I legami finanziari di Trump con oligarchi russi e mafiosi. Scoop esplosivo dall’Olanda – VIDEO

Tra i partner commerciali di Donald Trump ci sono oligarchi russi e mafiosi condannati, il che potrebbe far ricadere il presidente in una situazione di colpevolezza per una …

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Tra i partner commerciali di Donald Trump ci sono oligarchi russi e mafiosi condannati, il che potrebbe far ricadere il presidente in una situazione di colpevolezza per una serie di accuse legate al reato di associazione a delinquere.

Questa è una delle questioni chiave che saltano agli occhi in un documentario olandese di 45 minuti trasmesso la scorsa settimana, intitolato “The Dubious Friends of Donald Trump, Part 1: The Russians”.

La prima puntata di questa serie di report investigativi, prodotta da Zembla, fa ciò che nessuna rete televisiva americana ha ancora osato fare: compiere un’analisi approfondita sui legami con la criminalità organizzata e sulle corrotte strategie commerciali internazionali usate da Trump e dai suoi partner nella gestione di varie proprietà immobiliari. Le connections tra Trump, il suo genero Kushner, Netanyahu, Putin, la setta Chabad, Leviev e molti altri personaggi di contorno sono documentate con grafici, interviste, documenti di tribunale.

Il documentario (piu’ in basso anche il video di Part 2) comincia con il grattacielo di lusso di Trump a New York nel quartiere di Lower Manhattan a Soho, dove il partner dell’attuale presidente Usa per costruire quel palazzo era Bayrock LLC, il cui investitore principale e’ un oligarca kazako del settore minerario e uno dei manager e’ un mafioso russo (con condanna alle spalle) di nome Felix Sater.

(nella foto in alto sotto al titolo Donald Trump con Tevfik Arif, cittadino del Kazakhstan titolare del Bayrock Group, partner della Trump Organization, e Felix Sater, il russo bi-condannato per mafia).

Il Trump SoHo Hotel (Google Streetview)

“Perché il programma “60 Minutes” (della CBS) ha tralasciato la storia di Bayrock nel 2016? Perché ABC News passò sopra la vicenda della Trump Tower di Soho nel 2015? Perché nessun importante network TV americano ha prodotto un documentario come quello degli olandesi?” si chiede James Henry, un avvocato ‘corporate’ trasformatosi in giornalista investigativo che scrive per DCReport.org. Henry è uno dei numerosi reporter investigativi il cui lavoro sull’impero ombra di Trump viene descritto nel filmato.

Il documentario mostra come Trump non solo ha aiutato a nascondere l’identità mafiosa dei suoi partner in affari, il che ha dato origine a una causa penale attualmente in corso (Trump viene accusato di associazione a delinquere) ma anche come il tycoon abbia usato una crisi aziendale interna coi suoi soci addirittura per chiedere più soldi per se stesso.

Il film mostra poi come gli oligarchi russi abbiano considerato le proprietà di Trump come uno dei canali privilegiati per fare uscire i loro soldi dalla Russia e descrive varie reti finanziarie internazionali molto simili a uno schema perfetto per il riciclaggio di denaro. Trump insomma nel periodo in cui i suoi hotel e casino’ di Atlantic City finirono in bancarotta, fu salvato da russi e kazaki.

Inoltre viene messo in evidenza un altro particolare clamoroso: lo studio legale del consigliere politico e amico personale di Trump, l’ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, ha contribuito a creare un conto bancario allo scopo di riciclare denaro nei Paesi Bassi; il conto e’ stato utilizzato per circa 250 milioni di dollari da Bayrock.

La pista finanziaria descritta nel filmato avalla la tesi secondo cui Trump abbia licenziato il direttore dell’FBI James Comey (vedi articolo qui sotto) proprio perché l’indagine dell’FBI sulla collusione della campagna elettorale di Trump con la Russia stava per gettare luce in questo mondo di business loschi, denaro di oscura provenienza e partner commerciali di dubbia reputazione in cui l’attuale presidente degli Stati Uniti e’ coinvolto.

(segnalato da Cristina Rizzo, grazie)

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Usa, Trump voleva fermare Fbi? Caso da impeachment come il Watergate

Le ultime rivelazioni del New York Times, secondo cui il presidente Usa Donald Trump avrebbe chiesto al capo dell’Fbi James Comey di fermare l’inchiesta sul suo ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, rasentano “la definizione legale di intralcio alla giustizia” e potrebbero giustificare una procedura di impeachment. Lo sostiene il senatore indipendente Usa Angus King.

“Se è vero e confermato penso che si avvicini molto alla definizione legale di intralcio alla giustizia” ha detto King in un’intervista alla Cnn. Il senatore ha aggiunto, rispondendo a una domanda, che questo potrebbe condurre all’impeachment di Trump. “Con riluttanza devo dire di sì semplicemente perchè l’intralcio alla giustizia è un reato grave, e lo dico con tristezza e riluttanza”. King ha detto che la “costituzione è molto chiara” prevedendo l’impeachment di un presidente in caso di “reati o misfatti gravi”.

Parole dure nei confronti del presidente anche dal senatore repubblicano John McCain, che non ha mai risparmiato le critiche a Trump. “E’ un film che abbiamo già visto” ha detto a una cena ufficiale. “penso che sia a un punto in cui è di ampiezza e gravità da Watergate”.

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Usa Today: “In affari Trump chiedeva aiuto a uomini della mafia Russa”

Per espandere il suo impero immobiliare Donald Trump e la sua compagnia si sono rivolti più volte all’aiuto di ricchi uomini d’affari ed oligarchi russi e delle ex repubbliche sovietiche, in molti casi con legami con il crimine organizzato. E’ quanto rivela Usa Today in un’inchiesta in cui, sulla base di carte processuali ed interviste a procuratori federali, si indica che sono almeno 10 gli uomini d’affari ex sovietici con presunti legami con organizzazioni criminali o dedite al riciclaggio.

Le eventuali “russian connection” dell’impero di Trump sono di massimo interesse perché l’Fbi ha in corso un’indagine sulle possibili collusioni tra la campagna presidenziale di Trump ed agenti russi con l’obiettivo di interferire sulle elezioni di novembre. Senza contare che l’inchiesta del quotidiano americani ricorda che Trump e le sue compagnie da decenni hanno rapporti d’affari con i russi, un elemento quindi che suscita domande riguardo ad un possibile conflitto d’interesse riguardo alle politiche degli Usa nei confronti della Russia.

Io non ho affari con la Russia, non ho contratti che si devono realizzare in Russia perché mi sono tenuto lontano e non ho debiti in Russia“, ha detto Trump ai giornalisti lo scorso febbraio. Ma nel 2013 l’allora imprenditore in un’intervista rilasciata al Real Estate Weekly dopo un viaggio a Mosca per incontrare potenziali investitori si vantava di avere “grandi relazioni con molti russi, quasi tutti gli oligarchi erano nelle mia stanza”.

Nella lista degli uomini d’affari russi con legami sospetti di Usa Today – che ovviamente specifica come Trump non sia stato accusato di nessun illecito in relazione a queste persone – spicca il nome di Felix Sater, membro della società che ha sviluppato il progetto del Trump Soho Hotel, finito per un anno in prigione per aver pugnalato in faccia un uomo con un bicchiere rotto in un ristorante di New York nel 1991.

Nel 1998 finisce di nuovo sotto inchiesta per riciclaggio e manipolazioni di mercato con la sua società Bayrock, ma l’inchiesta viene tenuta segreta perché intanto l’immigrato russo era diventato informatore della Cia. Nel 2007 Trump affermò di non essere a conoscenza del passato criminale di Sater, ma anni dopo l’uomo d’affari si recò in Russia con biglietti da visita che lo qualificavano come consulente della Trump Organization. E, dopo che giornali come il Washington Post avevano già raccontato la sua sospetta vicenda, il nome di Sater è tornato sui giornali lo scorso febbraio come uno promotori del piano di pace filorusso per l’Ucraina arrivato sul tavolo di Trump.

E’ stato invece accusato di riciclaggio in Belgio Alexander Mashkevich, imprenditore miliardario kazako del settore delle miniere, che ha anche partecipato al progetto di Soho come finanziatore della Bayrock. Nel 2011 il miliardario è stato accusato, insieme a due suoi partner kazaki, di riciclaggio e truffa in relazione a 55 milioni di dollari di tangenti ricevute da una società belga a metà degli anni novanta. Le accuse sono state poi ritirate quando i tre hanno accettato di pagare un’ammenda.

Il quotidiano poi riferisce di altri personaggi con legami sospetti che hanno acquistato costosissime proprietà in grattacieli e residence di Trump. Un’agente immobiliare newyorkese, Dolly Lenz, ha raccontato ad Usa Today di aver venduto circa 65 “condo”, appartamenti di lusso, del Trump World di Manhattan ad investitori russi, molti dei quali hanno chiesto di incontrare personalmente Trump durante le trattative d’acquisto.

“Tutti volevano incontrare Donald, diventavano molto amichevoli”, racconta ancora Lenz ricordando che alcuni di questi incontri avvenivano alla Trump Tower, altri nei luoghi delle vendite. Interpellata da Usa Today, la Casa Bianca ha trasmesso le domande alla Trump Organization che ha negato ogni contatto diretto con le persone citate nell’articolo. “Le accuse sono completamente senza fondamento – ha dichiarato la portavoce Amanda Miller – la Trump Organization non ha avuto una singola transazione con queste persone e gli appartamenti erano tutti posseduti e venduti da terzi, non da Trump”.

Hanno acquistato residenze di lusso in Florida e Manhattan in edifici di Trump Anatoly Golubchik, Vadim Trincher e Michael Sall, accusati dai procuratori federali di appartenere ad un’organizzazione criminale russo-americana che gestiva siti per le scommesse illegali. I tre lavorerebbero per Alimazhan Tokhtakhounov, descritto come “una figura potente del crimine organizzato dell’ex Unione Sovietica” dai procuratori che l’hanno incriminato per tangenti durante le Olimpiadi del 2002 a Salt Lake City.

Poi ci sono due figure più politiche: come quella di Viktor Khrapunov, ex ministro dell’Energia kazako ed ex sindaco di Almaty, accusato, in un ricorso presentato dai legali della città kazaka nel 2014 ad un tribunale di Los Angeles, di aver acquistato, tre condo alla Trump Soho, insieme ad altre proprietà i California, in Europa ed in Medio Oriente, con centinaia di milioni di dollari sottratti alle casse dello stato. Dalla Svizzera, dove è in esilio, Khrapunov nega ogni accusa dicendosi vittime di persecuzione politica da parte del presidente Nursultan Nazarbayev.

Infine si ritorna alla vicenda ucraina con Peter Kiritchenko, uomo d’affari ucraino, che ha due condo al Trump International Beach Resort in Florida, coinvolto in uno schema di riciclaggio per aiutare l’ex premier ucraino Pavlo Lazerenko a riciclare decine di milioni di dollari ottenuti con estorsioni comprando beni immobiliari di lusso negli Stati Uniti ed in altri Paesi. Nel processo in cui nel 2009 l’ex premier ucraino fu condannato ad otto anni di prigione, ed una multa di 9 milioni di dollari, Kiritencho, definito un “complice” importante del complotto, riuscì ad evitare una condanna pesante testimoniando contro Lazerenko.

 

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7 commenti

  1.   

    Un ‘altra battuta che mi era venuta in mente , ma di politico straniero, è quella di Putin agli imprenditori stranieri: “In russia ci sono opportunità d’investimento anche per chi non è mafioso”. 

    Originariamente inviato da Luca C.: nerio, per quanto in linea di massima io apprezzi molto i tuoi post, mi devi spiegare per quale motivo in merito a una vicenda terribilmente seria, complessa, politicamente esplosiva – roba da impeachment – come quella riportata dall’articolo e dal video in pagina, ti vien voglia di commentare con una riga, riportando alla memoria un personaggio non in gioco nella vita politica attuale, con il solito termine dispregiativo da collegiali usato da voi di destra (il noto salume bolognese), con un accenno a Cina e Russia che nulla ha a che fare con i traffici passati e presenti dell’attuale presidente degli Stati Uniti (intendevi dire che le opportunita’ a cui tu presumi accennasse Prodi erano gli affari con la Mafia russa?). Siccome so che puoi esprimere ben altri giudizi e analisi, se la tua era una battuta… ehmmm, forse avresti potuto risparmiartela, se invece era un’osservazione seria, beh, no comment. Per favore cerchiamo il piu’ possibile di fare un lavoro utile a tutti gli utenti, elevando piu’ che abbassando il tono del discorso e del dibattito via post, nel marasma e bla bla bla generale in cui tutto diventa melassa indistinta. Con stima LC PS: guardando il video sugli affari di Trump si rimane di stucco, ovviamente nessun sito italiano ha ripreso il nostro scoop (o meglio la citazione dello scoop originale olandese)   

     

  2.   

    Ho dedicato un po’ di tempo per cercare anime pure tra i personaggi che hanno dominato e dominano la politica U.S.A , ma ahimé non ne ho trovate. Pecunia non olet.
    Con ciò non è mia intenzione difendere l’attuale Presidente, 
    ( non difendo mai i corrotti), ma lo stesso zelo dovrebbe essere rivolta anche ad altri.

  3. Luca C.

      

    nerio, per quanto in linea di massima io apprezzi molto i tuoi post, mi devi spiegare per quale motivo in merito a una vicenda terribilmente seria, complessa, politicamente esplosiva – roba da impeachment – come quella riportata dall’articolo e dal video in pagina, ti vien voglia di commentare con una riga, riportando alla memoria un personaggio non in gioco nella vita politica attuale, con il solito termine dispregiativo da collegiali usato da voi di destra (il noto salume bolognese), con un accenno a Cina e Russia che nulla ha a che fare con i traffici passati e presenti dell’attuale presidente degli Stati Uniti (intendevi dire che le opportunita’ a cui tu presumi accennasse Prodi erano gli affari con la Mafia russa?). Siccome so che puoi esprimere ben altri giudizi e analisi, se la tua era una battuta… ehmmm, forse avresti potuto risparmiartela, se invece era un’osservazione seria, beh, no comment. Per favore cerchiamo il piu’ possibile di fare un lavoro utile a tutti gli utenti, elevando piu’ che abbassando il tono del discorso e del dibattito via post, nel marasma e bla bla bla generale in cui tutto diventa melassa indistinta. Con stima
    LC
    PS: guardando il video sugli affari di Trump si rimane di stucco, ovviamente nessun sito italiano ha ripreso il nostro scoop (o meglio la citazione dello scoop originale olandese) 
     

  4.   

    Era il mortadella che 15 anni fa incitava gli italiani dicendo che russia e cina erano una opportunità?

  5.   

    Personalmente credo che qualsiasi cosa fosse in embrione per poi circolare su obama l’avrebbero soffocata sul nascere i poteri che l’hanno finanziato, fatto eleggere e pure premiato con due ridicoli nobel per la pace (che hanno poi svilito anche il significato di quella onorificenza). Tutto potrebbe risultare più chiaro se le elite e i loro vassalli che comandano il pianeta si fossero zittite il 9 novembre scorso dopo aver presentato e sostenuto una canditata per molti versi peggiore di Trump, ma che avrebbe assicurato a obama appunto il terzo mandato. Cosa non si farebbe per i propri beniamini? Ai cittadini americani daranno a bere tutto quello che vogliono su Trump, ma per noi italiani che abbiamo visto come si può eliminare un premier democraticamente eletto solo per far posto ad un farab…o nominato dalle banche e sostenuto da individui che nulla hanno da invidiare come inettitudine, ingordigia, falsità ai peggiori dittatori della storia, sarà difficile credere che il male oggi sia solo Trump e non la rabbia e i desideri di guerra e rivalsa dei suoi detrattori.

    Originariamente inviato da aglaia: un mondo torbido di affari e loschi individui (mafiosi!) che non si addice a un leader, e sopratutto all’uomo che guida la superpotenza dell’Occidente. Se simili illazioni – e il filmato made in Olanda sembra dettagliato e documentato – fossero circolate ai tempi della Presidenza Obama, posso immaginare la rivolta e le urla. In ogni caso….. la presidenza Trump sta allo zenit, subito prima dell’assoluto anche se lento declino americano, credo che vedremo da ora in poi la parabola discendente del Capitalismo nato negli Stati Uniti.  ps: grazie a nerio e a tutti per i saluti di benvenuto, vero: Aglaia nelle vesti di figlia di Zeus e Eurinome (viva il mondo classico e la mitologia)

     

  6. aglaia

      

    un mondo torbido di affari e loschi individui (mafiosi!) che non si addice a un leader, e sopratutto all’uomo che guida la superpotenza dell’Occidente. Se simili illazioni – e il filmato made in Olanda sembra dettagliato e documentato – fossero circolate ai tempi della Presidenza Obama, posso immaginare la rivolta e le urla. In ogni caso….. la presidenza Trump sta allo zenit, subito prima dell’assoluto anche se lento declino americano, credo che vedremo da ora in poi la parabola discendente del Capitalismo nato negli Stati Uniti. 
    ps: grazie a nerio e a tutti per i saluti di benvenuto, vero: Aglaia nelle vesti di figlia di Zeus e Eurinome (viva il mondo classico e la mitologia)

  7. Elmoamf

      

    Uno di quegli articoli che leggendo… mi frenano dal proseguire la lettura al secondo capoverso.
    E tanto è stato nell’occasione.
    Probabile eccessivo pregiudizio o supponenza la mia ma ci sono almeno due cose (tra i le miriadi che non sopporto) che mi infastidiscono all’eccellenza e queste vanno sovente e tendenzialmente a braccetto tra di loro: Ipocrisia e stupidità.
    Chi infatti confeziona realtà sul Principio dell’ Ipocrisia conta invariabilmente sul Principio della Stupidità per farle affermare nell’opinione pubblica. Quest’ultimo si nutre parassitariamente ed essenzialmente di due fattori determinanti: qualunquismo e superficialità d’analisi… da un lato, arroganza e superbia… dall’altro, ignoranza, tracotanza ed egoismo… da un terzo, conformismo e s’indrome d’appartenza pena esclusione dal branco… da un quarto, senso di privazione e istinto animale di sopravvivenza… da un quinto e via di seguito discorrendo delle necessità umane di avallare tesi spesso evidentemente costruite a tavolino per giustificare le proprie necessarie opinioni.
    Opinioni che assumono lo spessore di un registro programmato per chi è in grado di gestire le leve del comando e che per ruolo prescritto ed elitario ha una vocazione naturale nell’esporre i fatti secondo “convenienza”.
    Opinioni che gestano e si formano come embrioni procrealmente assistite nelle coscienze acquiescenti, incapaci di sviluppare una propria autonomia critica del pensiero.
    Con ciò non voglio in alcun modo porre su di un gradino inferiore o superiore alcuno rispetto ad una definitivamente acquisità perspicacia o supremazia intellettuale… il punto su cui riterrei o meglio desidererei invece si riflettesse imprescindibilmente è sulla “genesi” delle informazioni ossia sulle costruzioni inevitabilmente artificiose delle opinioni pubbliche… perché è solo attraverso l’emancipazione del pensiero critico che quel famoso Cammello potrà attraversare la Cruna biblica dell’Ago ed una nuova speranza potrà finalmente fluire tra queste trisi e malinconiche genti umane or ora irrimediabilmente perse in questa diseredata Civiltà Moderna.
    Saluti.
    Elmoamf