“Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il quartier generale centrale iraniano di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate, aggiungendo: “Non permettiamo nemmeno a un singolo litro di petrolio di passare attraverso lo Stretto di Hormuz“. Il quartier generale ha aggiunto nella sua dichiarazione che ogni nave che trasporta petrolio ad alleati degli Stati Uniti o di Israele sarà un obiettivo legittimo dell’Iran. “Non si possono abbassare i prezzi del petrolio e dell’energia con la respirazione artificiale”, ha sottolineato la dichiarazione, aggiungendo: “La politica del contrattacco è finita; d’ora in poi la nostra politica sarà un colpo dopo l’altro”.
Spagna revoca l’ambasciatrice in Israele
Il governo spagnolo ha disposto la revoca formale dell’ambasciatrice in Israele, Ana Salomon, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell’aprile di due anni fa. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i “servizi prestati”.
“Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato”. L’avvertimento a Usa e Israele arriva dalle forze armate iraniane, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.
(Keystone-ATS) “Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo”, ha ribadito Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, aggiungendo che Washington non sarà in grado di controllare i prezzi. Lo riporta al Jazeera.
Volume record petrolio svincolato
Intanto i 32 Paesi membri dell’Agenzia internazionale dell’energia hanno concordato all’unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie.
Due droni sono caduti vicino all’aeroporto di Dubai
Due droni sono caduti vicino all’aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è continuato normalmente, ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l’Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo. “Le autorità confermano che due droni sono caduti nei pressi dell’aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo”, si legge in una nota dell’ufficio stampa di Dubai.
Iran: “Colpiremo banche e centri economici di Usa e Israele”
“Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione” ha fatto sapere il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane. “Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure”, ha avvertito il comando, aggiungendo: “La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche”.
Pasdaran: contempliamo solo la resa del nemico
I pasdaran iraniani continuano a non arretrare rispetto alle minacce di Washington e Teheran. La guerra “continua con tutta la sua forza contro i terroristi americani e il regime criminale sionista”, affermano – tramite una nota riportata dai media iraniani – la Marina dei Guardiani della rivoluzione. “Contempliamo solo la resa totale del nemico” hanno poi ribadito le forze marittime del regime. “Porremo fine alla guerra solo quando l’ombra del conflitto sarà stata rimossa dal Paese”.
Il presidente turco Erdogan: “Fermare guerra prima che travolga intera regione”
Lancia un grido di allarme il presidente della Turchia Erdogan sulla situazione che sta avvolgendo negli ultimi 12 giorni il quadro mediorientale: “Deve essere fermata prima che diventi più grande e travolga completamente la regione nelle fiamme”. Affermando poi che la regione è “ancora una volta avvolta da un odore di sangue e polvere da sparo”. Erdogan ha anche affermato che per la diplomazia “è possibile tutto, se le viene data la possibilità”. Segnalando che “se questa guerra insensata, illegale e irregolare continua, ci saranno più perdite di vite umane e di proprietà e il costo per l’economia globale aumenterà ulteriormente”.
