Peter Thiel, lo sponsor che vuole J.D. Vance 48° presidente degli Stati Uniti

Una biografia analizza la figura di Peter Thiel, l'oligarca tecnologico che, con Palantir, colosso leader nella sorveglianza, controllo e schedatura dati, sta ridisegnando il potere della destra americana guidando l'ascesa politica del n. 2 della Casa Bianca nel dopo-Trump.

di Luca Ciarrocca

Due parole per ricordare, a chi ancora non lo sa, che è in tutte le librerie e gli store online il mio ultimo libro “L’anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel” (FuoriScena – marchio di RCS MediaGroup), biografia di uno degli uomini più potenti d’America. I riscontri dopo pochi giorni di vendite sono ottimi perché il tema del libro è attualissimo. Thiel cofonda PayPal, è tra i primi a scommettere sul dominio digitale di Facebook e Airbnb ed è socio di Elon Musk in SpaceX.

Con Palantir Technologies diventa il vero oligarca occulto degli Stati Uniti, un’azienda che è oggi leader nel controllo algoritmico delle reti: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report), fino alla guerra a Gaza dell’IDF e alle azioni delle squadracce dell’ICE.

Soprattutto, questo libro racconta l’uomo dietro un disegno politico preciso. L’investitore che per primo sostiene Donald Trump rompendo nelle elezioni del 2016 il fronte progressista della Silicon Valley e che fa di J.D. Vance il suo capolavoro, guidandolo da sconosciuto di provincia ai vertici della Casa Bianca e forse a diventare il 48° presidente degli Stati Uniti.

Anticonformista, giocatore di scacchi, ossessionato dal rapporto tra libertà e potere e dal sogno di superare i limiti della vita umana, Thiel, lontano dai riflettori, decide il futuro del capitalismo tecnologico e della destra americana. L’obiettivo è ridisegnare la mappa del potere nel dopo-Trump.

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