Chi? Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich.
Cosa? Ha dichiarato che l’esercito israeliano sta pianificando l’occupazione totale della Striscia di Gaza.
Quando? In concomitanza con l’insediamento del nuovo Capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, previsto per la prima settimana di marzo.
Dove? La Striscia di Gaza, sotto assedio da mesi.
Perché? Secondo Smotrich, per eliminare Hamas e riaffermare il controllo israeliano sul territorio.
La notizia:
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha dichiarato che l’esercito israeliano si sta preparando ad occupare Gaza assediata sotto la guida del nuovo capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, in coordinamento con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump.
Smotrich ha minacciato il gruppo di resistenza palestinese Hamas, osservando che i suoi combattenti “sanno molto bene che il loro tempo sul terreno è limitato fino a quando Israele tornerà a combattere con tutta la sua forza, velocità e capacità letale che li sconfiggerà e distruggerà”.
“Quando decideremo che è arrivato il momento di riprendere la guerra, sarete sorpresi dall’unità, dalla forza e dalla precisione letale della nostra occupazione di Gaza”, ha aggiunto.
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Ha osservato che l’esercito israeliano si sta preparando sotto la guida del Capo di Stato Maggiore Zamir, che assumerà le sue funzioni nella prima settimana di marzo, con il sostegno politico dell’amministrazione Trump, che “sta finalmente parlando chiaramente di sradicare Hamas dalla faccia della terra”.
Parlando con toni bellicosi, il ministro ha minacciato direttamente Hamas, affermando che i suoi combattenti “sanno bene che il loro tempo è limitato” e che l’esercito israeliano tornerà a combattere “con tutta la sua forza, velocità e letalità” per distruggerli. Smotrich ha sottolineato che questa operazione avverrà con il pieno sostegno politico dell’amministrazione Trump, che “finalmente parla chiaramente di eradicare Hamas dalla faccia della terra”.
Un progetto di occupazione totale che segna la deriva estremista di Israele
Le parole di Smotrich non sono semplici dichiarazioni di guerra: rappresentano un salto di qualità nell’agenda dell’ultradestra israeliana. Non si parla più di “rispondere ad attacchi” o di “difendere Israele”, ma di occupare militarmente Gaza con una strategia sistematica di eliminazione della resistenza palestinese. Un linguaggio che richiama le logiche coloniali e che trova pieno sostegno nel governo Netanyahu, sempre più allineato all’ideologia ipersionista e militarista.

Smotrich e Netanyahu
Smotrich, noto per le sue posizioni messianiche ed estreme, incarna l’ala più radicale del governo. La sua visione non si limita alla distruzione di Hamas, ma punta alla riconquista totale della Striscia, con la prospettiva di una pulizia etnica su larga scala. Il suo riferimento alla “letale precisione” dell’offensiva rivela una strategia che non fa distinzione tra miliziani e civili, aprendo la strada a un’escalation senza precedenti.
La presenza dell’amministrazione Trump in questa dinamica è altrettanto preoccupante. Con il ritorno del tycoon alla guida degli USA, Israele trova un alleato che non pone limiti né vincoli al suo espansionismo militare. Il rischio concreto è che, con questo sostegno incondizionato, Gaza diventi il teatro di un’operazione che va oltre il semplice intervento militare: un’occupazione destinata a ridefinire gli equilibri della regione con conseguenze catastrofiche per la popolazione palestinese.