Un dettaglio estremamente rivelatore emerge da un’inchiesta del New York Times: lo scenario su cui scommette l’amministrazione Trump per il dopo-Khamenei consiste nel trovare un manipolo di esponenti corrotti dei Pasdaran (IRGC) disposti a smantellare il programma nucleare in cambio del mantenimento della loro cleptocrazia.
La CIA aveva elaborato una serie di simulazioni sui possibili sviluppi nel caso in cui l’Ayatollah Ali Khamenei fosse rimasto ucciso in un’offensiva:
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Il primo scenario prevedeva la sostituzione di Khamenei con un religioso della linea dura, potenzialmente ancora più determinato a ottenere l’arma nucleare.
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Il secondo scenario ipotizzava una rivolta popolare contro il governo, una possibilità che molti funzionari dell’intelligence consideravano remota, data la debolezza dell’opposizione interna.
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Il terzo scenario, quello su cui si sono catapultati i vertici dell’amministrazione Trump, prevede che una fazione delle Guardie della Rivoluzione, più “pragmatica” rispetto al clero oltranzista, possa prendere il potere.
Secondo l’analisi della CIA, finché gli Stati Uniti non interferiranno con le attività economiche di questa fazione — come il controllo capillare sull’industria petrolifera — un gruppo di ufficiali potrebbe mostrarsi conciliante verso Washington. In sostanza, la strategia della Casa Bianca sembra ridursi a un cinico baratto: denuclearizzazione in cambio di impunità per gli affari sporchi dei generali.
