Nord Corea, la Russia ‘preoccupata’ invita ad astenersi da provocazioni

Il Cremlino è “molto preoccupato” per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino …

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Il Cremlino è “molto preoccupato” per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio. Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov (nella foto a sinistra, con Putin).

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“E’ con grande preoccupazione che stiamo guardando l’escalation delle tensioni nella penisola coreana: invitiamo tutti i paesi a dar prova di moderazione e ammoniamo contro qualsiasi azione che potrebbe portare a misure provocatorie”.

Lo riporta la Tass.

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La Russia considera l’obiettivo dell’occidente di cambiare regime in Corea del Nord inaccettabile. “I paesi occidentali spesso non nascondono il loro obiettivo finale di eliminare il sistema politico della Corea del Nord. Questo significa eliminare una sovranità della Corea del Nord – ha detto l’ambasciatore della Federazione a Pyongyang Nord Alexander Matsegora – . Un tale approccio è inaccettabile”.

E aggiunge: “Naturalmente, stiamo facendo gli sforzi per riprendere i negoziati. Stiamo lavorando con i nostri colleghi coreani, con i partner degli Stati Uniti. Un passo avanti e due indietro” rendono impossibile determinare quando i sei paesi si potranno sedere al tavolo dei negoziati.

Fronte asiatico e venti di guerra. Il clima si fa sempre più incandescente e per il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, Stati Uniti e Corea del Sud da una parte e Corea del Nord dall’altra stanno creando “un’atmosfera potenzialmente pericolosa” e un conflitto in Corea del Nord “potrebbe scoppiare in qualsiasi momento”. Una guerra che, secondo il capo della diplomazia cinese in una conferenza stampa a Pechino con il suo omologo francese Jean-Marc Ayrault, non avrebbe vincitori.

Chiunque provocherà una guerra in Corea, ha detto,  “dovrà assumersi una responsabilità storica e pagarne il prezzo”. Inoltre, ha continuato, “il vincitore non sarà colui che mantiene le posizioni più dure o che mostra di più i muscoli. Se una guerra avrà luogo, il risultato sarà una situazione nella quale nessuno uscirà vincitore”. “Il dialogo – ha concluso – è la sola via”.

Gli scenari possibili. L’ipotesi di un raid contro il nucleare nord coreano, secondo altre fonti, non è la prima scelta americana. Resta in piedi l’opzione – finora più seguita – dell’inasprimento ulteriore delle sanzioni contro la Nord Corea, magari anche con un possibile appoggio, o una neutrale astensione, da parte della Cina.

Il portavoce del Pentagono, a cui è stato chiesto di esprimere la posizione ufficiale del comando strategico americano, ha risposto solamente che “tutte le opzioni sono al vaglio dei vertici militari e che comunque non è possibile anticipare o discutere eventuali future operazioni relative agli scenari che si possono profilare in Corea”. Altri funzionari della Difesa hanno definito “pericolosa” l’indiscrezione della Nbc, definendo il rapporto citato dall’emittente come “un’ipotesi pazzesca”.

D’altro canto, un alto responsabile militare americano ha detto ieri, sotto anonimato, che la Difesa Usa sta valutando tutte le opzioni militari, non in relazione al fatto se Pyongyang effettuerà o no un esperimento nucleare a breve o il lancio di altri missili balistici, ma “quando questo avverrà”. Secondo l’alto ufficiale, infatti, non ci sono dubbi che nelle prossime ore o giorni la Corea del Nord “farà nuove provocazioni”.

In questo senso, è arrivato l’annuncio del vicepresidente Mike Pence di un suo viaggio a Seul domenica prossima, proprio per discutere con il governo sud coreano le implicazioni di eventuali nuove violazioni delle sanzioni sancite dall’Onu nei confronti della Corea del Nord per i test nucleari e i lanci di missili balistici.

Giappone: Tokyo adegua piani di sicurezza. Il rischio che nella penisola coreana scoppi un conflitto preoccupa non poco il governo giapponese, che sta lavorando per pianificare i passi da fare in tale eventualità, scrive l’agenzia di stampa nipponica Kyodo. Secondo le fonti governative interpellate dall’agenzia, il consiglio di sicurezza nazionale di Tokyo ha discusso un piano per l’evacuazione dei giapponesi – circa 60mila – dalla Corea del Sud, la quale si troverebbe in prima linea ed esposta a un’eventuale rappresaglia nordcoreana a un attacco Usa. Verrebbe effettuata attraverso l’invio di aerei e navi. L’altro fronte sensibile per Tokyo è quello dei rifugiati che si riverserebbero sulle sue coste e che potrebbero usati da agenti nordcoreani per infiltrare il territorio nippponico.

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1 commento

  1.   

    In questi anni incerti darei lo scettro della sicurezza mondiale alla Russia di Putin, non perchè siano i più saggi in assoluto, ma perchè hanno dimostrato più sangue freddo, in particolare il leader che hanno scelto per la loro rinascita/riunificazione. Credo sia una sensazione condivisa che non è determinata da simpatie politiche, ma semplicemente dai fatti.