TV russa di Putin avverte gli Usa: quel che fate ha implicazioni ‘nucleari’

Un anchor della televisione russa, soprannominato il “capo della propaganda del Cremlino”, ha messo in guardia gli Stati Uniti sul fatto che qualsiasi “comportamento impudente” di Washington verso …

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Un anchor della televisione russa, soprannominato il “capo della propaganda del Cremlino”, ha messo in guardia gli Stati Uniti sul fatto che qualsiasi “comportamento impudente” di Washington verso Mosca potrebbe avere implicazioni “nucleari”.

Dmitry Kiselyov (nella foto), che è stato nominato da Vladimir Putin a capo dell’agenzia di informazione di proprietà del governo Russia Oggi, nota anche come Russia Today, ha lanciato l’avvertimento nell’edizione di lunedi notte del suo programma di punta di attualità Vesti Nedeli (Notizie della settimana).

Le relazioni tra i due paesi hanno toccato un nuovo minimo venerdì scorso dopo che Washington ha accusato Mosca di ‘crimini di guerra’ a seguito di un bombardamento continuo della città siriana assediata di Aleppo, dove almeno 250.000 persone ancora vivono nella parte orientale in mano ai ribelli.

Sabato, la Russia ha posto il veto a una mozione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva la fine immediata della campagna di bombardamenti ad Aleppo. Una mozione contrapposta presentata dalla Russia è stata respinta nel corso della riunione del CdS dell’Onu, chiedeva un nuovo cessate il fuoco, senza menzionare esplicitamente il bombardamento.

Kiselyov ha detto nella sua trasmissione che vi era stato un “cambiamento radicale” nel rapporto tra Russia e Stati Uniti nelle ultime settimane, stando a quanto riporta la BBC.  “Il discorso ad alta voce fatto a Washington di un ‘Piano B’ per la Siria. Tutti capiscono che cosa questo significa: forza militare diretta in Siria “, ha detto l’anchor di fiducia di Putin.

Durante il programma un portavoce del ministero della Difesa russo ha avvertito anche che i bombardieri degli Stati Uniti non devono colpire l’esercito siriano. “Li abbattiamo”, ha commentato Kiselyov.

Kiselyov è una pedina fondamentale nelle operazioni mediatiche della Russia ed è stato descritto dai media russi  come un “militante anti-occidentale” e “capo della propaganda” del paese. Egli è anche soggetto specifico delle sanzioni economiche imposte da Ue e Usa.

In passato si è vantato che la Russia è l’unico paese “veramente in grado di trasformare gli Stati Uniti in cenere radioattiva” e ha sostenuto l’anno scorso: “In Siria, l’America sta sul fronte che appoggia il califfato terrorista”.

I suoi più recenti commenti vengono diffusi mentre la Russia rafforza la sua presenza militare nelle regioni del Mediterraneo e del Baltico.  La Russia ha recentemente implementato il sistema di missili anti-aerei S-300 in Siria e ha inviato  dalla Flotta del Mar Nero al Mediterraneo tre navi da guerra armate di missili cruise Malakhit.

Sabato scorso, Mosca ha confermato che ha cominciato a muovere i missili Iskander-M con capacità nucleare in Kaliningrad, un atto che la Polonia ha definito una questione della “massima preoccupazione”.

Il ministro degli esteri tedesco ha affermato che le tensioni che montano tra Stati Uniti e Russia hanno portato ad una situazione geopolitica globale che è “più pericolosa” rispetto alla guerra fredda.

In un editoriale pubblicato per il giornale tedesco Bild, Frank-Walter Steinmeir ha scritto: “E ‘un errore pensare che questa situazione è come la guerra fredda. I tempi attuali sono diversi e più pericolosi”.

L’ex ministro del governo UK Andrew Mitchell paragonato le azioni della Russia nel conflitto siriano a quello dei nazisti prima della seconda guerra mondiale, dicendo che la Russia ha “triturato” il diritto internazionale, fornendo supporto militare per la campagna di bombardamento dei quartieri ribelli al presidente siriano Bashar al-Assad.

Sia Mosca che Damasco negano di aver colpito e preso di mira deliberatamente i civili, e danno la colpa della situazione all’appoggio degli Stati Uniti ad al-Qaeda alleata nei combattimenti alle fazioni anti-governative siriane, mentre ad Aleppo la violenza continua.

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