Nucleare Iran: scontro totale all’ONU: l’Europa attiva sanzioni, Russia e Cina insorgono

Parigi, Berlino e Londra avviano il meccanismo di "snapback", ma Mosca e Pechino presentano una risoluzione opposta. Teheran minaccia di bloccare le ispezioni dell'AIEA, mentre la tensione al Palazzo di Vetro sale.

La crisi sul programma nucleare iraniano è esplosa giovedì al Palazzo di Vetro, con una mossa destinata a spaccare il fronte delle grandi potenze. Francia, Germania e Regno Unito hanno ufficialmente rotto gli indugi, avviando il processo per ripristinare le sanzioni internazionali contro l’Iran, inviando una lettera formale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

I tre paesi europei hanno agito sfruttando una finestra temporale che si sarebbe chiusa a ottobre, a dieci anni esatti dalla sospensione delle sanzioni. Questa mossa attiva il cosiddetto meccanismo di “snapback”, che permette il ripristino automatico e immediato delle pesanti penalità contro Teheran, incluso un embargo totale sulla vendita di armi.

La reazione dell’Iran è stata immediata e durissima. Un viceministro degli Esteri ha minacciato di interrompere ogni forma di collaborazione con l’AIEA, l’agenzia atomica dell’ONU, qualora le sanzioni venissero effettivamente reintrodotte. Un gesto che lascerebbe il mondo senza alcun controllo sulle attività nucleari del paese.

A complicare ulteriormente lo scenario è arrivata la contromossa di Russia e Cina. Secondo fonti diplomatiche citate dalla Reuters, Mosca e Pechino hanno finalizzato una bozza di risoluzione alternativa che va nella direzione opposta a quella europea. La loro proposta mira a estendere l’accordo sul nucleare del 2015 per altri sei mesi, esortando l’Iran a riprendere immediatamente i negoziati.

Questa spaccatura è significativa: Stati Uniti, il trio europeo (noto come E3), Russia e Cina erano tutti firmatari dell’accordo originale con l’Iran. Ora, mentre l’Europa sceglie la linea dura, Mosca, che mantiene stretti legami militari ed economici con Teheran, si schiera a difesa del suo alleato, seguita da Pechino.

La tensione è altissima in attesa della riunione del Consiglio di Sicurezza, prevista in giornata a New York, dove questi due fronti contrapposti si scontreranno apertamente.

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