Guerra fredda USA-Cina sulle big tech: il Pentagono mette Alibaba, Baidu e BYD nella “lista nera” militare

La mossa di Washington allunga la lista delle grandi aziende tecnologiche della della Cina che collaborano con l’apparato militare di Pechino. Il provvedimento del Ministero della Guerra americano colpisce i campioni dell'intelligenza artificiale e complica il vertice Trump-Xi previsto per aprile.

(Bloomberg) – Il Pentagono ha aggiunto Alibaba Group, Baidu e BYD alla lista delle società che collaborano con l’apparato militare cinese. Una mossa che suona come un pesante avvertimento formale del governo statunitense verso gli investitori, pur non comportando, per il momento, ripercussioni legali dirette.

L’inclusione di questi colossi rischia di minare il clima della visita del presidente Donald Trump in Cina, prevista per aprile. L’incontro a Pechino con il presidente Xi Jinping dovrebbe infatti toccare il delicatissimo dossier sull’esportazione dei chip H200 di Nvidia verso la Cina: Alibaba è tra le aziende in prima linea per ottenere questi componenti strategici.

La reazione dei mercati non si è fatta attendere: i titoli di Alibaba quotati a Wall Street hanno perso fino al 5% nelle contrattazioni after-hours di venerdì. Per il gigante dell’e-commerce, impegnato in una serrata competizione globale sull’intelligenza artificiale, la decisione rappresenta una sfida esistenziale. “Non c’è alcun fondamento per includere Alibaba nella lista 1260H”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda. “Non siamo un’azienda militare né facciamo parte di strategie di integrazione civile-militare. Intraprenderemo ogni azione legale necessaria contro questo tentativo di travisare la nostra natura”.

Anche Baidu ha subito il colpo, con i titoli in calo del 4,5%. I portavoce della società non hanno rilasciato commenti immediati al di fuori dell’orario d’ufficio.

La lista, pubblicata per la prima volta nel 2021, comprende ora più di 130 entità accusate di lavorare per l’esercito di Pechino. L’elenco è eterogeneo: dalle compagnie aeree ai colossi delle costruzioni, passando per la logistica e i produttori di hardware e comunicazioni. Già a ottobre, il vicesegretario alla Difesa Stephen Feinberg aveva anticipato l’inserimento di Alibaba, BYD e Robosense in una lettera ai comitati per i servizi armati di Camera e Senato.

Secondo un’analisi dello studio legale Hogan Lovells, finire nel mirino della sezione 1260H comporta “pesanti implicazioni dirette e indirette”: restrizioni sui contratti con la Difesa statunitense, il rischio di essere inseriti in altre liste di sanzioni, danni permanenti alla reputazione e un’impennata dei costi di compliance legale.

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