Linea di demarcazione

di Marco Emanuele - Oltre il disordine globale: analisi sistemiche e multilaterali per rimettere la dignità umana al centro delle relazioni internazionali.

di Marco Emanuele 

Il vero allarme strategico, che tutti dovremmo ascoltare, è l’oltraggio alla dignità umana, ovunque e da chiunque provocato. E’ venuto il tempo di tracciare una linea di demarcazione: serve lavorare insieme per il ritorno alla civiltà umano-planetaria.

Da sempre, il male è presente nella storia perché vive nel profondo di ciascuno di noi. Più o meno evidente, più o meno istituzionalizzato, il male si insinua, rende il suo servizio tragico nel negare l’eminente dignità di ogni persona umana, qualunque sia l’appartenenza etnica, culturale, religiosa. E’ in gioco il principio umano, affermazione di senso e significato che ci fa essere parte di un grande mosaico, il mondo, oggi frammentato.

La voce di Papa Leone XIV, con la sua ‘Magnifica Humanitas’ e in molti interventi, chiama credenti e non credenti a tornare all’essenziale. Nel tempo della rivoluzione tecnologica, stiamo percorrendo una deriva molto pericolosa: sempre più avanzati, rischiamo di tornare alla preistoria della condizione umana.

La legge della giungla, che attraversa le relazioni internazionali, non ha visione storica ma è il tentativo d’imporre sopraffazione in nome di un presunto bene: vediamo, con realismo, l’affermazione d’interessi particolari diventare volontà di risolvere i conti con la storia: inaccettabile, laddove ciò comporti la cancellazione d’interi popoli, qualunque sia la definizione giuridica che si voglia utilizzare. Se va detto, con altrettanto realismo, che i popoli attaccati hanno il diritto di difendersi, ogni reazione deve fare i conti con il senso del limite: ciò che abbiamo smarrito.

In questo contesto, dove la guerra diventa progressivamente ibrida e cognitiva, l’approccio multilaterale e sistemico appare l’unico possibile. La linea di demarcazione sta nel comprendere che ciò che accade è insostenibile e profondamente ingiusto. Se non si vede chi possa incarnare il cambio di passo necessario, nella crisi oggettiva delle classi dirigenti, occorre tornare a ciascuno di noi: non si può delegare il rispetto della vita umana. Capire questo è già atto politico.

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Marco Emanuele è Ricercatore Senior presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), il suo Centre for Global Studies (PAM-CGS) e la SIOI. Rappresentante della rete italiana del pensiero complesso e saggista, ha insegnato a livello universitario l’evoluzione della democrazia – con particolare attenzione all’era dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti – e la storia dei totalitarismi. I suoi studi approfondiscono in modo specifico il pensiero di Hannah Arendt, Edgar Morin, Mauro Ceruti e Raimon Panikkar. È inoltre editor di The Global Eye.

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