Cina, corruzione e spionaggio nucleare: Xi Jinping fa arrestare un generale

Una purga ai vertici dell’Esercito scuote Pechino e rilancia l’ombra di una resa dei conti interna.

Notizie ad alto potenziale da Pechino nel fine settimana: secondo una serie di indiscrezioni rilanciate negli Stati Uniti, ai vertici delle Forze armate cinesi sarebbe in corso una purga senza precedenti.

A dare benzina alle voci è Nick Kristof del New York Times — Pulitzer per la copertura di Piazza Tiananmen — che parla di segnali “anomali” e arriva a evocare lo spettro di un possibile golpe : «Qualcosa di grave è accaduto ai vertici militari cinesi, portando a questa epurazione», sostiene.

Sul piano dei fatti riportati, il Wall Street Journal scrive che:

Nella Cina di Xi, anche il generale più potente può cadere. Un veterano di guerra, Zhang Youxia era un tempo considerato l’uomo di maggior fiducia nell’esercito di Xi Jinping. Ora è stato accusato di slealtà verso il Presidente Xi.

Un generale di primissimo livello sarebbe quindi stato rimosso e messo sotto indagine con accuse pesantissime: aver divulgato (venduto?) agli Stati Uniti informazioni sensibili sul programma nucleare della Cina e aver incassato tangenti in cambio di atti ufficiali.

«La rimozione di Zhang significa che ormai ogni singolo membro della leadership corre pericoli reali», ha affermato Jonathan Czin della Brookings Institution di Washington, definendo l’indagine «stupefacente».

Czin, analista di punta della CIA per anni e direttore per la Cina presso il Consiglio per la sicurezza nazionale statunitense nel biennio 2021-2023, ha aggiunto che l’inchiesta segna una «svolta profonda» nella politica cinese.

Il cambiamento risulta straordinario poiché le epurazioni passate colpivano persone con legami deboli verso Xi. Stavolta, l’azione ha travolto quella che Czin definisce la «fascia degli asteroidi» del sistema solare politico di Xi.

Il nome indicato dal Journal è quello di Zhang Youxia, vice presidente della Commissione Militare Centrale e figura storicamente considerata tra le più vicine a Xi Jinping. Il quotidiano afferma che Zhang sarebbe sospettato di aver passato a Washington «dati tecnici fondamentali» sulle armi nucleari cinesi.

Perché la vicenda pesa, se confermata: “decapitando” la catena di comando, Xi manderebbe un messaggio netto sul fronte interno — corruzione, reti di fedeltà trasversali e fuga di segreti di Stato come minacce esistenziali — anche in vista dell’obiettivo strategico su Taiwan, osserva ancora il Wall Street Journal.

E c’è una frase che fotografa l’eccezionalità del momento: «Questa mossa non ha precedenti nella storia dell’esercito cinese e rappresenta il totale annientamento dell’alto comando», ha dichiarato Christopher Johnson, a capo del China Strategies Group ed ex analista della CIA, in commenti riportati dal Journal e dal New York Times.

Analisi e approfondimento

Se l’operazione descritta dai media americani rispondesse al vero, saremmo davanti a un terremoto politico-militare. Zhang — per ruolo e anzianità — veniva spesso letto come uno degli ultimi ponti tra Xi e la “vecchia guardia”. Il sospetto di infedeltà attribuito a un presunto uomo di fiducia rafforzerebbe l’idea di un potere che non si sente mai davvero al sicuro: in un simile clima, la macchina decisionale militare rischia di muoversi più lentamente, frenata dalla paura di esporsi.

C’è poi il capitolo intelligence: l’ipotesi che apparati statunitensi abbiano potuto avvicinarsi a informazioni di questa delicatezza — sempre secondo le ricostruzioni circolate — aprirebbe interrogativi sulla tenuta dei dispositivi di sicurezza e, per riflesso, sulla credibilità della deterrenza. In parallelo, una “terra bruciata” interna potrebbe essere letta come la ricerca di obbedienza assoluta prima di scelte cruciali sul dossier Taiwan.

Da qui la domanda che inizia a circolare nelle cancellerie: non solo cosa stia accadendo a Pechino, ma quanto stabile resterà — nel breve periodo — la catena di comando cinese, proprio mentre la competizione strategica con l’Occidente entra nella fase più delicata.

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