In un recente video, il presidente israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che è necessario affrontare il problema degli algoritmi dei social media, sostenendo che questi starebbero influenzando negativamente l’opinione pubblica contro Israele. In particolare, Netanyahu ha affermato che Israele sta “perdendo la guerra di propaganda” a causa di bot e algoritmi che, a suo avviso, starebbero amplificando narrazioni ostili.
Queste dichiarazioni sono emerse in un contesto in cui ha lamentato la difficoltà di contrastare la percezione negativa globale sul comportamento di Israele. Tuttavia, Netanyahu non ha specificato misure concrete per il “controllo” degli algoritmi, limitandosi a evidenziare il loro ruolo nella formazione dell’opinione pubblica.
“Le bugie, i bambini affamati… si è scoperto che erano affetti da paralisi cerebrale o malattie congenite. Israele è accusato di far morire di fame i bambini, così come nel Medioevo gli ebrei venivano accusati di uccidere i bambini cristiani per ottenerne il sangue. Le bugie circondano la terra prima che la verità emerga. Dobbiamo abbreviare la guerra e affrontare gli algoritmi dei social media.”
Una breve osservazione. Sostenere che gli algoritmi starebbero influenzando la percezione dell’opinione pubblica è un modo, molto abile ed elegante va riconosciuto, per dire che gli algoritmi dovranno essere programmati con un bias favorevole a Israele. E che i social dovranno conseguentemente censurare opinioni negative sulla politica del suo paese.
Fonte: Giubbe Rosse