Pancreas artificiale, la Fda americana autorizza la sperimentazione

Una decisione che preannuncia grandi svolte per la ricerca medica e, soprattutto, la battaglia per il miglioramento della qualità della salute e della vita dei cittadini. Gli Stati …

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Una decisione che preannuncia grandi svolte per la ricerca medica e, soprattutto, la battaglia per il miglioramento della qualità della salute e della vita dei cittadini. Gli Stati Uniti concedono il disco verde ad una pratica finora bloccata, ma che potrà essere d’aiuto a chi soffre.

Una vera rivoluzione nella vita dei milioni persone che convivono con il diabete. La Food and Drug Administration, l’agenzia americana che regola il mercato dei farmaci, ha approvato il primo pancreas artificiale, che renderà più semplice la terapia per i malati di diabete di tipo I o del diabete giovanile.

Si tratta di un apparecchio che monitora in modo automatico i livelli di glucosio nel sangue, rilasciando di conseguenza la giusta quantità di insulina, senza che i pazienti debbano quindi iniettarsela attraverso delle siringhe o delle penne. In pratica misura il glucosio ogni cinque minuti e automaticamente somministra o trattiene l’insulina.

Il dispositivo, che si chiama Medtronic MiniMed 670G, dispone di un glucometro con sensore sottopelle e di un microinfusore, che interagiscono grazie a un algoritmo capace di regolare e governare la lettura degli zuccheri nel sangue. Il sistema ha lo scopo di replicare, almeno in piccola parte, il funzionamento naturale del pancreas, che regola i livelli di glucosio nel sangue attraverso il rilascio di insulina.

Il sistema è composto da un sensore che si attacca al corpo per misurare il glucosio sotto pelle, una pompa di insulina che si può agganciare alla cintura, e un cerotto ad infusione, collegato alla pompa con un catetere per il rilascio di insulina. L’apparecchio è stato autorizzato per i pazienti dai 14 anni in su, ma l’azienda produttrice sta lavorando ad uno strumento simile anche per i bambini dai 7 ai 13 anni.

«È la prima tecnologia di questo tipo – precisa Jeffrey Shuren, direttore del Centro di apparecchi e radiologia sanitaria dell’Fda – e può dare ai malati una maggiore libertà nella vita di tutti i giorni, senza doversi monitorare costantemente e manualmente il glucosio e farsi iniezioni di insulina».

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