Dopo il sequestro da parte di Israele delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali al largo di Cipro, arriva la condanna del governo insieme alla richiesta per “l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati”. Sul caso, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto questa mattina una riunione alla quale hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, sugli sviluppi relativi alla Global Sumud Flotilla, rende noto Palazzo Chigi.
In questo quadro, il governo italiano “condanna il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto ieri sera in acque internazionali al largo delle coste greche” e chiede al governo d’Israele “l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo”, si legge nel comunicato. Il governo ribadisce “il suo impegno per continuare a fornire aiuti umanitari a Gaza nel quadro della nostra cooperazione e nel rispetto del diritto internazionale”, conclude Palazzo Chigi.
Bloccate dagli israeliani nelle acque internazionali davanti all’isola greca di Creta. Si è conclusa così la navigazione di 22 delle circa 70 imbarcazioni di attivisti internazionali diretti a Gaza per portare aiuti umanitari. Dopo la riunione di gabinetto di ieri sulla sicurezza legata alla Flotilla, il premier Netanyahu ha voluto intervenire in modo preventivo, non consentendo alla flotta di avvicinarsi alla Striscia.
“Un vero e proprio attacco contro i civili in acque internazionali” ha denunciato ad Al Jazeera l’addetto stampa della Flotilla, Gur Tsabar, sollecitando “un intervento immediato” da parte dei governi di tutto il mondo per “garantire la sicurezza della Flotilla e per assicurare che il corridoio umanitario verso Gaza possa essere aperto.” Le navi sarebbero state circondate a centinaia di miglia da Israele, in acque territoriali la cui responsabilità spetta alla Grecia, e gli attivisti sarebbero stati minacciati con le armi e arrestati. “Israele non ha giurisdizione in queste acque -. Ha spiegato Tsabar – Intercettare o abbordare queste imbarcazioni equivarrebbe a una detenzione illegale, potenzialmente un sequestro in alto mare”.
La Global Sumud Flotilla ha denunciato inoltre in una nota che le forze israeliane hanno “distrutto i motori e i sistemi di navigazione” delle imbarcazioni e che “i militari si sono poi ritirati, abbandonando intenzionalmente centinaia di civili su navi in avaria e danneggiate, proprio sulla traiettoria di una violenta tempesta in arrivo”. “Inoltre, le comunicazioni con diverse imbarcazioni sono state interrotte, impedendo loro di coordinarsi o di chiedere aiuto”, hanno aggiunto.
È il caso della nave Tamtam (Al Bassa), dove gli israeliani sono saliti a bordo, hanno danneggiato motori, vela e mezzi di comunicazione lasciando l’equipaggio di 7 persone sulla barca alla deriva. “Un’azione che mette a serio rischio la vita dell’equipaggio – ha spiegato al Sole 24 Ore Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla – soprattutto alla luce del fatto che sta arrivando una bufera. Altre navi della Flotta sono infatti tornate in mare per soccorrere i colleghi”.
Dopo l’abbordaggio delle 22 imbarcazioni, le forze israeliane hanno arrestato 175 attivisti che sarebbero in navigazione verso Israele. Tra gli arrestati 21 dei 57 italiani che hanno partecipato alla missione, una trentina di spagnoli e 20 turchi. Il Governo italiano ha condannato il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e chiesto al Governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo.
