza fornita con alloggio e pasti gratuiti in un meraviglioso paese, l’Italia, che offre oggi ai migranti clandestini anche schede telefoniche, una piccola mancia per le spese e vari benefici fra cui asssistenza sanitaria gratuita e formazione.
     
    Il tutto viene accelerato dalla possibilità di ottenere anche lo Jus soli, un altro fattore che rischia di incentivare l’esodo dall’Africa e che i politici della sinistra mondialista si stanno affrettando ad approvare. Quale africano non cederebbe alla tentazione di un viaggio in Italia partendo dalle polverose periferie della Nigeria e dalle disastrate zone della Somalia e dell’Eritrea. L’Italia, una meta agognata per decine di milioni di africani che vogliono profittare dell’occasione offerta dal Governo italiano dei mondialisti aperti alle esigenze degli africani. I politici del PD sanno che devono adempiere al piano di sostituzione per cui gli verranno garantiti posti e carriere sicure.

    ecc…

     

  20. ronin

      

     
    “ASSAD PREPARA UNATTACO CHIMICO!”. DI NUOVO…?
    Maurizio Blondet
     
    http://www.maurizioblondet.it/assad-prepara-unattaco-chimico/
     
    Washington ha scoperto – di nuovo –  “potenziali preparazioni di  un altro attacco con armi chimiche del governo siriano”.  BBC: “La  Casa Bianca ha affermato che queste attività sono simili a quelle  messe in atto prima di un sospetto attacco chimico in aprile : quando morirono decine di persone, ciò che ha indotto il presidente Trump ad ordinare  il lancio di missili da crociera contro la base aerea siriana”.Il “cervello” dietro la strategia israeliana.
     
    Ci risiamo. Ritentano con questa accusa.  Poche ore dopo che il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh  ha dimostrato  la falsità di quell’accusa che provocò il lancio americano dei missili ad aprile.  Hersh ha  raccolto anche  le testimonianze di alti funzionari statunitensi: “Sappiamo che non c’è stato alcun attacco chimico. (…) I russi sono furiosi e noi che diciamo di avere dati reali e conosciamo la verità. (…)Sarebbe stato lo stesso se avessimo eletto Clinton o Trump”, ha dichiarato uno dei funzionari statunitensi intervistato dal giornalista Premio Pulitzer Seymour Hersh in un articolo pubblicato oggi sul bombardamento statunitense alla base siriana di Al-Shairat il 7 aprile scorso.
     
    “Stavano facendo le cose per bene”, dice un alto consigliere anziano citato dal giornalista sulla cooperazione anti-terrorismo russo e siriano. Lasciando intendere che altri poteri nel deep state americano volevano sabotare questa cooperazione.
     

    ecc…

     

  21.   

    @ronin
    A proposito dell’articolo da te segnalato, perchè stupirci quando tutti i” capoccia” spingono in un’unica direzione?
    http://katehon.com/article/10-facts-un-lgbt-connection

  22. ronin

      

     
    DALL’UCRAINA A BERLINO, AVANZA LO STATO TOTALITARIO DEL KULANDRO
    Maurizio Blondet
     
    http://www.maurizioblondet.it/dallucraina-berlino-avanza-lo-totalitario-del-kulandro/
     
    “Ucraina finalmente europea!”,mi scrive un lettore. E mi manda le foto della prima sfilata pederastica avvenuta a Kiev.
     
    Il lettore ha creduto di fare una battuta sarcastica. Invece posso assicurare che non è uno scherzo. Riservatamente, fra le condizioni poste al regime di Kiev per “entrare in Europa”, è stato chiesto di far approvare al locale  parlamento  la legge sul matrimonio  dei  pervertiti, detto “unioni civili”.  Di fronte al primo agghiacciato rifiuto della sbalordita  giunta di Kiev –  impossibile strappare in parlamento una maggioranza per questo – la risposta è stata:  allora l’entrata nell’UE ve  la sognate, perché questi sono i nostri valori.

    …ecc…

     

  23. ronin

      

     
    Et voilà, arrivata la svolta sul Russiagate: stanno replicando la Commissione Creel. Per la guerra
    Di Mauro Bottarelli
     
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/et-voila-arrivata-la-svolta-sul-russiagate-stanno-replicando-la-commissione-creel-la-guerra.html
     
    Non c’è più rispetto per il lavoro altrui. Lo dico seriamente, io un minimo di suspence la ritenevo il minimo sindacale. Ok, la stronzata da vendere ai beoti via cavo a stelle e strisce era pronta da giorni, si sa, però bruciarsi tutto così, è davvero poco elegante. E, oltretutto, si configura come una mancanza di garbo verso chi sperava che il suo articolo di stamattina avesse vita almeno fino a domenica, invece di sfiorire nell’arco di poche ore. La “svolta” nel Russiagate di cui vi parlavo è arrivata e, per decenza, è stato il “Washington Post” a pubblicarla, visto che le foto di James Comey che entrava ieri pomeriggio nella redazione del “New York Times” avrebbero reso il tutto ancora più fantozziano di quello che è. Dunque, la CIA avrebbe accertato il diretto coinvolgimento del presidente russo, Vladimir Putin, nella campagna di hackeraggio per disturbare le elezioni presidenziali USA del 2016.

    Citando diverse fonti, il quotidiano della capitale statunitense racconta che il rapporto di intelligence con le prove, confermate da fonti interne al governo russo, delle istruzioni specifiche di Putin per danneggiare la candidata democratica Hillary Clinton, sarebbe arrivato alla Casa Bianca e al presidente Barack Obama all’inizio del mese di agosto del 2016. Tre mesi prima del voto per le elezioni presidenziali, spiega il “Washington Post”, il quadro generale di un attacco informatico da parte dei servizi di spionaggio della Russia era quindi evidente e all’attenzione delle massime autorità degli Stati Uniti. Soprattutto dopo che il 22 luglio dello scorso anno, quasi 20mila email sottratte al comitato elettorale democratico erano state pubblicate online da WikiLeaks. Ma, stando alle indiscrezioni riportate, sono servite molte settimane alle altre agenzie di intelligence USA per confermare il quadro tracciato dalla CIA. Solo nelle settimane finali dell’amministrazione Obama, in un rapporto declassificato, è stato rivelato ciò che gli 007 sapevano da agosto: Putin avrebbe lavorato per far eleggere Donald Trump. Cazzo che fenomeni!

    Prove concrete? Zero. Dobbiamo fidarci della parole del “Washington Post”, la cui credibilità ultimamente oscilla tra quella di Donnarumma e quella di Renzi e delle agenzie di intelligence, le quali non solo sono in guerra tra loro dalla scorsa campagna elettorale, non solo hanno tacitato lo scandalo delle e-mail segrete di Hillary Clinton e del suo server privato ma, oggi, sono di fatto il motore immobile del tentativo di far cadere Donald Trump prima delle elezioni di medio termine, proprio attraverso la commissione d’inchiesta sul Russiagate e la potenziale procedura di impeachment che questa potrebbe far scattare per intralcio alla giustizia.

    …ecc…

     

  24. ronin

      

     
    Un altro passo verso la guerra totale
     
    http://www.controinformazione.info/un-altro-passo-verso-la-guerra-totale/
     
    DI PAUL CRAIG ROBERTS
     
    Un folle pilota americano ha abbattuto un aereo siriano che stava attaccando l’ISIS. Questo conferma che Washington non sta combattendo i terroristi, ma li sta proteggendo, in quanto suoi agenti in Siria per rovesciarne il governo.
     
    Il generale Michael Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, ha rivelato in un’intervista tv che Obama e la Clinton hanno voluto fortemente inviare l’ISIS in Siria, contro il suo parere.
     
    L’ISIS è il pretesto per entrare abusivamente in Siria. Russia ed Iran vi sono legalmente, invitati da un governo eletto. Gli americani invece sono lì come criminali di guerra. Secondo il diritto internazionale, stabilito dagli stessi yankees, è un crimine di guerra aggredire un paese che non ha sollevato un pugno contro di te.
     
     
    Ora che un pilota americano ha dimostrato che gli U.S.A. sono in Siria solo per sostenere il proprio agente ISIS, nemmeno una presstituta come Megyn Kelly può credere alla versione di Washington.
     
    Russi, siriani ed iraniani lo sapevano sin dall’inizio. Tuttavia, queste fonti ufficiali sono tutte considerate sospette dai media occidentali. Per questo, la bugia è rimasta in piedi, fino a quando l’idiota pilota americano ha tolto il velo dalla menzogna.
     
    Washington, naturalmente, mentirà spudoratamente. È l’unica cosa che sa fare. Dirà che era un “combattente della coalizione”, cioè che qualcun altro stava guidando gli F-18 americani. Non eravamo noi. Oppure affermeranno che il fighter siriano stava attaccando donne e bambini, oppure un gruppo di transgender o ancora un reparto maternità per donne violentate dalle “truppe brutali” di Assad. Il governo la girerà in qualche modo per rendere un aggressivo crimine di guerra un’eroica difesa di un gruppo di vittime.
     
    La domanda è: l’idiota pilota ha fatto tutto da solo, in stile Top Gun, oppure è stata un’iniziativa del complesso militare per iniziare un conflitto Stati Uniti-Russia che impedirebbe a Trump di calmare le tensioni con Putin? Sono in gioco 1 trilione di dollari annui pagati dai contribuenti americani.
     

    ecc…

     

  25. ronin

      

     
    Counterpunch: gli Stati Uniti sono in guerra contro la Siria
    di Malachia Paperoga – giugno 22, 2017
     
    http://vocidallestero.it/2017/06/22/cunterpunch-gli-stati-uniti-sono-in-guerra-contro-la-siria/
     
    Dopo l’abbattimento di un aereo siriano nel proprio spazio aereo, non ci sono più dubbi: l’America ha fatto un atto di guerra con la Siria. L’analisi di Counterpunch è impietosa: non esiste alcuna giustificazione al comportamento del governo americano, che va condannato dai suoi cittadini e dalla comunità internazionale.
     
      di Jim Kavanagh, 21 giugno 2017 
     
     Gli Stati Uniti sono in guerra con la Siria. Anche se pochi americani vogliono ammetterlo, è implicitamente così da quando l’amministrazione Obama ha iniziato la costruzione di basi e l’invio di truppe speciali americane – che-ci-sono-e-non-ci-sono – ed è così in modo esplicito dal 3 agosto 2015, quando l’amministrazione Obama ha annunciato che avrebbe “consentito attacchi aerei per difendere i ribelli siriani addestrati dagli Stati Uniti da eventuali aggressori, anche se i nemici provengono da forze fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad”. Da quando la U.S. Air Force — sotto Trump, ma seguendo la politica dettata da Obama — ha tirato giù un aereo siriano nello spazio aereo siriano, questo è innegabile. Gli Stati Uniti hanno intrapreso esplicitamente un’altra aggressione di un paese sovrano che non poneva alcuna minaccia possibile, figuriamoci effettiva o imminente, per la nazione. Questo è un atto di guerra. 
     
    Come atto di guerra, esso è incostituzionale e avrebbe richiesto una dichiarazione da parte del Congresso. Trump la chiederà? Qualche partecipante democratico o repubblicano del congresso la chiederà? Il Papa è un indù? 
     
    Cambierebbe qualcosa? Perché Trump dovrebbe preoccuparsene? Obama aveva dato il via a tutto questo quando ha completamente ignorato il War Powers Act, la Costituzione, il Congresso e il suo stesso procuratore generale e i consulenti legali ed ha proseguito imperterrito verso la guerra alla Libia, sostenendo che, se facciamo finta che le truppe americane non sono sul suolo libico, non si tratta davvero di una guerra o di un atto di “ostilità”. Quindi significa che se l’aeronautica cinese cominciasse ad abbattere gli aerei americani nello spazio aereo americano per difendere l’assalto di Black Lives Matter alla Casa Bianca, non sarebbe davvero impegnata in un atto di guerra. 
     
    Non sottolineeremo mai abbastanza la pericolosità di queste pratiche che Obama ha normalizzato — con la connivenza irresponsabile dei suoi groupies progressisti, che fingevano di non sapere dove questo avrebbe portato: nel 2012, riferendosi al precedente che le politiche di Obama avevano creato, Mitt  Romney disse: “Non credo quindi che a questo punto, se sono il Presidente, io abbia bisogno di avere una approvazione dei poteri di guerra o un’autorizzazione speciale per l’uso della forza militare. Il Presidente ora ha questa capacità”. Dopo Obama, per Trump, e per ogni futuro presidente repubblicano e democratico, ora questa cosa è scontata. 
     
    Poiché questa è una guerra aggressiva, non provocata, essa è anche illegale secondo il diritto internazionale, e tutte le autorità politiche e militari coinvolte sono criminali di guerra, e sarebbero perseguibili in quanto tali, se ci fosse un regime giuridico internazionale ancora non compromesso dagli Stati Uniti. 
     
    Ora la Siria è sotto esplicito attacco delle forze armate degli Stati Uniti, della Turchia e di altri paesi della NATO. Sedici Paesi hanno ora aerei da combattimento che si aggirano nello spazio aereo siriano sotto il comando effettivo degli Stati Uniti, e alcuni di loro hanno attaccato l’esercito della Siria.
     
     Gli americani e certamente coloro che si autodefiniscono “progressisti”, devono essere chiari su questo: le forze armate americane non hanno alcun diritto di essere in Siria, non hanno alcun diritto di limitare il governo siriano utilizzando il suo spazio aereo, o di impedirgli di riprendere il controllo di parte del proprio territorio contro le armate jihadiste appoggiate dagli stranieri. 
     
    Lo stato siriano e i suoi alleati (l’Iran e la Russia), d’altra parte, sono impegnati nella legittima autodifesa di uno stato sovrano e hanno il diritto di rispondere con la piena forza militare a qualsiasi attacco contro le forze siriane o qualsiasi tentativo dagli Stati Uniti di balcanizzare o di occupare il territorio siriano, o di rovesciare il governo siriano.
     
     Quindi, per cortesia, non fate finta di essere sconvolti, scioccati, se la Siria e i suoi alleati rispondono al fuoco, infliggendo perdite agli americani. Non fate le vittime moralmente superiori quando gli americani vengono uccisi dal popolo che stanno attaccando. E non predicate che ognuno dovrebbe sostenere le nostre truppe in questo attacco criminale, incostituzionale, aggressivo, di un paese che non ha minacciato il nostro in alcun modo. I soldati americani e i piloti che eseguono queste politiche non sono eroi e non si battono per proteggere l’America o la democrazia; sono criminali aggressori e obiettivi legittimi. In risposta all’aggressione americana, l’esercito siriano ha tutto il diritto di colpire di nuovo l’apparato militare americano, ovunque. Ogni vittima di questa guerra, per quanto grande, cade sotto la responsabilità etico-politica di coloro che hanno attaccato – gli Stati Uniti. La prima responsabilità di ogni americano è non di “sostenere le nostre truppe”, ma di fermare questa guerra. Subito. Prima che le cose peggiorino. 
     
    È abbastanza ovvio, infatti, che gli Stati Uniti stanno rendendo deliberatamente le proprie truppe degli obiettivi, nella speranza di provocare una reazione da parte delle forze armate siriane o dei loro alleati, che potrebbero uccidere qualche americano. Così l’avvenimento verrebbe proprio utilizzato per aumentare il supporto popolare per un attacco militare completo alla Siria, alla Russia o all’Iran, che il popolo americano altrimenti rifiuterebbe con disgusto. Chi professa preoccupazione per le “nostre truppe” dovrebbe invece fermare questo gioco. 
     
    È inoltre abbastanza chiaro, ora, che la guerra all’ISIS è una farsa, che l’ISIS è sempre stata solo un pretesto per coinvolgere direttamente i militari americani ad attaccare l’esercito siriano e distruggere l’integrità dello stato siriano. Se gli Stati Uniti avessero voluto sconfiggere l’ISIS, avrebbero potuto farlo facilmente coordinando le proprie azioni con, e non contro, le forze che lo hanno combattuto in modo più efficace: l’esercito arabo siriano, la Russia, l’Iran ed Hezbollah. 
     
    Al contrario, gli Stati Uniti stanno attaccando l’esercito siriano proprio perché stava sconfiggendo l’ISIS e altre forze della Jihad e riconquistando il proprio territorio e il controllo della propria frontiera con l’Iraq. Gli Stati Uniti non vogliono che ciò accada. Come minimo — se non si può costruire a breve una massiccia offensiva per rovesciare il governo baathista — gli Stati Uniti vogliono controllare parte del confine con l’Iraq e ad occupare parte della Siria orientale. Vogliono stabilire basi permanenti da cui rifornire e proteggere gli eserciti jihadisti, ottenendo un partizionamento de facto dello stato siriano, mantenendo un costante stato di attacco armato contro il governo di Damasco e riducendo la Siria a uno stato debole, che mai potrà presentare alcuna resistenza efficace ai disegni americani, israeliani o sauditi sulla regione. 
     
    Questo è estremamente pericoloso, poiché i siriani, i russi, e gli iraniani sembrano determinati a non lasciare che questo accada. Trump sembra avere dato autorità ai suoi generali di prendere decisioni dalle enormi conseguenze politiche. Forse è per questo che azioni aggressive come l’abbattimento dell’aereo siriano sono avvenute più frequentemente, e perché è improbabile che finiscano. C’è una dinamica in movimento che inevitabilmente porterà entrambe le fazioni ad affrontare la scelta se fare marcia indietro o rilanciare. I generali non sono bravi a tirarsi indietro. Una guerra regionale o globale è una possibilità reale e diventa più probabile ad ogni incidente simile. 
     
    Anche se la maggior parte degli americani e delle trasmissioni politiche e dei media non vogliono ammetterlo (e di conseguenza, la maggior parte dei cittadini non può rendersene conto abbastanza chiaramente), questa guerra è l’obiettivo di una potente fazione dello stato profondo che è stata persistente e determinata nella sua ricerca. Se i generali sono restii a tornare in battaglia, i neocons sono irremovibili nel non arretrare riguardo i loro piani per il Medio Oriente. Non si faranno fermare se non da una schiacciante resistenza popolare e dall’indignazione internazionale. 
     
    L’aspetto positivo di questi attacchi contro le forze siriane è che gettano la maschera sul progetto americano in Siria. Tutti — i paesi europei che professano preoccupazione per il diritto e la stabilità internazionale e il popolo americano che è stufo di continue guerre che non hanno alcun beneficio per loro — possono vedere esattamente che tipo di palese aggressione si sta svolgendo e decidere se vogliono appoggiarla. 
     
    A questo proposito, ogni americano che si considera “liberale” o “progressista” — e in particolare ogni politico di questo tipo — che ha speso (e magari spende ancora) la propria energia politica per attaccare Bush per quella folle guerra in Iraq, ma che appoggia, o anche solo esita a denunciare immediatamente ed energicamente, questa guerra che è già in corso, è un politico ipocrita, che non si oppone a niente, tranne all’ovvio.
     
     

  26. ronin

      

     
    forse, prima hai scritto con word e poi hai copiato da word dentro il post
     
     

    Originariamente inviato da Mulder:

    Mario..non capisco tutte ste stringhe da dove escano…

     

  27. ronin

      

     
     
    peter pan
    bastava andare al link a vedere
    sopra vignetta del link
     

  28. Mulder

      

    Mario..non capisco tutte ste stringhe da dove escano…

  29. Mulder

      

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    In effetti assistiamo a  due situazioni parallele ossia quella del Venezuela e del Brasile che tuttavia vengono trattate dai media occidentali in maniera diametralmente opposta: entrambi hanno governi e presidenti democraticamente eletti, entrambi si trovano ad affrontare violente manifestazioni di piazza eppure in Venezuela si parla di repressione dittatoriale,  mentre in Brasile sono i manifestanti ad essere accusati di una violenza che va assolutamente repressa e che infatti è stata repressa con una strage di 10 manifestanti che tuttavia non scuotono i cuori di nessuno.
     
    Nel merito , in Venezuela e’ la minoranza benestante , appoggiata dai media a suscitare una protesta amplificata con violenze attribuite all’altra parte . Maduro ha certo commesso errori, ma e’ un presidente eletto democraticamente cosi’ come il Parlamento.
     
    Al contrario, in Brasile hanno eliminato Rousseff per via giudiziaria, mentre Temer, burattino di Washington,  e’ finito in pieno nel medesimo scandalo, in maniera assai piu’ grave e diretta con una cinquantina di deputati e sette ministri. E’ naturale che Dilma Rousseff appaia come un vero colpo di Stato con la popolazione sul piede di guerra: 30 milioni in piazza.
     
    Il significato di questa situazione sta nell’obbiettivo del governo degli USA:
    Riconquistare tutta l’America Latina, con tutto il peggior neo-colonialismo e neo-imperialismo che questa politica prevede. Dopo il colpo di stato in Honduras, dopo aver abbattuto con un golpe bianco il governo di Dilma in Brasile, dopo aver condizionato con elezioni poco chiare la vittoria di Macri in Argentina, dopo il golpe bianco in Paraguay, dopo aver rafforzato le basi militari in Colombia e in Perù, ora è il momento della tremenda e inumana guerra economica che la Cia e gli Usa stanno facendo contro il legittimo governo del Venezuela. Una guerra economica che si accompagna ad una guerra mediatica e una guerra psicologica…
     
    Per quello che è: neo-colonialismo. Nel caso dell’Italia, è ancora più grave, perché non si perseguono neanche interessi propri ma si fa il lavoro per conto di terzi. In Venezuela, milioni di persone che prima di Chavez non esistevano oggi hanno diritto alla sanità, all’istruzione e ad una vita degna. Questo a Gentiloni e alla cultura liberista che rappresenta non piace. 
     
    La resistenza di queste ore del Venezuela bolivariano è la resistenza di tutti coloro che hanno a cuore un futuro di pace e di convivenza solidale dei popoli nel segno dell’uguaglianza sociale. Questo ha rappresentato e rappresenta l’Alba bolivariana. Chi, al contrario, come Gentiloni spera in una destituzione sovversiva e violenta del legittimo governo di Caracas fa gli interessi di quelle multinazionali del petrolio che non hanno mai accettato la nazionalizzazione dell’azienda energetica e che vogliono riappropriarsi delle riserve petrolifere più grandi al mondo.
     
    Decidete voi da che parte stare, ma per farvi un’opinione in modo onesto dovete smettere di leggere i media corporativi italiani che perseguono lo stesso obiettivo di Gentiloni.
    Parole del Prof. Vasapollo su Antidiplomatico
     

  30. peter pan

      

    Ronin, devi ammettere che la frase di accompagnamento al link faceva presupporre che tu stessi esprimendo un tuo personale parere… e infatti io l’ho messa sull’ironico e aglaia invece ha scritto con cognizione di causa.
    Ciao

    Originariamente inviato da ronin:   aglaia ti dirò non ho la più pallida idea di quello che succede in venezuela e chi sia maduro e che politica faccia ho messo l’articolo a titolo informativo per chi lo vuole leggere e ne metto un altro di un certo  Fabio Marcelli che non conosco e che viene definito  “Giurista, dirigente di ricerca dell’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR e dirigente dell’Associazione dei giuristi democratici”, sempre per chi vuole leggerlo e se non piace, c’è sempre la rotella del mouse per passare oltre   Venezuela: il popolo vuole la pace e la Costituente   http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_il_popolo_vuole_la_pace_e_la_costituente/82_20614/   Le destre applicano le teorie del “caos costruttivo” escogitate dal pensatore statunitense Brzezinski, recentemente defunto, “e che abbiamo già visto applicate in Libia, Siria”   di Fabio Marcelli* Guarimba è una parola apparentemente innocente che corrisponde a un gioco infantile, più o meno il nostro nascondino. Tale parola però in Venezuela ha assunto un significato sinistro e indica un fenomeno deteriore del quale la popolazione nel suo complesso, al di là dell’orientamento politico a favore o contro il governo di Nicolas Maduro, comincia ad essere stanca e a reagire mandando i guarimberos a farsi benedire.  Questi ultimi sono infatti quelle poche centinaia di dimostranti violenti che, in una parte molto limitata del territorio nazionale, solo undici municipi su circa 330, i   piu’ ricchi, stanno tentando di mettere in scena una sorta di guerriglia urbana, con blocchi della circolazione, assalti a servizi pubblici, uso di esplosivi e ordigni incendiari contro le forze dell’ordine. Prove tecniche di guerra civile. Finanziate da coloro che sono interessati alla destabilizzazione del Venezuela bolivariano e pagano circa 350.000 bolivares (al cambio ufficiale più o meno 31 euro) coloro che partecipano alle manifestazioni violente, destinando somme ancora maggiori a coloro che lanciano pietre o molotov o bombe più o meno artigianali. Risultato: 46 vittime nel 2014, in gran parte membri delle forze dell’ordine e passanti. E, per quanto riguarda la fase più recente delle guarimbas, cominciata qualche mese fa, circa 80 vittime, delle quali solo 7 sono state colpite dalla repressione poliziesca, e sui relativi episodi sono in corso inchieste giudiziarie per accertare eventuali eccessi nell’uso della forza. Un prezzo di sangue eccessivo e che il popolo venezolano, al di là delle sue simpatie politiche, è stanco di pagare . E che si aggiunge agli omicidi politici mirati, come quello di Robert Serra, il più giovane deputato latinoamericano e astro nascente del partito chavista, ucciso da tre paramilitari colombiani, che hanno confessato, mentre ancora restano impuniti i mandanti di questo delitto, con ogni probabilità da imputarsi ai settori estremisti della destra venezolana. Questo osceno spettacolo viene filmato e fotografato a uso e consumo della stampa internazionale, cioè dei reporter scarsamente professionali, embedded negli hotel di lusso di Miami o delle Bahamas, ad ogni modo ben lontano dal teatro degli avvenimenti, che sui loro giornali mandano il messaggio falso e mistificatorio della finta guerra civile in atto. Il tutto a beneficio di coloro che vogliono togliere di mezzo il governo bolivariano di Nicolas Maduro per poter procedere indisturbati allo sfruttamento delle maggiori riserve petrolifere del mondo, pari a 300 miliardi di bari di petrolio, oggi in mano all’azienda pubblica PDVSA. Parliamo di personaggi come Tillerson, oggi capo del Dipartimento di Stato per conto di Trump e fino a ieri capo dell’Exxon Mobil, la multinazionale petrolifera che è pronta a tutto pur di mettere le mani sulle maggiori riserve di oro nero del mondo. Per ottenere il suo risultato, la destabilizzazione del Venezuela, gli Stati Uniti hanno investito 5 milioni di dollari che, tramite NED, USAID e CIA, affluiscono nelle case di finte ONG locali che pagano gli armamenti dei guarimberos. Parallelamente l’amministrazione Trump tenta, con scarso successo di isolare il Venezuela sul piano internazionale e su quello regionale, rilanciando la screditata OSA, che Fidel Castro ha ribattezzato giustamente a suo tempo il Ministero delle Colonie di Washington e che si è resa complice di ben 327 colpi di Stato o tentativi di colpo di Stato nel solo Ventesimo secolo. Il tutto nell’applicazione delle teorie del “caos costruttivo” escogitate dal pensatore statunitense Brzezinski, recentemente defunto, e che abbiamo già visto applicate in Libia, Siria ed altrove, con il conseguente peggioramento della situazione mondiale della pace e della sicurezza a beneficio degli interessi petroliferi e di altro genere degli Stati Uniti e delle loro multinazionali. Ma pare difficile che il giochino possa riuscire in Venezuela, anche e soprattutto per la maturità del popolo, spesso in alcune sue parti giustamente critico nei confronti del governo, ma stanco di guerricciole e disordini nell’esclusivo profitto degli sfruttatori di sempre. La proposta di Costituente lanciata dal presidente Maduro va presa sul serio e può costituire un’occasione per combattere efficacemente mali vecchi e nuovi del Venezuela (e non solo del Venezuela): criminalità, corruzione, burocrazia, privilegi, diseguaglianze, dipendenza dal modello estrattivista. Essa costituisce anche la risposta al fallimento dei dialoghi per la pace e la riconciliazione, dovuti all’abbandono del tavolo dei negoziati da parte dell’opposizione, dopo che erano state soddisfatte tutte le sue richieste, con il coinvolgimento di ex presidenti di vari Stati, di UNASUR e del Papa. Hanno abbandonato perché i settori estremisti che attualmente la controllano non vogliono la pace, il dialogo, la ricostruzione nazionale, ma vogliono la guerra civile e l’intervento straniero per dare a Exxon Mobil le risorse petrolifere del Venezuela. Ma il popolo venezolano non permetterà che ciò avvenga, non perché sia tutto affezionato a questo o quel governo, ma perché è giustamente affezionato al suo Paese e alla pace che non deve essere oggetto di trattativa fra fazioni contrapposte ma diventare l’obiettivo comune della gente, insieme alla rifondazione democratica dello Stato e dell’ordinamento. link relativi ai finanziamenti statunitensi all’opposizione: ……………  

     

  31. ronin

      

     
    aglaia
    ti dirò
    non ho la più pallida idea di quello che succede in venezuela e chi sia maduro e che politica faccia
    ho messo l’articolo a titolo informativo per chi lo vuole leggere e ne metto un altro di un certo  Fabio Marcelli che non conosco e che viene definito  “Giurista, dirigente di ricerca dell’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR e dirigente dell’Associazione dei giuristi democratici”,
    sempre per chi vuole leggerlo e se non piace, c’è sempre la rotella del mouse per passare oltre
     
    Venezuela: il popolo vuole la pace e la Costituente
     
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_il_popolo_vuole_la_pace_e_la_costituente/82_20614/
     
    Le destre applicano le teorie del “caos costruttivo” escogitate dal pensatore statunitense Brzezinski, recentemente defunto, “e che abbiamo già visto applicate in Libia, Siria”
     
    di Fabio Marcelli*
    Guarimba è una parola apparentemente innocente che corrisponde a un gioco infantile, più o meno il nostro nascondino. Tale parola però in Venezuela ha assunto un significato sinistro e indica un fenomeno deteriore del quale la popolazione nel suo complesso, al di là dell’orientamento politico a favore o contro il governo di Nicolas Maduro, comincia ad essere stanca e a reagire mandando i guarimberos a farsi benedire.  Questi ultimi sono infatti quelle poche centinaia di dimostranti violenti che, in una parte molto limitata del territorio nazionale, solo undici municipi su circa 330, i   piu’ ricchi, stanno tentando di mettere in scena una sorta di guerriglia urbana, con blocchi della circolazione, assalti a servizi pubblici, uso di esplosivi e ordigni incendiari contro le forze dell’ordine. Prove tecniche di guerra civile. Finanziate da coloro che sono interessati alla destabilizzazione del Venezuela bolivariano e pagano circa 350.000 bolivares (al cambio ufficiale più o meno 31 euro) coloro che partecipano alle manifestazioni violente, destinando somme ancora maggiori a coloro che lanciano pietre o molotov o bombe più o meno artigianali.
    Risultato: 46 vittime nel 2014, in gran parte membri delle forze dell’ordine e passanti. E, per quanto riguarda la fase più recente delle guarimbas, cominciata qualche mese fa, circa 80 vittime, delle quali solo 7 sono state colpite dalla repressione poliziesca, e sui relativi episodi sono in corso inchieste giudiziarie per accertare eventuali eccessi nell’uso della forza. Un prezzo di sangue eccessivo e che il popolo venezolano, al di là delle sue simpatie politiche, è stanco di pagare . E che si aggiunge agli omicidi politici mirati, come quello di Robert Serra, il più giovane deputato latinoamericano e astro nascente del partito chavista, ucciso da tre paramilitari colombiani, che hanno confessato, mentre ancora restano impuniti i mandanti di questo delitto, con ogni probabilità da imputarsi ai settori estremisti della destra venezolana.
    Questo osceno spettacolo viene filmato e fotografato a uso e consumo della stampa internazionale, cioè dei reporter scarsamente professionali, embedded negli hotel di lusso di Miami o delle Bahamas, ad ogni modo ben lontano dal teatro degli avvenimenti, che sui loro giornali mandano il messaggio falso e mistificatorio della finta guerra civile in atto. Il tutto a beneficio di coloro che vogliono togliere di mezzo il governo bolivariano di Nicolas Maduro per poter procedere indisturbati allo sfruttamento delle maggiori riserve petrolifere del mondo, pari a 300 miliardi di bari di petrolio, oggi in mano all’azienda pubblica PDVSA. Parliamo di personaggi come Tillerson, oggi capo del Dipartimento di Stato per conto di Trump e fino a ieri capo dell’Exxon Mobil, la multinazionale petrolifera che è pronta a tutto pur di mettere le mani sulle maggiori riserve di oro nero del mondo. Per ottenere il suo risultato, la destabilizzazione del Venezuela, gli Stati Uniti hanno investito 5 milioni di dollari che, tramite NED, USAID e CIA, affluiscono nelle case di finte ONG locali che pagano gli armamenti dei guarimberos. Parallelamente l’amministrazione Trump tenta, con scarso successo di isolare il Venezuela sul piano internazionale e su quello regionale, rilanciando la screditata OSA, che Fidel Castro ha ribattezzato giustamente a suo tempo il Ministero delle Colonie di Washington e che si è resa complice di ben 327 colpi di Stato o tentativi di colpo di Stato nel solo Ventesimo secolo.
    Il tutto nell’applicazione delle teorie del “caos costruttivo” escogitate dal pensatore statunitense Brzezinski, recentemente defunto, e che abbiamo già visto applicate in Libia, Siria ed altrove, con il conseguente peggioramento della situazione mondiale della pace e della sicurezza a beneficio degli interessi petroliferi e di altro genere degli Stati Uniti e delle loro multinazionali. Ma pare difficile che il giochino possa riuscire in Venezuela, anche e soprattutto per la maturità del popolo, spesso in alcune sue parti giustamente critico nei confronti del governo, ma stanco di guerricciole e disordini nell’esclusivo profitto degli sfruttatori di sempre.
    La proposta di Costituente lanciata dal presidente Maduro va presa sul serio e può costituire un’occasione per combattere efficacemente mali vecchi e nuovi del Venezuela (e non solo del Venezuela): criminalità, corruzione, burocrazia, privilegi, diseguaglianze, dipendenza dal modello estrattivista. Essa costituisce anche la risposta al fallimento dei dialoghi per la pace e la riconciliazione, dovuti all’abbandono del tavolo dei negoziati da parte dell’opposizione, dopo che erano state soddisfatte tutte le sue richieste, con il coinvolgimento di ex presidenti di vari Stati, di UNASUR e del Papa. Hanno abbandonato perché i settori estremisti che attualmente la controllano non vogliono la pace, il dialogo, la ricostruzione nazionale, ma vogliono la guerra civile e l’intervento straniero per dare a Exxon Mobil le risorse petrolifere del Venezuela. Ma il popolo venezolano non permetterà che ciò avvenga, non perché sia tutto affezionato a questo o quel governo, ma perché è giustamente affezionato al suo Paese e alla pace che non deve essere oggetto di trattativa fra fazioni contrapposte ma diventare l’obiettivo comune della gente, insieme alla rifondazione democratica dello Stato e dell’ordinamento.
    link relativi ai finanziamenti statunitensi all’opposizione:
    ……………


     

  32. aglaia

      

    per motivi familiari conosco bene il Venezuela (un mio cugino primo ha sposato una ragazza di Caracas) e ti posso dire ronin che la situazione nel paese ha raggiunto livelli spaventosi di allarme sociale, non ci sono medicine e cibo nei negozi, il crimine impazza, Maduro impazza e tutti si chiedono per quale motivo Chavez – che aveva molti pregi – abbia scelto un delfino di tale insulso carattere e preparazione politica nulla. Sentendo mio cugino e altre persone – sono stata a Carcas negli anni passati 5-6 volte ma non ci vado da parecchio – e le loro telefonate e whatsapp di prima mano, non storie prese dal web, mi sono preoccupata e ho capito che il Venezuela sta sull’orlo di un collasso catastrofico, sociale, politico. Ti puoi aspettare che la reazione debba essere un golpe o la presa di potere dei centristi alla Capriles e della destra ma le colpe sono davvero tutte di Maduro, che ha portato il Venezuela al disastro ha la minoranza in parlamento dopo le ultime elezioni e non vuole mollare il potere. Peter ironizza sulle vacanze di noi italiani, non capisco comunque ronin per quale motivo fai propoganda  a un personaggio come Maduro.     

  33. peter pan

      

    Ronin, mi hai illuminato!!!!!
    E allora diciamo tutti:  viva  MA DURO, MA DURO CHE DURI!!!!
    Se permetti però al momento preferirei evitare di andare a fare le vacanze in Venezuela…..
    Te saludi.

    Originariamente inviato da ronin:   Venezuela: un semplice video smonta mesi di fake news sul paese ridotto alla fame   http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_un_semplice_video_smonta_mesi_di_fake_news_sul_paese_ridotto_alla_fame/5694_20606/   Come mostra un video diffuso attraverso Facebook dall’imprenditore basco Agustin Otxotorena, nella capitale del Venezuela così come nel resto del paese la vita scorre normalmente nonostante la violenza terrorista dell’opposizione …  

     

  34. ronin

      

     
    Venezuela: un semplice video smonta mesi di fake news sul paese ridotto alla fame
     
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-venezuela_un_semplice_video_smonta_mesi_di_fake_news_sul_paese_ridotto_alla_fame/5694_20606/
     
    Come mostra un video diffuso attraverso Facebook dall’imprenditore basco Agustin Otxotorena, nella capitale del Venezuela così come nel resto del paese la vita scorre normalmente nonostante la violenza terrorista dell’opposizione

     

  35. ronin

      

    La polizia tedesca ordina: non dite la verità sul terrorismo islamico
    di Marcello Foa
     
    http://blog.ilgiornale.it/foa/2017/06/20/la-polizia-tedesca-ordina-non-dite-la-verita-sul-terrorismo/#
     
    Il Corriere del Ticino, principale testata del gruppo che dirigo, ha pubblicato questa mattina un documento riservato del Bundeskriminalamt (BKA) la Polizia criminale tedesca. Si intitola «Come agire in presenza di attacchi terroristici” e contiene le linee guida sulle informazioni da trasmettere alla stampa in queste circostanze. L’intenzione è lodevole: evitare il diffondere di allarmismi, ma le conseguenze pratiche sono sorprendenti. E inquietanti.
     
    La premessa dà già il tono:
     
    “Nell’anno elettorale 2017 non ci sarà alcun attentato, almeno se si sarà in grado di evitarlo. Ciò significa che, non importa quanto siano sicuri dei fatti i funzionari in campo, davanti alla stampa e all’opinione pubblica, per cominciare, si deve negare sempre tutto. Lo staff di consulenza del Governo ha bisogno di tempo per illustrare l’accaduto e per mettere insieme un racconto credibile agli occhi dell’opinione pubblica».
     
    Capito? E ancora:
     
     

    «Le lettere di rivendicazione devono essere citate solo se necessario, ma senza fornire particolari. In caso di dubbio, escludere l’attacco terroristico. Divulgare la teoria dell’autore singolo, come pure quella della persona psichicamente disturbata. In aggiunta: evitare sempre, per cominciare, di parlare di IS (Stato islamico, n.d.r.) o di Islam».

     

    «Dieci milioni di visitatori stranieri all’anno entrano in Germania con passaporti falsi o rubati. In tal senso è possibile correlare la quantità di passaporti rubati con Al Qaeda (IS) e le attività terroristiche islamiste».

     
    «La percentuale degli ingressi illegali è cresciuta del 70%. I colleghi italiani prevedono l’arrivo di circa 350 mila, fino a 400 mila migranti dall’Africa nell’anno 2017. Verso l’esterno, alla stampa e ad altri media, indichiamo una cifra di 250 mila unità».
     
    E lo stesso vale per i crimini ordinari commessi dagli immigrati. Nel 2015 erano 309 mila, nel 2016 sono saliti a 465 mila. Queste cifre, peraltro, non contengono reati contro l’asilo e la socialità.Ma “ai media – si legge nel rapporto – si parla rispettivamente di 209 mila reati e di 295 mila». Ben 170 mila in meno.
     
     
     
    Decisamente esplosivo questo passaggio del rapporto:
     
    «Mai parlare di migranti economici. La sollecitazione giunge direttamente dal ministro della Cancelleria e dal portavoce del Governo. Queste indicazioni sono tassative, per chi non le rispetta sono previste sanzioni severe, procedure disciplinari e il licenziamento dalla polizia».
     
    Sia chiaro: le autorità, da sempre, si riservano una certa discrezionalità nel diffondere le notizie più sensibili o per proteggere agenti infiltrati. Non dicono mai tutta la verità, com’è ovvio. Ma il quadro che emerge da questo rapporto va oltre i normali confini dell’intelligence.
     
    Quando si modificano sistematicamente le statistiche, quando si tenta di dissimulare gli attentati fino a dare istruzioni per fabbricare versioni credibili agli occhi dell’opinione pubblica, quando un governo vieta di parlare di “migranti economici” si è in presenza di un metodo per la creazione di Post Verità governative o, se preferite, di una manipolazione sistematica delle informazioni.
     
    E tutto questo al fine di non turbare il processo elettorale, dunque di non intralciare la campagna elettorale della cancelliera Merkel.
     
    Cose che capitano nella democratica Germania.
     
     
     
     

  36. ronin

      

     
    Terrorismo: così Berlino nasconde le notizie
     
    http://www.cdt.ch/primo-piano/approfondimenti/178316/terrorismo-cos%C3%AC-berlino-nasconde-le-notizie
     
    ESCLUSIVA DEL CORRIERE DEL TICINO – Un documento “strettamente riservato” della Polizia criminale federale-BKA mette a nudo i meccanismi con cui l’autorità politica controlla l’informazione da presentare all’opinione pubblica -Il caso sospetto di Dortmund
     
    ……………
    ….

     

  37. ronin

      

     
    QUESTA NON LA VOLEVO SENTIRE: APPLE, CHIPS, SENSORI, 10 MLD $ INVESTITI?
     
    http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1786
     
    Fermi tutti. No, sul serio, fermi. Non delirate ora col chip sottopelle e i Rothschild che dominano il mondo facendoci muovere con un telecomando.
     
    Ma quando leggo le parole del CFO di Apple, fra l’altro un italiano di nome Luca Maestri, che ci dice che la Apple sta spendendo gran parte di 10 miliardi di $ nella ricerca di CHIP e dei corrispondenti SENSORI, oh shit man, no, non sto tranquillo. E Maestri aggiunge una cosa del tutto irrazionale e quindi ancora più inquietante, cioè che “Apple sta spendendo un bel pacco di soldi su prodotti che oggi non ci generano profitti, ma non sono tanti in numero”. Apple caccia via miliardi in CHIP e SENSORI che oggi non hanno mercato? Ma va là? NON HA SENSO!
     
    QUASI 10 MILIARDI DI DOLLARI INVESTITI IN CHIP E SENSORI SENZA MERCATO? MA VI RENDETE CONTO DEL CONTROSENSO?
     
    E allora cosa sanno loro che noi non sappiamo? Cosa bolle dietro a ciò che gli eredi di Steve Jobs hanno rivelato alla Goldman Sachs Technology and Internet Conference in San Francisco pochi mesi fa?
     
    Dio Santo, come facciamo noi miserabili umani a dire la nostra in sto mostruoso Tsunami digitale che vi sto rivelando da anni?
     
    L’euro? Ma per favore, quello è il carretto con gli asini, cazzo! Cazzo aiutatemi, dobbiamo PENSARE, CAPIRE, GUARDATE CHE QUESTI SONO MOSTRI, sono anni che vi avviso, e nessuno mi aiuta, se non Giancarlo Algieri, ma in due ne capiamo “lo 0,9%” di sta merda. SONO MOSTRI E SANNO CIO’ CHE FANNO. NOI, NO, SAPPIAMO UN CAZZO, e noi siamo gli umani. Aiutateci.
     
    THINK
     

  38. ronin

      

     
    CENSURA: Twitter CHIUDE profili CHAVISTI!
     
    https://disquisendo.wordpress.com/2017/06/19/censura-twitter-chiude-profili-chavisti/
     


    l colosso americano Twitter blocca senza motivo 180 profili chavisti seguiti da centinaia di migliaia di persone.
    “Stando portando una avanti una pulizia etnica mediatica contro il chavismo. Chiudono i nostri profili perché siamo l’espressione della verità”.
     

  39. ronin

      

     
    Siria: le lacrime di coccodrillo del PD
     
    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-siria_le_lacrime_di_coccodrillo_del_pd/6119_20567/
     
    Lacrime di coccodrillo. Le versa periodicamente il PD per la guerra alla Siria. Guerra che da cinque anni – al pari dell’Unione Europea, delle nazioni occidentali e delle petromonarchie – sta contribuendo ad alimentare.
    ……………………..
    ……….

     

  40. ronin

      

     
    MARKET, IL SENATO MONDIALE. VANNO STUDIATI, SE NO DOVE ANDATE, DOVE?
     
    http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1780
     
    Oggi grande occasione per i Buy The Fucking Dip (BTFD), con i FANG stocks a caduta libera, salvati proprio all’ultimo in Europa dai BTFD… AAPL bastonati, mentre il S&P 500 Tech Sector gli è andato dietro disastrosamente.  Alla fine però neppure i BTFD hanno salvato i FANG. S&P ci dice che la Crescita di nuovo collassa mentre il Valore sta su. In Italia l’anti Eurozona M5S è sprofondato nelle amministrative, rendimenti BTP al ribasso, Mercati ora più tranquilli. Goldman bearish sui Bitcoins, dicono che si attestano fra un massimo di 2.230 e un minimo di 1.915, sanno qualcosa che noi non sappiamo?”.
     
     
    Non ci avete capito niente, ma così parla ogni giorno il vostro Padrone, quello che Noam Chomsky già nel 1989 chiamava con immensa saggezza “Il Senato Mondiale”, I MERCATI, contro cui non esiste appello. Sono coloro che decidono se tuo figlio finirà la sua vita da individuo o da servo della Tech-gleba in un loop di vita disumano.
     
     
    Ciò che impressiona me, è che se ci pensiamo bene sono almeno 30 anni che i telegiornali all’ora di cena fra maccheroni e cotolette vi fanno sentire questo nome, i Mercati. Dovrebbe esservi entrato in testa come il Mulino Bianco. Poi, Gesù, con la ‘crisi’ del 2008 ve l’hanno pompato in testa ogni secondo per almeno 8 anni quel nome, ma no, ancora gli Italians non sanno che cazzo sia il Mercato, anche se Lui è il Padrone: decide se tuo figlio finirà la sua vita da individuo o da servo della Tech-gleba in un loop di vita disumano.
     
    Sappiamo a cosa corrono dietro………………………
    ………………

     

  41. ronin

      

     
    È un giorno non troppo lontano: le armate russe e statunitensi, dopo mesi di escalation militare, sono finalmente giunte allo scontro aperto nel devastato territorio siriano. Ma come è stato possibile arrivare a questo punto?
     
    http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/ipotesi-di-conflitto/
     
    Nelle ultime settimane non sono mancate, occasioni di interrogarsi sulla possibilità effettiva che la guerra civile siriana, iniziata con le proteste del 26 gennaio 2011 poi esplose il 15 marzo 2011, possa divenire l’epicentro di un conflitto di dimensioni transnazionali di dimensioni estremamente più vaste di quelle attuali – tali, secondo alcuni, da coinvolgere addirittura il mondo intero. Seppure il rischio di un inasprimento delle tensioni all’interno del Paese mediorientale sia sempre stato presente, anche se solo in minima parte, nessuno ha mai considerato effettivamente possibile che la Siria potesse divenire una nuova questione balcanica alla pari della Bosnia di inizio Novecento. La lezione che abbiamo appreso da quella e dalle successive vicende storiche, infatti, è la necessità del coinvolgimento diretto di almeno due potenze regionali al fine di ottenere una mobilitazione delle risorse tale da poter raggiungere livelli globali. Nel caso della Prima guerra mondiale, le potenze coinvolte erano la Germania e l’Austria-Ungheria, da un lato, e l’Inghilterra e la Francia dall’altro. Con l’avvento delle superpotenze, ossia durante la Guerra fredda, lo scenario “ideale” per lo scaturire di un conflitto mondiale vede arricchite le prospettive possibili, dal momento che una nuova tipologia di attore geopolitico si inserisce all’interno della casistica configurabile nel 1914. Come ci ricorda la definizione standard, tratta dal dizionario Treccani:
    ………………..


     

  42. ronin

      

     
    Causa “attentati”, Londra e Parigi annunciano leggi speciali anti-estremismo. Di ogni genere
    Di Mauro Bottarelli
     
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/causa-attentati-londra-parigi-annunciano-leggi-speciali-anti-estremismo-genere.html
     
    Et voilà: “In questo Paese Siamo stati troppo tolleranti con gli estremismi, gli estremismi di ogni tipo, compresa l’islamofobia. Questo governo vuole agire per estirpare gli estremismi e le ideologie che fomentano l’odio, tramite la società ed internet. Ci assicureremo anche che polizia e servizi segreti abbiano tutti i poteri di cui hanno bisogno”. Parole e musica di Theresa May, parlando al Paese dopo l’attentato alla moschea di Finsbury Park. Quindi, tutti avvisati: da oggi non si tollera più l’estremismo. E che cos’è, esattamente, l’estremismo? Nell’era delle fake news e della post-verità, cosa significa quel termine? Entro quali confini si delinea?

    Dire che Assad è il legittimo presidente della Siria è estremismo? Dire che gli USA non hanno alcun diritto di abbattere aerei siriani è estremismo? Dire, come fa nella sua edizione di oggi il “Wall Street Journal”, che Israele finanzia e supporta direttamente i ribelli siriani, oltre a curarli nei suoi ospedali, dal 2013 è forse estremismo? Sicuramente, vista l’aria che tira, è estremismo dire di averne pieni i coglioni di 4mila persone che sono sbarcate anche questo fine settimana sulle coste siciliane. O che è delinquenziale un governo che fa pagare la tassa di successione agli eredi di chi è morto per il terremoto di Amatrice. Pensate che manchi molti a una bella svolta simile anche in Italia, al netto dell’assenza di attentati?

    ecc…

     

  43. ronin

      

     

    Bufale? Nessuno batte i media occidentali
     

     
    http://sakeritalia.it/sfera-di-civilta-russa/bufale-nessuno-batte-i-media-occidentali/
     
    Amo i media Sionisti occidentali, non tanto per quello che scrivono, ma perché hanno finalmente mostrato il loro vero volto. Dopo decenni passati a far finta di possedere elevati standard professionali o etici, dopo anni e anni di giornalismo pseudo-obiettivo, hanno finalmente gettato la maschera e stanno mostrando il loro vero volto. Abbiamo già visto la campagna d’odio isterica, veramente maniacale, contro Trump (e non è finita, neanche per sogno) e abbiamo visto la demonizzazione disonesta, da togliere il fiato, di Putin e di qualsiasi cosa fosse russo. Beh, ho un ottimo esempio per illustrare questo fatto.
     
    Guardate questa foto:


     

  44. ronin

      

     
    “Israele vuole uno scontro Usa-Iran. E lo avrà”
    Maurizio Blondet 20 giugno 2017
     
    http://www.maurizioblondet.it/israele-vuole-uno-scontro-usa-iran-lo-avra/   
     
    E’  il   titolo dell’ultimo articolo di MK Bhadrakumar, e va al cuore della questione, apparentemente caotica e incontrollata.  Bhadrakumar è un ex diplomatico indiano, a lungo ambasciatore  a Mosca e in Medio Oriente, ed uno dei più lucidi analisti della situazione dell’area.  Egli richiama l’attenzione sul dispiegamento  Usa dei lanciarazzi multipli  HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System) “in territorio siriano, nella base militare [americana] di Al Tanf presso la frontiera tra Siria e Irak,  nel sud-est, che è attualmente zona contestata fra gruppi ribelli sostenuti dagli americani e le forze siriane governative”.

    ecc…

     

  45. ronin

      

     
    Le chemtrails sono vaccini forzati per via aerea di cui nessuno sa nulla
     
    http://alfredodecclesia.blogspot.it/2017/06/le-chemtrails-sono-vaccini-forzati-per.html
     
    Prova irrefutabile che ci stanno fumigando con il veleno, le chemtrails spargono 571 tonnellate di piombo tossico ogni anno nei cieli degli USA.
    Le chemtrails sono vaccini forzati per via aerea di cui nessuno sa nulla.
    Il programma ‘Space Fence‘ (Recinto Spaziale) porta la guerra contro la coscienza nei cieli. Abbiamo già proposto qualche articolo in cui parlavamo del controllo mentale attraverso frequenze e di transumanesimo. Oggi vi rilasciamo un intervista molto recente ad Elana Freeland  (Giornalista investigativa e scrittrice statunitense)tratta dal sito…………………..
    ………………
    ………

     

  46. ronin

      

     
    IL NEW YORK TIMES CI VUOLE FAR CREDERE CHE LE SCIE CHIMICHE SONO UN ‘BENE PER IL PIANETA’
     
    http://alfredodecclesia.blogspot.it/2017/06/il-new-york-times-ci-vuole-far-credere.html
     
    Evviva il New York Times che ci viene a dire a tutti che come le scie chimiche non sono poi così male!!! Ma come mai nell’attesa di quest’annuncio ha pensato bene di dirci che non erano reali? 
     
     
    La normalizzazione delle ‘scie chimiche’ è ha già iniziato e se giocano bene le loro carte, dal momento in cui ufficialmente ammettono che hanno già iniziato ad usarle, la gente ‘addormentata’ neanche si farà domande…

     

  47. ronin

      

     
    Chomsky: “Le leggi le fanno le istituzioni finanziarie e le multinazionali”
     
     
    http://www.ilpopulista.it/news/15-Giugno-2017/15495/noam-chomsky-le-leggi-le-fanno-le-istituzioni-finanziarie-e-le-societa-multinazionali.html
     
     

    In questi giorni è uscito il libro di Ernesto Galli della Loggia, editorialista del Corriere della Sera, dal titolo esplicativo sulla decadenza del Paese Italia, “Il tramonto di una nazione. Retroscena di una fine”. Cronaca dei mali e delle disgrazie nostrane che hanno portato al decadimento di una nazione la cui responsabilità è da addebitarsi all’assenza di visione della politica e, udite udite, al trionfo dell’antipolitica. In assonanza col suddetto libro, cioè sulla fine politica, economica, sociale di una nazione, nel 2015 uscì un documentario sull’epilogo del sogno americano. Intitolato “Requiem per il sogno americano. Intervista con Noam Chomsky”, il documentario è stato registrato nell’arco di quattro anni, offrendo un compendio del pensiero politico del filosofo americano. E che suggerisco, per chi non lo avesse ancora visto, di seguirlo su YouTube. Noam Chomsky, linguista, filosofo e teorico della comunicazione, ebreo e antisionista anarchico, nato il 7 dicembre 1928 in Pennsylvania (USA) è da molti considerato il più autorevole intellettuale del nostro tempo. Chomsky esamina la società americana analizzando l’evoluzione del capitalismo dagli anni 60 sino al neoliberismo dei giorni nostri. Il tema affrontato dall’ideologo è quello della democrazia e della diseguaglianza partendo dal passato quando “c’era un reale sentimento di speranza che oggi non c’è più……l’odierna diseguaglianza non ha precedenti, causata dalla esorbitante ricchezza di una ridottissima fascia della popolazione, molto meno del 1%” e aggiungendo che “una simile ineguaglianza ha un effetto corrosivo e dannoso verso la democrazia” Il processo che agevolava la mobilità tra i ceti sociali, il cosiddetto ascensore sociale, e che era la base del sogno americano, è morto. Ma il circolo vizioso è il rapporto tra democrazia e ricchezza. Chomsly sostiene che “la concentrazione della ricchezza produce concentrazione di potere e questo costringe i partiti a dipendere dal denaro dalle grandi aziende.” “Una volta acquisito il potere politico i partiti traducono il sostegno ricevuto in leggi che favoriscono ulteriormente la concentrazione della ricchezza e del potere”. “Già Adam Smith, nell’Inghilterra de 700, erano le classi dominanti quelle che facevano le leggi, che al quel tempo erano i mercanti e i fabbricanti, oggi sono le istituzioni finanziarie e le società multinazionali” Ascoltando l’intervista di Chomsky si possono riscontrare molte analogie con le cause del tramonto del Belpaese. Per effetto della globalizzazione (accresciuta per il rapporto di sudditanza politica con gli USA) l’Italia rientra nelle medesime patologie della società americana. Con l’aggravante che l’Italia ha adottato la moneta unica, l’Euro. E “senza la corretta struttura politica è una ricetta per il disastro” così ha affermato ultimamente lo storico americano.

     
     

  48. ronin

      

     
    Record di crimini commessi dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati (USA e GB) nello Yemen
     
    http://www.controinformazione.info/record-di-crimini-commessi-dallarabia-saudita-e-dai-suoi-alleati-usa-e-gb-nello-yemen/
     
    di   Luciano Lago
     
    Secondo il rapporto pubblicato dal “Legal Center for Rights and Development” (ONU),  sono 33.395 morti e feriti, il bilancio in 800 giorni di aggressione e bombardamenti fatti dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati sullo Yemen.
    Il rapporto, pubblicato il Lunedì dal Legal Center per i Diritti Umani, ha fornito una dettagliata informativa del totale delle vittime, di cui 2.689 erano bambini, 1.942 donne e 7.943 uomini.
     
    Tutti erano civili rimasti vittime dei bombardamenti indiscriminati che l’Arabia Saudita ha effettuato con l’indispensabile supporto logistico e di intelligence svolto delle Forze USA ed della Gran Bretagna, principali fornitori di armamenti alla Monarchia Saudita.
     
    I 20.820 feriti includono 2.541 bambini, 2115 donne e 16.164 uomini, mentre la cifra degli sfollati yemeniti costretti a lasciare le loro abitazioni bombardate è arrivata più di 2.500.000 persone, precisa il rapporto citato anche dallo Yemen Press.
     
    In questo rapporto si sottolinea che i bombardamenti sauditi hanno colpito e distrutto, dall’inizio del conflitto, almeno 775 scuole e contri educativi e 114 istituti di Istruzione superiore. La pubblicazione aggiunge che 26 centri di stampa sono stati distrutti dalle incursione aeree dell’aviazione di Rijad e ben 404.484 abitazioni civili, 746 moschee sono state polverizzate dai bombardamenti.
     
    Riguardo alle infrastrutture, nel corso degli attacchi dell’Arabia Saudita contro lo Yemen , sono state distrutte anche 162 centrali di energia elettrica e 368 depositi di acqua potabile, 353 centri di telecomunicazione, 294 fra ospedali e centri medici , oltre a 163 edifici governativi che hanno subito danni rilevanti. L’Arabia Saudita ha diretto i suoi attacchi anche contro 2762 mezzi di trasporto pubblico, 528 depositi di alimenti, 242 depositi cisterna, 15 aeroporti, 14 porti, 1733 strade e ponti, 318 stazioni di carburante e 552 mercati, secondo la contabilizzazione fatta dalle autorità e dal centro legale internazionale.
     
     
    L’offensiva dell’Arabia saudita contro il più povero paese del Medio Oriente dura dal Marzo del 2015, in un tentativo della monarchia saudita di riportare al potere l’ex presidente fuggitivo dello Yemen, Abdu Rabu Mansur Hadi, stretto alleato dei monarchi sauditi. Una guerra illegale ed immorale che, secondo l’ONU, ha prodotto più di 12.000 vittime ed immense distruzioni nel paese arabo.
     
    …ecc…

     

  49. ronin

      

     
    Non esiste il diritto di essere italiano, esistono ordini a cui obbedire. E tempi rapidi per farlo
    Di Mauro Bottarelli
     
    https://www.rischiocalcolato.it/2017/06/non-esiste-diritto-italiano-esistono-ordini-cui-obbedire-tempi-rapidi-farlo.html
     
    Mi basterebbe una semplice domanda per far crollare l’intero impianto ideologico della legge sullo ius soli: se questo provvedimento è tanto urgente perché legato a una questione di sacrosanti diritti negati, perché per giustificarlo si utilizza la chiave demografica e pensionistica? E’ un diritto delle persone o una necessità di cassa dell’INPS? Le due cose, come vedete, non collimano. Ma si sa, la retorica del “già oggi ci stanno pagando le pensioni” è collaudata, funziona meravigliosamente nei salotti televisivi: anche perché la gente non si prende la briga e l’onere di andare a vedere la reale situazione dell’INPS e il dato delle rimesse estere. Ma questa è un’altra storia. Che sia tutta una questione di fumo negli occhi, d’altronde ce lo dimostra la cronaca: cosa è rimasto delle giornata di ieri? La protesta di CasaPound fuori dal Senato e quella della Lega Nord dentro l’Aula, con cotè di ministro dell’Istruzione che finisce in infermeria per una botta al gomito. Ma tranquilli, Valeria Fedeli in tempo reale ha fatto sapere su Twitter di stare bene e di non aver paura delle provocazioni di chi si frappone sulla strada dei diritti. E come mai la Fedeli è così centrale in questa vicenda?

    Perché la legge sullo ius soli si divide in due parti e la seconda fattispecie fa riferimento al cosiddetto ius culturae, ovvero la possibilità di ottenere la cittadinanza dopo un ciclo di studi completo. Insomma, ius soli per i figli di stranieri che nascono nel nostro Paese e ius culturae per chi va a scuola con profitto e ottiene il proverbiale pezzo di carta. Paradosso vuole che, curriculum alla mano, se la Fedeli fosse straniera, rientrerebbe a malapena nella seconda categoria. Ma tant’è, fa il ministro dell’Istruzione. E’ tutta ideologia, pura e semplice. Dei diritti degli stranieri non frega un cazzo a nessuno, in realtà, anche perché una legge che preveda la possibilità di richiedere la cittadinanza dopo 10 anni di permanenza in Italia, c’è già: l’unico comun denominatore qui è la fretta. Fretta di avere una nuova base elettorale, fretta d avere un nuovo esercito industriale di riserva tramite i migranti, fretta di disgregare il più possibile la società in nome del diverso che, per paradosso, garantisce l’omogeneizzazione del globalismo. Riconoscere i diritti di tutti per rispondere a un unico diritto totalizzante: quello del mondialismo apolide e liberista.

    “Non esiste appellativo più importante nella nostra democrazia di cittadino australiano. E noi non dovremmo scusarci per il fatto di chiedere a chi viene qui per unirsi alla famiglia australiana di farlo come patriota australiano, legato ai valori che ci definiscono, legato ai valori che ci uniscono. Il nostro successo come società multiculturale è basato su fondamenta forti che includono la fiducia dei cittadini australiani nel fatto che il loro governo – e lui solo – determini chi possa venire in Australia”. Parole e musica, non più tardi di un mese fa, di Malcom Turnbull, primo ministro australiano, nel corso della presentazione della nuova legislazione – restrittiva rispetto alla precedente – riguardante la cittadinanza. Detto fatto, la trasmissione “The Drum” della ABC Australia ha scatenato una sorta di crociata al riguardo, arrivando a una vera e propria campagna di demonizzazione di quelle parole, bollate dagli ascoltatori come “fasciste” e “degne di Donald Trump”.

    ecc…

     

  50. ronin

      

     
    AGLI ISRAELIANI PRUDE LA VOGLIA DI GENOCIDIO …
    Maurizio Blondet 16 giugno 2017
     
        http://www.maurizioblondet.it/agli-israeliani-prude-la-voglia-genocidio/
     
    E’ successo martedì al checkpoint di Mevo Dotan.  Una ragazzina palestinese, quasi una bambina, avanza verso il posto di blocco.  Diranno che ha tentato di accoltellare un soldato; nel video ripreso non si vede né la lama né l’accoltellamento. Si vede invece che la ragazzina fugge, e due agenti israeliani che la inseguono a tutta velocità.  Adesso la bambina è  stesa sull’asfalto, si contorce, le hanno sparato. Gli armati attorno   a lei –  soldati, ma anche un tizio armato in shorts  e sandali, evidentemente un “colono”  –   non la finiscono; si godono la scena   del suo dissanguamento. Mentre la scolara geme e si torce, a terra, i gloriosi ebrei la insultano:  “Muori, figlia di troia”. “Fuck  You”. “Crepa, soffri, khaba” (arabo per “puttana” ).  Nel video si sente qualcuno chiedere: “Ma dov’è il coltello?”.
    “Muori, troia!”.
     
    Si chiamava  Nouf Iqab Enfeat,  Aveva 16 anni, veniva dal villaggio di Yabad, presso Jenin,  Cisgiordania. Dicono che  avesse “leggermente  ferito” uno dei soldati.
     
    Il punto  è che si moltiplicano questi fatti, che rivelano uno stato d’animo accentuatosi  nella soldataglia di Tsahal  in questi ultimi tempi: il piacere sadico di assassinare,  anche gratuitamente,  esseri inferiori. Coscienti che i loro superiori non li puniranno per così poco.
     
    Gratuitamente, il venerdì  8 giugno, un cecchino israeliano ha  sparato  contro palestinesi che manifestavano  – attenzione , non in Israele, ma al di là del Muro, preso Jabalia,  Striscia di Gaza, nord. Siccome i  soldati erano separati dai manifestanti dal Muro, non  c’era alcun pericolo di alcuna “aggressione”, è stato puro piacere di assassinare inermi. Il cecchino israeliano, coi suoi colleghi, hanno sparato dalla torre di sorveglianza al di qua del Muro. Sparato per uccidere: Aa’ed Khgamis, 35 anni, è stato fulminato con un proiettile reale alla testa. Altri miriadi di proiettili hanno ferito altre decine di palestinesi.  Questa di  sparare con pallottole  vere contro manifestanti è diventata una allegra abitudine del glorioso, eroico Tsahal.   Glielo lasciano fare, e allora perché no?  La soldataglia ha fatto persino alzare un drone per  spiare la manifestazione  di coloro che – va ripetuto – stavano protestando nel “loro” territorio (bisognerebbe dire: all’interno del loro lager) e non potevano far  male a nessun sangue eletto.  E’ stato puro piacere.
     
    Così, il 15 maggio, hanno ammazzato un pescatore palestinese di 28 anni, Muhammad Majid Baker, non perché avesse aggredito qualcuno degli eletti – ma perché stava pescando. Lo faceva, apparentemente,   oltre  il limite di 6 miglia consentito dai giudei ai prigionieri in Gaza. Va detto che “all’inizio del mese, Israele aveva dichiarato una temporanea espansione dello specchio di mare di Gaza  in cui permette la pesca. Nove miglia al di fuori della costa Sud. Ma ha mantenuto il limite di sei miglia  sulla costa Nord. Così da un  guardacoste hanno sparato al giovane  che probabilmente s’era confuso (inutile ricordare che per gli accordi di Oslo,  anni ’90,  Israele aveva stipulato con l’OLP la pesca fino a 20  miglia dalla riva),  colpendolo al torace. Hanno circondato il piccolo peschereccio ed hanno arrestato l’agonizzante, che infatti è morto qualche ora dopo in un ospedale israeliano.  Poche ore prima dell’assassinio, le formidabili forze navali giudee avevano imprigionato sei pescatori palestinesi e sequestrato due battelli, per lo stesso delitto.
     
    I pescatori di Gaza sono costantemente sotto il fuoco giudaico, che quando………………….

    ecc…