Malta, eliminata giornalista. Indagava su ‘Panama papers’ e ‘Malta files’

Una bomba telecomandata. Daphne Caruana Galizia accusava di corruzione il primo ministro maltese, Joseph Muscat.

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Una giornalista maltese, la 53enne Daphne Caruana Galizia, è rimasta uccisa nell’esplosione dell’auto su cui viaggiava. Non è chiaro che cosa abbia causato la deflagrazione, ma si sa che la cronista aveva ricevuto minacce di morte, tanto da presentare denuncia quindici giorni fa. La cronista aveva indagato sugli scandali finanziari “Panama papers” e “Malta files”.

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La ricostruzione – Secondo quanto riportano i media locali, la polizia ha identificato l’auto della donna intorno alle tre del pomeriggio. La potenza dell’esplosione ha sbalzato il veicolo fuori strada, sparpagliandone i detriti nell’area circostante. Anche il corpo della vittima è stato trovato fuori dall’abitacolo e non è ancora stato riconosciuto ufficialmente. La tragedia si è consumata a Bidnija, luogo di residenza di Galizia, nelle vicinanze della sua abitazione.

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Indagava sugli scandali finanziari – La reporter, specializzata in giornalismo investigativo, era nota per le accuse di corruzione rivolte al primo ministro maltese, Joseph Muscat. Secondo la giornalista, dietro la compagnia pertrolifera Egrant, una delle aziende coinvolte nel caso “Panama papers” ci sarebbe la moglie del premier, Michelle. Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, Galizia avrebbe indagato anche sul dossier “Maltafiles”, lo scandalo finanziario che vede coinvolti alcuni personaggi pubblici italiani. Al centro di entrambe le inchieste due Paesi, Malta e Panama, diventati i “paradisi per gli evasori del Fisco.

Malta, uccisa la giornalista Daphne Galizia: indagava sui "Malta files" e i "Panama papers"

Giornalista coraggiosa – Dopo aver lavorato per anni nel mondo della carta stampata (Sunday Times of Malta, Malta Indipendent, Taste&Fair) Galizia aveva destato scalpore con gli articoli postati sul suo blog personale, Running Commentary. Il sito, uno dei più letti a Malta, ospita inchieste giornalistiche e riflessioni personali. Un giornalismo “senza censure”, non privo di attacchi personali, che le ha causato non pochi guai giudiziari.

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Il successo – La sua popolarità aveva attirato l’attenzione dei media internazionali. Nel 2016 era stata inserita dal quotidiano statunitense Politico nella lista delle “ventotto persone che stanno modellando e scuotendo l’Europa” dopo il suo scoop sul coinvolgimento di Konrad Mizzi e Keith Schembri, due politici maltesi di primo piano, nello scandalo Panama papers.

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Le reazioni – L’uccisione della giornalista ha destatato sdegno in patria e all’estero. Anche i suoi oppositori si sono affrettati a condannare l’attacco: “Tutti sanno quanto Galiza fosse critica nei miei confronti – ha detto il premier, Joseph Muscat – ma nessuno può giustificare questo atto barbaro”. Poi ha ricordato il suo impegno a favore della libertà di espressione: “Nel nostro Paese chiunque ha il diritto di dire e scrivere ciò che pensa“, ha rimarcato. Anche il presidente della Repubblica maltese, Marie-Louise Coleiro Preca, ha porto le condoglianze al marito e al figlio della vittima: “In questo momento, proprio mentre il Paese è scioccato da un crimine così feroce, invito tutti a misurare le parole, a non dare giudizi affrettati, a mostrare solidarietà”.

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1 commento

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    Se non avessi letto l’articolo non avrei saputo di questo omicidio mafioso, perchè di mafia si tratta quando  si vogliono chiudere labbra e occhi con le bombe. Chissà a cosa sarebbero arrivate le nostre vittime di stato: Dalla Chiesa Falcone Borsellino il giornalista Di Mauro e sono solo quelli che mi vengono in mente su due dita. Questa coraggiosa martire giornalista si intuisce a quanti avrà pestato i piedi e probabilmente a quanti altri va di lusso ora che non potrà più scrivere parlare informare il popolo. Ecco cosa è il populismo informare il popolo, aprirgli gli occhi, ma ovviamente chi li vuole chiusi ha tutti i mezzi e in ultima anche le bombe dalla sua. Poi i violenti sarebbero i catalani!