Una rapida avanzata dei ribelli Houthi minaccia una rotta di navigazione cruciale nel Mar Rosso. Gli attacchi di droni attribuiti a milizie irachene hanno costretto alla chiusura di un importante oleodotto, mentre l’Iran continua a bloccare lo Stretto di Hormuz. È lo scenario peggiore per l’Arabia Saudita, che ha fatto scattare l’allarme sui mercati globali.
Gli Stati Uniti, alleato fondamentale di Riyadh, si sono dimostrati imprevedibili e a tratti inaffidabili. Il presidente americano Donald Trump sembra riluttante ad allargare un conflitto in Medio Oriente già impopolare e in stallo, alla vigilia delle elezioni di metà mandato. Per l’Iran, l’avanzata dei ribelli e la chiusura dell’oleodotto aumentano la pressione economica globale, proprio mentre la sua stretta sullo Stretto di Hormuz aveva iniziato ad allentarsi.
Michael Ratney, ex ambasciatore degli Stati Uniti in Arabia Saudita, ha definito gli ultimi sviluppi «incredibilmente frustranti» per il Regno.
New attacks in Hormuz and Saudi test nerves as war’s spread worsens oil disruption
«Nonostante l’avversione per gli iraniani, questa è una guerra che non hanno mai cercato e che temevano moltissimo. E una volta iniziata, tutti i loro scenari peggiori hanno cominciato a concretizzarsi». Il governo saudita non ha risposto a una richiesta di commento. Tuttavia, un funzionario saudita, non autorizzato a parlare con i media e che ha voluto mantenere l’anonimato, ha dichiarato che il Regno si difenderà e collaborerà con i partner, inclusi gli Stati Uniti, per garantire la libertà di navigazione nel Mar Rosso.
Le speranze saudite per un nuovo Medio Oriente sono andate in fumo
Il principe ereditario e sovrintendente di fatto dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha trascorso anni cercando di costruire un Medio Oriente radicalmente diverso, puntando su ampie riforme sociali ed economiche per trasformare il regno ultraconservatore in un hub economico globale all’interno di una regione più prospera e integrata.
Questi sforzi hanno subito battute d’arresto pesantissime dopo l’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che ha scatenato una guerra dietro l’altra. Quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio, Teheran ha risposto con raid missilistici e di droni contro l’Arabia Saudita e altri Stati del Golfo, bloccando di fatto lo Stretto di Hormuz, imbottigliando le esportazioni di petrolio e gas e assestando un duro colpo all’economia mondiale.
Fonte: Associated Press