La nuova guerra fredda dello spazio

di Alberto Tuozzi - Dalla foto simbolo della Terra unita ai comandi militari orbitali: la Space Economy da 1.000 miliardi e le divisioni tra Francia, Italia e Germania.

di Alberto Tuozzi

La famosa foto della Terra presa dagli astronauti dell’Apollo 8 il 24 dicembre del 1968, immagine ben nota a chi è nato prima degli anni Sessanta, ha sorpreso l’umanità, orientando per la prima volta il pensiero su globalità e prospettive a lungo termine della Terra, dando la speranza che le attività spaziali sarebbero state una cooperazione internazionale.

In realtà quella foto nasce dalla competizione tra USA e URSS all’inizio dell’era spaziale. Da allora lo Spazio ha avuto tanti altri aspetti: la collaborazione scientifica internazionale, come dimostrato dalla Stazione Spaziale Internazionale in cui astronauti USA, Russi, Europei, Giapponesi ecc. lavorano per attività di ricerca; lo sviluppo di grandi infrastrutture spaziali per telecomunicazione, navigazione, osservazione della Terra; lo sviluppo delle applicazioni per il benessere dei cittadini; lo sviluppo della Space Economy, potente motore economico moderno, che si stima arriverà a 1000 miliardi di dollari entro il 2030.

Recentemente l’aspetto geopolitico è cresciuto, ne è prova la creazione in molti paesi di Forze Armate Spaziali o Comandi per Operazioni Spaziali, come in USA, Cina, Francia, Regno Unito, Giappone, India, Germania, Italia. Lo spazio è diventato un dominio strategico al pari di terra, mare, aria e cyberspazio. I satelliti supportano comunicazioni strategiche, navigazione, osservazione terrestre, intelligence e sistemi d’arma. Lo scenario politico internazionale attuale ha amplificato il valore delle informazioni geospaziali e delle capacità di acquisirlo.

La capacità spaziale influisce sulla sicurezza delle nazioni, sull’economia globale e sugli equilibri internazionali. Non si tratta solo di “chi arriva primo”, ma di chi controlla orbite strategiche, satelliti, dati, rotte di lancio e, in futuro prossimo, risorse lunari o asteroidali.

Lo Spazio è costoso da raggiungere e da difendere e offre un rilevante vantaggio per l’attaccante rispetto ai tradizionali domini strategici.

Interferenze nello Spazio che interrompono servizi essenziali e critici hanno impatti significativi sulla vita dei cittadini, sulla economia e sulla sicurezza.

Esplosioni in orbita potrebbero causare danni irreversibili all’operatività di satelliti su orbite contigue.

Attori principali della Geopolitica dello Spazio sono Stati Uniti, Cina, Russia, ed anche, India, Giappone, Corea del Sud e i paesi Europei.

Come pensiamo e agiamo noi europei in questa nuova fase Geopolitica?

La risposta è complessa e non può essere unitaria perché la gestione delle attività spaziali in Europa è molto articolata, comprendendo tanti attori:

Commissione Europea/Unione Europea/EUSPA

L’Unione ha la competenza di definire ed attuare programmi spaziali senza che l’esercizio di tale competenza possa avere per effetto di impedire agli Stati membri di esercitare la loro. La Commissione Europea è il braccio esecutivo dell’UE; propone la legislazione e ne attua le politiche e il bilancio; l’EUSPA attua il programma spaziale dell’UE per fornire servizi spaziali affidabili, sicuri e protetti.

Il Programma Spaziale Europeo ha tre pilastri principali:

Galileo: sistema di navigazione satellitare europeo creato per garantire l’indipendenza dei servizi di navigazione con una infrastruttura comunitaria di cui abbiamo le chiavi, con chiara connotazione geopolitica.

Copernicus: costellazione di satelliti per l’osservazione della Terra (clima, ambiente, agricoltura, gestione delle emergenze, sicurezza). La politica è di piena fruibilità dei dati da parte di tutti, è pensato per la collaborazione internazionale.

IRIS²: costellazione per comunicazioni sicure e sovrane, in completamento. Un programma con connotazioni geopolitiche che serve, tra altro, a fornire capacità di comunicazione dall’orbita bassa, indispensabile per la guida dei droni.

ESA – Agenzia Spaziale Europea sviluppa, a fini esclusivamente pacifici, la cooperazione fra Stati membri per la ricerca e la tecnologia spaziali e per le loro applicazioni. Per statuto non si occupa di attività militari. Non ha un ruolo geopolitico, ma le sue competenze tecniche sono disponibili per la realizzazione dei programmi spaziali dell’UE.

Francia, Germania, Italia, i tre maggiori attori europei dello Spazio UE da anni hanno trovato fra di loro un equilibrio dinamico nelle attività spaziali.

Recentemente l’equilibrio viene scosso da istanze geopolitiche, in particolare dalla Germania.

Per molti anni il maggiore protagonista è stata la Francia, che ha guidato le attività di sviluppo dei lanciatori, la operatività del sito europeo di lancio di Kourou nella Guyana francese e ha una industria in grado di coprire tutta le attività spaziali. Vuole ora consolidarsi come potenza spaziale totale anche per la difesa dallo Spazio, con lo sviluppo di capacità spaziali militari, anche in partnership europee.

L’Italia è stata il secondo attore per importanza avendo curato lo sviluppo di lanciatori e avendo una industria che copre autonomamente tutte le fasi di missioni spaziali. Ha avviato un piano di difesa spaziale e vuole essere un pilastro mediterraneo della geopolitica spaziale europea, con autonomia strategica, di difesa e industriale anche in collaborazione, in particolare con la Francia.

La Germania non ha avuto finora una totale autonomia, non avendo la tecnologia dei lanciatori.

Ma ha appena pubblicato una strategia nazionale per la sicurezza nello Spazio con cui vuole rafforzare le capacità militari spaziali ed essere autonoma nel proteggere i propri satelliti, anche come contributo alla sicurezza europea. Il piano prevede un investimento nello Spazio senza precedenti: 35 miliardi in 3 anni ed aumento considerevole del suo contributo in ESA.

In pratica, la Germania vuole trasformare lo spazio in un dominio di difesa integrato nella strategia di sicurezza nazionale e, solo di riflesso, europea, in coerenza con la dichiarata volontà di avere le forze armate più rilevanti d’Europa. Vedremo.

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Alberto Tuozzi è presidente della Fondazione E. Amaldi dall’ottobre 2022. Tra i massimi esperti italiani di politiche spaziali, ha ricoperto ruoli di vertice nell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) come responsabile delle relazioni con l’UE e delle telecomunicazioni e navigazione, oltre ad essere stato presidente ad interim dell’EUSPA e chair del JCB presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

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