Da New York a Scampia per studiare la criminalità napoletana

Un gruppo di studenti dell’università di criminologia Usa ha visitato il quartiere di “Gomorra” per capire il contesto socio-economico in cui si sviluppa la malavita e come sono …

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Un gruppo di studenti dell’università di criminologia Usa ha visitato il quartiere di “Gomorra” per capire il contesto socio-economico in cui si sviluppa la malavita e come sono gestiti i beni confiscati alla camorra.

Gli studenti dell’Università di criminologia di New York visiteranno Scampia e i mutamenti sociali degli ultimi anni. I docenti e quaranta laureandi, dopo aver fatto tappa a Firenze, venerdì 4 marzo, hanno trascorso l’intera giornata a Napoli.

vele scampia

Sono stati accolti dai volontari dell’associazione (R)esistenza, presso l’officina delle Culture di via Ghisleri. Tra le finalità di questa iniziativa lo studio della gestione dei beni confiscati alla camorra. Questo è il terzo anno consecutivo che si ripete il progetto. «Guideremo gli studenti – aveva spiegato alla vigilia Ciro Corona, presidente della cooperativa sociale ( R)esistenza – in un percorso alla scoperta del quartiere. Analizzando i profondi cambiamenti di una realtà che un tempo era caratterizzata dalla presenza di venticinque piazze di spaccio mentre oggi ce n’è una soltanto». Conosceranno gli obiettivi del Gridas, partendo dalle finalità del Carnevale fino ad arrivare alla funzione dei murales e al costante impegno sul territorio. Hanno avuto un confronto diretto con i dirigenti del commissariato di polizia che hanno illustrato le attuali condizioni di vita del quartiere. «Tra gli appuntamenti più rilevanti – evidenzia Corona – le condizioni delle vele. Non più fortino della camorra, ma simbolo del degrado e dell’abbandono delle istituzioni locali».

Gli studenti americani hanno potuto inoltre monitorare il progetto Maddaloni dello Star Judo Club che da anni mira al recupero dei giovani, abbracciando insieme i principi dello sport e della legalità. La curiosità e l’interesse dell’ateneo americano per la realtà napoletana nacquero qualche anno fa quando il New Tork Times dedicò un’intera pagina al fenomeno Scampia e al laboratorio sociale avviato soprattutto dalle centoventi associazioni presenti sul territorio.

Nel corso della giornata la delegazione universitaria ha conosciuto la storia dell’ex istituto professionale di via Ghisleri che dopo sette anni di abbandono è stato bonificato grazie ai volontari e al sostegno di alcuni imprenditori del Nord, soprattutto dell’Emilia Romagna. Oggi l’officina delle Culture “Gelsomina Verde” è un laboratorio socio culturale in continuo movimento. Si lavora per le prossime imminenti inaugurazioni di un centro di accoglienza che ospiterà sei minori e del ristorante pizzeria sociale che proporrà i prodotti coltivati e realizzati nei terreni di Chiaiano confiscati alla camorra.

Corona sottolinea che Scampia non è più la drammatica realtà di un tempo e con orgoglio conclude «Prima eravamo al primo posto in Europa per tasso di disoccupazione, oggi siamo al terzo. I sacrifici e gli sforzi di questi anni cominciano davvero a vedersi». Quarantamila abitanti, oltre centoventi associazioni impegnate sul territorio. Il riscatto sociale di questa terra diventa materiale prezioso per i futuri criminologi americani.

Fonte: Napoli Today

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